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Coronavirus e razzismo: una lezione tra letteratura e contemporaneità

La situazione di emergenza legata al Coronavirus ha dato luogo a diverse ondate di razzismo dirette verso chi veniva considerato portatore del virus; si può avviare una riflessione con gli studenti legata a questo tema per ragionare insieme sui temi del razzismo e della xenofobia.

Metodologie 
23 marzo di: Giulia Guardavilla
copertina

Lesson plan

  • Durata della lezione: 2 ore
  • Materie di studio coinvolte: letteratura italiana, storia, scienze umane
  • Ordine di scuola: scuola secondaria di secondo grado

Le notizie che hanno riguardato la diffusione del Coronavirus si sono accompagnate ad ondate di razzismo dirette inizialmente alle persone di origine cinese o, in generale, asiatiche. Si sono verificati episodi molto gravi di xenofobia e razzismo, come per esempio il cartello che è comparso fuori da un bar di Roma a inizio febbraio con scritto “A tutte le persone provenienti dalla Cina non è permesso entrare in questo posto”, su cui varrebbe la pena di riflettere con gli studenti.

Si potrebbe partire dalla considerazione che sono avvenuti nella storia fatti simili a questi e si possono riportare gli esempi della “Colonna infame” raccontata da Alessandro Manzoni ne I promessi sposi. Si potrebbe partire dalla lettura individuale di questo brano tratto dal capitolo XXXII.

«…Tre giovani compagni francesi, un letterato, un pittore, un meccanico, venuti per veder l’Italia, per istudiarvi le antichità, e per cercarvi occasion di guadagno, s’erano accostati a non so qual parte esterna del duomo, e stavan lì guardando attentamente. Uno che passava, li vede e si ferma; gli accenna a un altro, ad altri che arrivano: si formò un crocchio, a guardare, a tener d’occhio coloro, che il vestiario, la capigliatura, le bisacce, accusavano di stranieri e, quel ch’era peggio, di francesi. Come per accertarsi ch’era marmo, stesero essi la mano a toccare. Bastò. Furono circondati,afferrati, malmenati, spinti, a furia di percosse, alle carceri. Per buona sorte, il palazzo di giustizia è poco lontano dal duomo; e, per una sorte ancor più felice, furon trovati innocenti, e rilasciati.Nè tali cose accadevan soltanto in città: la frenesia s’era propagata come il contagio. Il viandante che fosse incontrato da de’ contadini, fuor della strada maestra, o che in quella si dondolasse a guardar in qua e in là, o si buttasse giù per riposarsi; lo sconosciuto a cui si trovasse qualcosa di strano, di sospetto nel volto, nel vestito, erano untori: al primo avviso di chi si fosse, al grido d’un ragazzo, si sonava a martello, s’accorreva; gl’infelici eran tempestati di pietre, o, presi, venivan menati, a furia di popolo, in prigione…» (fonte: wikisource.com)

Dopo la lettura del brano si può chiedere una riflessione sugli aspetti in comune tra la situazione descritta dal Manzoni e quello che è recentemente accaduto riguardo alla ricerca di un popolo colpevole perla diffusione del virus.

Si può poi chiedere di svolgere una ricerca in rete su altri casi nella storia in cui categorie di persone sono state individuate come capro espiatorio per la diffusione di malattie (per esempio ebrei e streghe) e di descrivere un episodio relativo a questo tema.

Successivamente la ricerca svolta può essere condivisa con la classe attraverso una bacheca digitale.

L’attività prosegue chiedendo agli studenti di leggere il seguente articolo e di riscriverlo inserendo elementi negativi nei confronti del popolo cinese, ragionando su come una notizia oggettiva si può trasformare in un testo che contiene elementi che portano verso il razzismo.

«Nel mese di dicembre del 2019 le autorità sanitarie cinesi iniziano a comprendere di essere di fronte ad una situazione piuttosto anomala. In particolare, nella città di Wuhan si segnalano ricoveri di pazienti affetti da una polmonite atipica e molto contagiosa. Si ha il sospetto della comparsa di un nuovo tipo di virus ancora non conosciuto e catalogato dalla comunità scientifica… I report provenienti dagli ospedali della provincia di Hubei, di cui Wuhan è il capoluogo, continuano per tutto il corso dell’ultimo mese del 2019 a parlare di contagi derivanti da un virus non conosciuto. Le comunità scientifica cinese inizia a esaminare i vari casi, con l’obiettivo di capire meglio quella che è una situazione potenzialmente drammatica… Il primo caso di infezione ufficialmente è stato fatto risalire all’8 dicembre 2019, con il virus che ha colpito un primo gruppo di persone. Vengono puntate la attenzioni sul mercato ittico e di animali di Wuhan: da lì, secondo le prime ricostruzioni, non meglio precisate specie avrebbero trasmesso il virus dagli animali all’uomo, generando quindi l’epidemia. Il 31 dicembre 2019 si registra la prima comunicazione del governo cinese all’Organizzazione mondiale della sanità circa la possibile esistenza di un nuovo virus…» (fonte: https://it.insideover.com/societa/le-tappe-della-diffusione-del-coronavirus.html).

Da questo segue una riflessione su come il modo di comunicare possa modificare l’opinione del lettore e le emozioni suscitate durante la lettura.

Nell'immagine, il lazzaretto di Milano in un quadro del 1830.