Dire, fare, insegnare
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DSA: campanelli d’allarme alla scuola primaria, in pratica

I bambini hanno ritmi di apprendimento diversi, ma esistono alcune caratteristiche che, se individuate, possono indicare la presenza di un Disturbo Specifico di Apprendimento.

Inclusione  Problematiche scolastiche 
11 febbraio 2019 di: Giulia Guardavilla
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Di seguito riportiamo alcuni esempi di alunni che presentano caratteristiche che potrebbero indicare la presenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Nicola

Nicola ha appena termina la classe prima della scuola primaria. Ha fatto molta fatica a imparare a leggere e ancora adesso a volte confonde alcune lettere, per esempio b/d, p/q e a/e. Legge in modo molto stentato e fatica a fondere le sillabe tra loro. La maestra deve aiutarlo spesso nello svolgimento anche di semplici compiti in autonomia perché altrimenti Nicola si perde e non riesce a organizzare il lavoro. Quando racconta qualcosa,anche se è molto motivato, fa confusione a seguire un ordine cronologico e non ha ancora memorizzato la successione dei giorni della settimana e dei mesi dell’anno.

La maestra lo descrive come un bambino intelligente e molto amato dai compagni; se non ci fosse la scuola non avrebbe alcun problema.

Nicola mostra alcuni campanelli d’allarme per quando riguarda l’area della lettura e della scrittura:

  • ha fatto fatica a imparare a leggere;
  • confonde alcune lettere, in particolare quelle con forma simile, ma orientamento spaziale diverso;
  • non fonde le sillabe;
  • non è autonomo;
  • non riesce a seguire l’ordine cronologico;
  • non ha memorizzato giorni e mesi.



Marta

Marta è a metà della seconda classe della scuola primaria. La maestra la descrive come una bambina che si impegna molto, ma ha sempre avuto difficoltà nella scrittura: calca molto, non riesce a rispettare i margini del foglio, ogni tanto le righe iniziano e metà pagina e vanno oltre il margine, la grandezza delle lettere varia molto e non ha imparato a scrivere in corsivo. Fin dalla prima ha avuto queste difficoltà anche con i numeri, che spesso scrive rovesciati non riuscendo poi a leggere ciò che ha scritto. Compie molti errori e non sembra riuscire a memorizzare la forma corretta di diverse parole. Nei dettati, anche se brevi, rimane indietro,così come nella copiatura delle consegne e dei compiti sul diario. Marta è molto brava nell’esposizione orale, racconta volentieri le sue esperienze ed è brava anche in matematica. Le piace disegnare, ma anche in questo fa fatica, non colora dentro i margini e utilizza in modo inadeguato lo spazio del foglio.

Marta mostra alcuni campanelli d’allarme per quanto riguarda l’area della scrittura:

  • ha fatto fatica a imparare a scrivere;
  • non scrive ancora in corsivo;
  • scrive i numeri rovesciati;
  • non rispetta i margini del foglio;
  • le lettere sono di grandezze diverse;
  • fa molti errori;
  • rimane indietro nella dettatura e nella copiatura;
  • non riesce a leggere la sua scrittura;
  • è più brava nell’esposizione orale che in quella scritta;
  • ha difficoltà anche nel disegno.



Stefano

Stefano è quasi al termine della classe terza della scuola primaria. Il suo punto debole è da sempre la matematica: ha fatto fatica a imparare a contare, usa ancora le dita per calcoli anche semplici, non riesce a memorizzare le tabelline e si confonde con le diverse operazioni. Ha difficoltà sia nel calcolo a mente che nel calcolo scritto, nessun calcolo è per lui automatico. La maestra riferisce che se deve fare 5+5 utilizza ancora le dita, non ha automatizzato che il risultato è 10. Stefano è molto bravo in italiano, gli piace scrivere e ha imparato facilmente a leggere.

Stefano presenta alcuni campanelli d’allarme per quanto riguarda l’area della matematica:

  • ha fatto fatica a imparare a contare;
  • non ha automatizzato i calcoli;
  • non riesce a memorizzare le tabelline;
  • si confonde con le operazioni;
  • ha difficoltà sia nel calcolo a mente che in quello scritto.