Dire, fare, insegnare
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DSA: campanelli d’allarme alla scuola primaria

I bambini hanno ritmi di apprendimento diversi, ma esistono alcune caratteristiche che, se individuate, possono indicare la presenza di un Disturbo Specifico di Apprendimento.

Inclusione  Problematiche scolastiche 
11 febbraio 2019 di: Giulia Guardavilla
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I bambini non apprendono nello stessa maniera e possono avere tempi differenti, ma esistono anche alcuni indicatori precoci della presenza di difficoltà. Già alla scuola dell’infanzia ci sono caratteristiche che possono essere precursori dello sviluppo di difficoltà, come descritto in un articolo pubblicato precedentemente sui campanelli dall’allarme alla scuola dell’infanzia.

I Disturbi dell’Apprendimento sono diagnosticati alla fine della seconda classe della scuola primaria per quanto riguarda dislessia, disgrafia e disortografia e alla fine della classe terza per quanto riguarda la discalculia. È importante però che le difficoltà nell’apprendimento siano riconosciute il prima possibile dagli insegnanti e comunicate alla famiglia perché un percorso di sostegno all’apprendimento possa essere avviato già alla fine della classe prima.

Il fatto di avviare in modo precoce un percorso di potenziamento è utile per consentire al bambino di rafforzare i suoi punti di debolezza e sperimentare meno fallimenti a scuola; in questo modo si sostengono sia gli apprendimenti che la motivazione. 

I campanelli d’allarme alla scuola primaria sono:

  • la difficoltà nell’organizzare il lavoro: il bambino ha sempre bisogno che lo si aiuti nell’esecuzione del lavoro per riuscire a svolgerlo in modo ordinato;
  • la difficoltà nel copiare una consegna o un testo anche breve: il bambino non riesce a concentrarsi per lungo tempo nella copiatura perché ha difficoltà a tenere a mente la parola da scrivere e deve continuamente controllare;
  • la ripetizione continua degli stessi errori: il bambino non impara a scrivere in modo corretto una parola, ma continua a sbagliarla anche dopo che viene corretta molte volte;
  • le difficoltà dal punto di vista delle manualità: il bambino fatica a scrivere, il gesto grafico rimane faticoso, tremolante, non segue le righe e peggiora progressivamente;
  • le difficoltà nel ricordare le consegne: il bambino chiede più volte di ripetere la consegna o porta a termine il lavoro in modo sbagliato perché non fa ciò che gli è stato richiesto;
  • il rifiuto di portare a termine compiti scritti: in alcuni casi il bambino si può rifiutare di eseguire compiti scritti per evitare la frustrazione e la fatica di un compito per lui troppo difficile;
  • la difficoltà a raccontare eventi accaduti in ordine cronologico o la difficoltà nel mantenere una sequenza logica nel pensiero: il bambino fa fatica a riportare i fatti seguendo un ordine e i suoi racconti risultano confusionari e di difficile comprensione;
  • la difficoltà maggiore nell’utilizzo della lingua scritta rispetto a quella orale: è presente una grande differenza nelle capacità di esposizione orale rispetto a quella scritta in cui il bambino appare più in difficoltà;
  • lentezza nell’esecuzione del lavoro in classe e nella scrittura durante i dettati: il bambino impiega molto più tempo dei compagni a portare a termine una consegna e rimane indietro nelle prove di dettatura;
  • numerosi errori ortografici e nella scrittura di numeri e lettere: il bambino compie numerosi errori ortografici e spesso sbaglia a scrivere le lettere e i numeri, in alcuni casi può scriverli rovesciati, come se si vedessero allo specchio;
  • difficoltà a contare: il bambino fa fatica a contare sia in avanti che all’indietro;
  • la difficoltà nel riconoscere le quantità e operare anche con piccoli numeri: il bambino sembra non individuare il senso del numero e fatica a automatizzare anche calcoli semplici;
  • la difficoltà a distinguere quantità maggiori e minori: il bambino fa fatica a confrontare una coppia di numeri e comprendere quale sia maggiore e quale minore;
  • la difficoltà ad automatizzare anche semplici calcoli: il bambino deve calcolare ogni volta anche in presenza di operazioni che dovrebbe aver automatizzato, come i numeri la cui somma è 10.



Se al termine del primo anno di scuola primaria si osservano alcune di queste caratteristiche è bene comunicare le difficoltà dell’alunno alla famiglia e consigliare un approfondimento. Anche se non è possibile fare una diagnosi alla fine della classe prima esistono comunque test tarati per questa fascia di età che possono fornire informazioni sul livello degli apprendimenti ed è possibile iniziare in modo precoce un percorso di potenziamento. 

Se le difficoltà osservate fanno parte di quelle elencate e impediscono al bambino di seguire un regolare percorso di apprendimento è probabile che non si risolveranno nel secondo anno di scuola, ma ci sarà bisogno di potenziare alcune abilità.