Dire, fare, insegnare
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E tu come stai? Il potere delle emozioni contagiose a scuola

Teresa Iodice, docente di scuola primaria specializzata nel sostegno di alunni BES, propone una riflessione sull’importanza delle emozioni

Esperienze di insegnamento 
05 ottobre di: Teresa Iodice
copertina

L’emozione non solo è al centro dell’individuo, ma è espressione stessa della vita; si può dire che saper riconoscere, ascoltare e rispettare gli stati d’animo altrui significa ascoltare e rispettare le persone nella loro interezza. Intorno a tale nucleo tematico è stata interessante l’esperienza di insegnamento condotta in una classe seconda della scuola primaria, durante un percorso di tirocinio universitario di qualche anno fa.

L’emozione assume un ruolo sempre più centrale nell’offerta formativa della scuola: lo sviluppo delle emozioni positive migliora l’apprendimento, il clima della classe, i rapporti con gli insegnanti e tra i bambini stessi e sostiene la loro crescita psicologica. Daniela Lucangeli ha incentrato anni di ricerca e studio su questi temi cruciali, in riferimento agli alunni e agli insegnanti, mettendo in luce come le emozioni non siano in alcun modo disgiunte dall’atto cognitivo, ma come anzi influenzino l’apprendimento in modo qualitativo.

«Il meccanismo della memoria delle emozioni è fondamentale: ci si può occupare di apprendimento se, e solo se, si comprende la potenza delle sincronicità fra le informazioni e le memorie emozionali».

Il percorso effettuato in classe, della durata di alcune settimane, si è sviluppato in cinque momenti ben distinti. Una conversazione guidata iniziale ha aiutato a far sì che ogni componente della classe rispondesse a due domande “Cosa sono le emozioni?” e “Quali sono?”, mentre il brainstorming che è seguito è stato necessario per far affiorare le alternative rispetto alle idee iniziali. Successivamente si è orientata l’attenzione dei bambini sul corpo, e in particolare sulla mente, in quanto essa può essere definita la “casa” delle emozioni. Coerentemente con tutto ciò, i bambini hanno trovato divertente la proiezione di un estratto del film Inside out.

Un momento particolare ha riguardato la pesca dal “barattolo delle emozioni”, all’interno del quale erano state sistemate varie tesserine raffiguranti i personaggi del film. Partendo dall’immagine pescata ciascun bambino ha raccontato un’esperienza personale relativa all’emozione della tessera (gioia, rabbia, tristezza, paura, disgusto). Non per tutti è stato facile aprirsi o capire cosa raccontare; qualcuno aveva in mente cosa dire ma non riusciva a esprimerlo, qualcun altro è partito spedito facendo riemergere episodi – più o meno recenti - che erano rimasti impressi nella memoria. Il valore delle emozioni risiede proprio nella possibilità di viverle liberamente e al tempo stesso nel farlo in maniera adattiva.

Parlare ha permesso di rendere ciascun bambino protagonista della sua storia attraverso il racconto, di entrare in quelle altrui e iniziare a cogliere le emozioni del compagno, sviluppando atteggiamenti di apertura, condivisione e quindi rafforzando la fiducia nel rapporto con l’altro.

Un altro momento molto coinvolgente e stimolante dal punto di vista pratico ha interessato la proposta di arte. L’attenzione è stata orientata sulla visione, attraverso la lavagna interattiva multimediale, di alcuni quadri del celebre pittore astrattista Vasilij Kandinskij. Fatto un breve cenno sull’artista e il suo modo di operare, è stato chiesto a ogni alunno di esprimere le sensazioni che tali opere gli suscitavano, per evidenziare come la stessa esperienza può produrre emozioni diverse e spesso contrastanti in soggetti diversi o anche nello stesso. Tali rappresentazioni pittoriche sono servite da spunto per far comprendere come le emozioni possano essere “tirate fuori” ed espresse dalla parola attraverso la poesia i racconti o attraverso la pittura, come nel caso delle opere dell’artista proposto.

Gli alunni, tra stupore e curiosità, hanno liberato la fantasia e lo stato d’animo di quel particolare momento, trasformandosi in piccoli artisti, utilizzando a proprio piacimento materiali di vario tipo messi a loro disposizione.

Le produzioni sono state variegate: le emozioni hanno guidato il tratto, le rappresentazioni e la scelta dei colori. L’effetto è stato sorprendente: i bambini sono entrati pienamente nella tematica riuscendo a mettere su carta con semplicità ciò che a parole avevano provato a esplicitare. Vedere quei lavori è stato un regalo: è come se ciascuno avesse donato una piccola parte di sé, mettendosi in gioco. Alcuni, in particolare, sono rimasti nel cuore per intensità e coinvolgimento.

Nella parte finale il corpo diventa ancora una volta protagonista. Divisi in piccoli gruppi, i bambini hanno sperimentato i movimenti e le espressioni del viso di cui si ha bisogno per esprimere le emozioni. È stato chiesto di inscenare alcune situazioni, sperimentando il “mettersi nei panni di”: in particolare di chi reca l’offesa e di chi è offeso; di chi offre un dono e di chi lo riceve. I differenti stati d’animo sono stati oggetto di discussione nel circle time finale.

La modalità di conduzione dell’esperienza che la classe ha sperimentato su tale tematica ha facilitato il pieno coinvolgimento di tutti, avendo cura delle differenze e delle diverse sensibilità. Lo scopo, il fine degli insegnanti è sempre il bambino, tutto il resto è solo il mezzo attraverso cui arrivarci.

Bibliografia di riferimento 

  • Lucangeli Daniela, Cinque lezioni leggere sull’emozione di apprendere, Erickson, Trento, 2019