Dire, fare, insegnare
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“Fiabe statistiche”. Il progetto Istat tra fantasia e numeri

Le sei autrici delle “Fiabe statistiche” in questa intervista a Dire, fare, insegnare raccontano come sono riuscite a far diventare i numeri e gli strumenti della statistica un’avventura tutta da scoprire dedicata ai giovani lettori.

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07 settembre di: Redazione
copertina

La statistica è una disciplina fondamentale per conoscere e descrivere quello che ci circonda, ma che a volte può risultare difficile da comprendere, ai piccoli come ai più grandi. Per questo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) da qualche anno lavora al progetto “Fiabe statistiche”: una raccolta di brevi e divertenti storie che, parlando in un linguaggio famigliare ai bambini e al tempo stesso introducendo in modo chiaro alcuni termini e concetti, punta a rendere il mondo della statistica più accessibile ai giovani lettori.

Le fiabe, disponibili sul sito dell’Istat e raccolte finora nei due volumi Le streghe di Bayes e altre storie e Il pavone della pioggia e altre storie (usciti nel 2017 e nel 2019), sono seguite in appendice da una guida per adulti con la spiegazione del significato statistico dei racconti e indicazioni per la didattica. Le autrici delle storie ci hanno parlato di come è nato questo progetto che unisce fantasia e numeri, e degli obiettivi che si pone insieme alle altre iniziative Istat di divulgazione delle conoscenze statistiche.

1. Chi sono le autrici delle “Fiabe statistiche”?

Siamo sei: Monica Bailot, Rina Camporese, Silvia Da Valle, Sara Letardi, Susanna Peddes e Susi Osti. Ci allontana la geografia perché lavoriamo nelle sedi Istat del Veneto, della Toscana e nella sede centrale di Roma, ma ci unisce la passione per la divulgazione statistica e la continua ricerca di modi innovativi per raccontarla anche ai più piccoli.

2. Come è nato il vostro progetto e come è strutturato?

Viviamo in una società in cui sempre più spesso dobbiamo destreggiarci fra numeri, tabelle, grafici e l'esigenza di una competenza statistica è sempre più sentita. Sono gli stessi bambini che, da grandi osservatori come sono, ci chiedono spiegazioni su figure e tabelle visti su libri, giornali, televisione, internet. Inoltre alla loro età sono particolarmente curiosi e interessati a tutte le discipline che utilizzano le nuove tecnologie e che li avvicinano alla realtà degli adulti. Sono molto ricettivi e motivati verso tutto ciò che è novità... per cui è compito dell'insegnante sbalordirli!

La statistica può quindi partire proprio dal vissuto e dalle proposte che gli alunni portano in classe (partecipazione a un concorso, lettura di una pagina di giornale o di un testo...) e ciò permette un coinvolgimento sia da parte dei bambini che dei genitori. È infatti un ottimo strumento per conoscere la realtà e per descriverla usando il linguaggio dei numeri.

Quando si impara una nuova lingua è importante conoscere l’esatto significato delle parole che si usano: uno dei metodi più semplici per spiegarle ai bambini e per trasmettere il loro significato è appunto attraverso un racconto. Leggere una storia in classe non vuol dire fare un monologo: l’attività del raccontare è per sua natura interattiva, un continuo intercalare di domande-stimolo da parte dell’insegnante e risposte-domande degli alunni (brainstorming).

Le Indicazioni Nazionali parlano a questo proposito di "molte esperienze in contesti significativi". Pertanto, nel nostro caso consideriamo significativo far incontrare inizialmente all’alunno personaggi immaginari che interagiscono con lui all'interno di un quadro di attività matematiche, fornendo occasioni per risolvere problemi di realtà, calcoli, enigmi con l’aiuto della statistica. In questo modo il bambino vive nuove e diverse avventure matematiche che lo inducono a impegnarsi al massimo e a vedere i numeri con occhi diversi.

Le fiabe rispondono bene a questi obiettivi: permettono di spiegare o meglio sviscerare i concetti statistici presenti nel racconto e allo stesso tempo la lettura e la drammatizzazione mantengono alto il livello di attenzione e coinvolgimento. Esse rendono accessibili numeri e informazioni scientifiche a un pubblico di non esperti, in particolare alle nuove generazioni, rientrando così nelle attività di promozione della cultura statistica dell’Istituto.

3. Volete condividere un esempio di laboratorio legato alle “Fiabe statistiche” che si possa replicare in classe?

La fiaba “Bisticci tra sorelle” introduce concretamente nel mondo degli indicatori statistici da trattare nella scuola del primo ciclo, permettendo di consolidare contenuti di statistica descrittiva (variabilità, tipologie diverse di dati) e di risolvere problemi autentici utilizzando le proprietà di moda, mediana e media aritmetica. I personaggi principali sono tre sorelle – Moda, Mediana e Media – che in una famiglia molto numerosa giocano a mettere ordine tra gli oggetti sparsi per casa classificando e creando gruppi.



Il laboratorio didattico proposto spiega ai bambini come raccogliere e organizzare i dati con semplici tabelle di frequenza e come sintetizzare i dati con le principali misure della statistica (appunto moda, media, mediana). Nel concreto si tratta di ordinare le 25 card rappresentanti le magliette raccolte dalle sorelle nella fiaba. Il colore, la taglia, la lunghezza della manica, il tipo di maglietta sono le variabili statistiche: caratteristiche che possono variare da un’unità statistica (la singola maglietta) all’altra, presentandosi con modalità diverse. Le magliette possono essere personalizzate oltre che con i colori e le taglie anche con altri dati (modalità) di altre caratteristiche (variabili). Per esempio può essere aggiunto il peso o la lunghezza della maglia.

Nelle variabili quantitative le modalità sono espresse con numeri, mentre nelle variabili qualitative sono sostantivi o aggettivi. Quando è possibile ordinare queste ultime modalità in modo oggettivo, come nel caso della taglia, levariabili sono dette qualitative ordinabili. Condividere con gli alunni questo primo glossario statistico è essenziale per capire come poter rappresentare e sintetizzare opportunamente i dati.



Nell’esempio qui sopra le magliette sono classificate per colore e possono facilmente diventare un grafico, nello specifico un pittogramma. Il conteggio delle unità statistiche che presentano la stessa modalità è la frequenza, così come definita nella fiaba. Dal grafico e dai dati letti a voce degli studenti è quindi semplice costruire la tabella di frequenza e calcolare gli indici di posizione. Per la variabile colore è possibile individuare solo la moda, cioè la modalità che si presenta più spesso. Lasciando alla libera fantasia degli alunni si può chiedere di proporre la creazione di altri grafici, tabelle di frequenze e di calcolare le possibili medie.

4. Quali sono le altre iniziative dell’Istat per rendere accessibili anche ai più piccoli le proprie attività di ricerca?

L’Istituto ha molto a cuore la comunicazione con i più piccoli: una delle prime esperienze in questo senso risale addirittura al 1986! Da allora ne è stata fatta di strada e l’offerta è cresciuta con l’esperienza, arricchendosi di contenuti e strumenti, dai più tradizionali come le pubblicazioni, ai più moderni come i canali social. Proprio sui social abbiamo lanciato un canale podcast in cui noi autrici, spesso con l’aiuto dei nostri figli, ci siamo divertite a leggere e interpretare le fiabe.

Sicuramente la porta principale per scoprire tutte le iniziative e le novità di promozione della cultura statistica è il sito dell’Istat che ci introduce in un mondo fatto di dati, immagini e informazioni: l’apposita sezione Dati alla mano per esempio parla di statistica in modo semplice ed è dedicata a chi, a qualunque età, abbia voglia di prendere confidenza con la statistica ufficiale e con i dati dell’Istat.

Attraverso videointerviste, animazioni, materiali didattici, giochi e schede grafiche è più facile capire dati, concetti, termini spesso usati dai media. Ad esempio, nella sezione Luoghi comuni abbiamo riportato dei mini-video con cui spieghiamo ai ragazzi come confutare alcune idee che circolano ma che sono basate su pregiudizi, senza “dati” che le supportino. Queste “pillole” potrebbero essere anche degli spunti di discussione da avviare in classe. La sezione Giochi è invece pensata per imparare divertendosi ed è costantemente aggiornata con le novità dedicate ai ragazzi.

Periodicamente Istat incontra i ragazzi e la cittadinanza anche in occasione di eventi nazionali e territoriali, ad esempio nelle Giornate della Statistica (che si tiene annualmente attorno al 20 ottobre) o durante la Notte dei ricercatori. L’Istituto collabora inoltre con il sistema scolastico organizzando corsi o semplici giornate di approfondimento rivolti agli studenti e ai loro insegnanti, per far scoprire come la statistica ufficiale è uno strumento interdisciplinare per leggere la realtà.

Un esempio? Gli indicatori di monitoraggio dell’Agenda 2030 sono sicuramente un tema interessante e danno modo ai ragazzi di comprendere quanto la statistica è indispensabile per conoscere e misurare i fenomeni più attuali. Le analisi degli indicatori permettono di dare risposte puntuali e di insieme alla domanda, semplice e al tempo stesso difficilissima: “Come va la vita, in Italia?”. La piattaforma informativa dedicata permette di consultare il rapporto SDGs (Sustainable Development Goals) e i grafici interattivi.

Restate sintonizzati per scoprire le prossime novità! Per informazioni o curiosità potete scrivere a culturastat.territorio@istat.it