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Fiera Didacta Italia, i green jobs e la transizione ecologica. Intervista con Rossella Muroni

Innovazione didattica, transizione ecologica e sostenibilità ambientale tra i temi centrali della sesta edizione di Fiera Didacta Italia: l'ecologista Rossella Muroni ci guida tra le novità "green" del programma 2023.

News ed eventi 
02 marzo 2023 di: Redazione
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Dall’8 al 10 marzo la Fortezza da Basso di Firenze ospita la sesta edizione di Fiera Didacta Italia: il programma conta quest'anno 814 eventi, tra appuntamenti formativi dedicati ai docenti, convegni e incontri organizzati dagli enti e dalle aziende partecipanti. In questa intervista Rossella Muroni, ecologista, attivista e già presidente nazionale di Legambiente, ci parla della nuova area green di Didacta 2023 (di cui è curatrice) e di altri temi molto importanti che legano educazione e cura dell'ambiente.

Com'è strutturata l'area green di Didacta Italia?

L'area green nasce dal bisogno di portare alla nuova edizione di Didacta Italia il tema della transizione ecologica, partendo dall'idea di spiegare la transizione ecologica come una grande opportunità di sviluppo economico sostenibile, ma che ha bisogno di competenze. In questo senso, come italiani, siamo molto indietro, anche se le nostre aziende sono (paradossalmente) leader mondiali per brevetti e innovazione ambientale. Il problema è che il sistema formativo non è stato penetrato da questa nostra leadership a livello internazionale. È fondamentale far capire cosa sono i green jobs a ragazzi e ragazze, quali sono le ricadute pratiche di queste professioni e la sinergia tra ambiente e lavoro: attraverso il sistema formativo ci si deve mettere a disposizione per creare questa consapevolezza.

Cito l'esempio positivo di Motus-E, la prima associazione in Italia costituita da operatori industriali, filiera automotive, mondo accademico e movimenti di opinione nata per fare sistema e accelerare il cambiamento verso la mobilità elettrica. Motus-E porterà a Didacta Italia una rete di studenti che spiegheranno ai docenti di quali percorsi e insegnamenti hanno bisogno per formarsi e diventare professionisti della sostenibilità. Questo passaggio manca ed è fondamentale. Bisogna far penetrare concretamente questi discorsi in ambito formativo. Mi fa piacere che a Didacta Italia ci saranno tante aziende di altissimo livello che parleranno in prima persona della formazione e dei nuovi sbocchi professionali che la transizione ecologica porterà con sé.

Altro tema innovativo che abbiamo portato in fiera è quello della bioeconomia, di cui ancora si sa poco in Italia: Didacta sarà occasione per colmare il nostro ritardo culturale. Inoltre quest'anno segnalo che nell'area green avremo anche il MACA - Museo A come Ambiente di Torino, che dalla sua nascita forma ed informa sulla transizione ecologica.

In questo scenario, qual è il confine fra green washing e sinergia tra pubblico e privato?

Secondo me sta nella concretezza degli atti. La lotta ai mutamenti climatici e lo sviluppo sostenibile sono entrati nel linguaggio comune. Il rischio è che si svuotino di senso. Quando gli interessi diversi tra privato e pubblico si concentrano su un dato concreto, il rischio di svuotamento di senso si annulla e diventa impegno reale.

Secondo la tua esperienza, qual è un modo efficace per fare educazione ambientale a scuola?

Anzitutto, l'educazione ambientale a scuola è stata fondamentale negli ultimi trent'anni per rendere le nuove generazioni disponibili ai temi del cambiamento climatico. I ragazzi hanno modificato i loro status symbol: come per esempio andare in bici oggi non è più da "sfigati", una volta lo era. Penso che a questo punto lo scatto importante sia quello di far capire che la spinta ambientale è un'occasione, e credo che in questo Didacta Italia sia un luogo davvero importante, dove le aziende spiegano concretamente dove si può andare grazie alla transizione ecologica. In tal modo si crea consenso, soprattutto formando i giovani a scuola, tramite iniziative concrete, spiegando come teorie e ideologie possano prendere forma nella realtà del lavoro. Per far questo bisogna che ci sia più interazione tra scuola e impresa. Didacta ha fra i suoi obiettivi principali proprio quello di ricreare tale sinergia.

Quali sono a tuo parere i green jobs del futuro?

Sicuramente tutti quelli legati al recupero della materia e alla bioeconomia. L'Italia che è un paese povero di materie prime, in questo senso si gioca una fetta importante del proprio futuro. Il rapporto tra produzione economica e recupero della materia primaria sarà fondamentale per il nostro paese nei prossimi decenni; come anche puntare sulle rinnovabili e sull'economia green e questo vuol dire aprire migliaia di progetti e cantieri, e far circolare economia e nuove possibilità di lavoro. Le possibilità ci sono: bisogna saperle preparare per sfruttarle nella maniera migliore.