Dire, fare, insegnare
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Gli alunni con ADHD

La diagnosi di ADHD coinvolge circa il 5% della popolazione a livello mondiale; gli studenti che presentano questa problematica hanno bisogno dell’organizzazione dell’attività didattica e di modalità di facilitazione per migliorare l’apprendimento.

Problematiche scolastiche  Gestione della classe 
15 aprile 2019 di: Giulia Guardavilla
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Gli insegnanti si trovano spesso di fronte ad alunni con diagnosi di ADHD o, in generale,  con problemi di attenzione o iperattività anche se non formalizzati da una diagnosi. 

Le caratteristiche del Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività sono principalmente la difficoltà a mantenere l’attenzione per tempi lunghi, l’impulsività e l’iperattività. Possono essere presenti tutte queste caratteristiche oppure possono prevalere la disattenzione o l’iperattività/impulsività.

I problemi legati all’attenzione si manifestano attraverso l’incapacità di mantenere l’attenzione, la disorganizzazione nello svolgimento delle attività e nella conservazione del materiale, la mancata comprensione delle consegne e l’abbandonare un compito prima di averlo terminato.

I problemi legati all’iperattività si manifestano attraverso la difficoltà a stare seduti al banco, il bisogno di muoversi continuamente e l’eccessiva loquacità.

L’impulsività si manifesta attraverso l’incapacità di aspettare, il dare risposte affrettate senza pensare, fare azioni senza considerarne le conseguenze e l’incapacità di posticipare una ricompensa.

Gli alunni con questa diagnosi fanno molta fatica ad adattarsi alle regole della classe e seguire i tempi della giornata scolastica, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutarli ad adattarsi alle richieste dell’ambiente scolastico.

Un elemento molto importante è l’organizzazione dello spazio e del banco. L’aula dovrebbe essere organizzata in modo da offrire all’alunno il minor numero possibile di elementi di distrazione; sarebbe bene che il banco fosse posizionato vicino alla cattedra e il più possibile lontano da fonti di distrazione come la porta, le finestre, il cestino dei rifiuti, etc.

Un altro elemento importante è la gestione del materiale scolastico: molto spesso questi alunni fanno fatica a tenere in ordine il banco e i loro oggetti. Potrebbe essere d’aiuto lavorare, anche con tutta la classe, sull’importanza di tenere sul banco solo il materiale utile in quel momento e sul riporlo quando non serve più. È poi importante che gli spazi gestiti dall’insegnante, come la cattedra, funzionino da modello per mostrare come tenere in ordine i diversi oggetti.

Il banco dovrebbe essere disposto vicino all’insegnante e facilmente visibile per consentire di controllare frequentemente il lavoro svolto, riportare l’attenzione sul compito quando viene persa e poter mantenere facilmente il contatto oculare con l’alunno. La possibilità di guardare l’alunno lo aiuta a mantenere l’attenzione e permette all’insegnante di dare un feedback positivo più frequente.

Un altro aspetto importante è stabilire regole chiare e precise per tutti gli alunni della classe: per approfondire questo tema vi rimandiamo alla lettura dell’articolo sulla formulazione delle regole a scuola.

È importante stabilire delle routine che riguardino la giornata scolastica; le routine rendono l’ambiente più prevedibile e per questo motivo possono aiutare gli alunni con diagnosi di ADHD a capire cosa accadrà e come ci si aspetta che si comportino.

Le routine possono riguardare tutti i momenti della giornata scolastica: l’entrata e l’inizio della lezione, il suo svolgimento, l’intervallo, la fine della lezione. È particolarmente importante dedicare un tempo alla scrittura dei compiti sul diario perché i bambini disattenti spesso hanno difficoltà in questo momento e scrivono i compiti in modo sbagliato o ne scrivono solo una parte. 

Nell’organizzazione dell’attività didattica è importante prevedere anche le pause; per gli alunni con ADHD è difficile portare a termine attività di lunga durata ed è quindi importante suddividere le attività in compiti più brevi, seguiti da una pausa.

È bene dare feedback frequenti su ciò che stanno svolgendo perché gli alunni con questa diagnosi faticano ad automonitorare la loro attività e regolare le proprie risorse attentive. L’obiettivo finale sarà rendere gli alunni il più autonomi possibile.

Se si vuole lavorare su comportamenti inadeguati si possono utilizzare il contratto comportamentale e la token economy.

In casi come questi è importante stabilire quali comportamenti si vogliono cambiare e lavorare su un massimo di 2 o 3 comportamenti alla volta. Si osserva in quali contesti si manifesta il comportamento, cosa lo precede e quale sia il suo risultato. Si cerca poi di modificare il contesto in modo da ridurre al minimo le circostanze che rendono più facile che il comportamento si verifichi e ci si pone come obiettivo un comportamento adeguato che possa sostituire quello che si vuole cambiare, premiando il bambino tutte le volte che lo mette in atto. È importante fornire sempre all’alunno il comportamento adeguato in modo da dargli un modello positivo.

Bisogna sempre ricordare che gli alunni con ADHD sperimentano frequentemente insuccessi e vengono sgridati sia a scuola che a casa: quando si formulano gli obiettivi comportamentali è importante che questi siano raggiungibili in modo che gli alunni possano provare l’esperienza positiva di essere premiati.