Dire, fare, insegnare
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I compiti in scatola: una proposta per le vacanze

Come ogni anno, a maggio, si riapre la questione tanto discussa: compiti delle vacanze, sì o no? Dopo un’intensa esperienza di DaD, forse possiamo azzardare qualche ipotesi in più, all’insegna della creatività e dello sviluppo delle competenze.

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21 maggio di: Viviana Grassi
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Registri elettronici, piattaforme dedicate, registrazioni audio, video-lezioni in diretta… la DaD (didattica a distanza) è entrata prepotentemente nelle nostre vite di docenti e studenti, proponendoci grandi sfide e lasciandoci non senza interrogativi. E proprio quando pensavamo di aver preso – o quasi – un ritmo, ecco che arriva maggio. Maggio, con le uscite d’istruzione sospese e l’INVALSI annullata; maggio, con un ritmo galoppante verso l’estate e i compiti delle vacanze. Ebbene sì, perché mentre ancora ci destreggiamo per portare a termine l’anno scolastico, si riapre la questione sempre tanto discussa: compiti sì o compiti no? E se sì, quali compiti? Forse, dopo quasi un quadrimestre di DaD, siamo pronti per ripensare anche loro, per reinventarci ancora una volta e aprirci a qualche riflessione in più.

Proprio in questi giorni, con alcuni colleghi docenti, stiamo ragionando su quali compiti proporre ai ragazzi e quali modalità possono essere più efficaci. Continuare ad appoggiarci alle piattaforme di condivisione? Proporre una pubblicazione quindicinale dei compiti sulle stesse piattaforme, affinché essi non diventino un ripasso dell’ultimo minuto, o uno «studio matto e disperatissimo» delle prime settimane? Oppure dimenticare tutta la DaD degli ultimi mesi e restituire ai nostri studenti un’estate “tradizionale”? Ci sono tanti interrogativi e ancor più risposte. Una possibile, che ci piacerebbe sperimentare, è quella dei “compiti in scatola”.

I compiti in scatola sono compiti tematici, interdisciplinari, ludici, intrinsecamente inclusivi e progettati per allenare e mettere in campo competenze, senza tralasciare un ripasso delle principali conoscenze.La proposta è la seguente: il consiglio di classe predisporrà per ogni classe 4/6 “scatole” virtuali, che saranno consegnate agli studenti all’inizio delle vacanze (verosimilmente, attraverso la piattaforma di condivisione adottata finora). Ogni studente potrà quindi scegliere quando e quale scatola aprire, anche se gli sarà suggerito un calendario di massima.

Il contenuto di ogni scatola sarà legato un tema principale, ricercato tra alcune tematiche affrontate a scuola. Per esempio, in seconda primaria abbiamo visto nascere i pulcini: avremo quindi una scatola a tema fattoria; abbiamo letto moltissime “fiabe capovolte”: avremo una scatola a tema fiabesco; abbiamo studiato l’orologio: cosa c’è di meglio di una scatola per viaggiare nel tempo?Scelte quindi le tematiche-guida delle nostre scatole, non ci resterà che riempirle. Non di semplici esercizi e schede da ripassare, ma di un tabellone ricco di sfide, da svolgere giorno per giorno. Saranno la sfida e il gioco, infatti, a motivare i bambini a ripassare i contenuti ed esercitarsi.

Per fare un esempio, torniamo alla nostra fattoria per la seconda primaria. Attraverso un tabellone, potremmo anzitutto proporre ai bambini un consiglio di lettura e un sottofondo musicale per addentrarsi nell’ambientazione tematica (italiano, musica); quindi, potremmo chiedere loro di immaginare una fattoria e disegnarla in pianta, di arredarla ad hoc e popolarla di animali (geografia, arte, scienze). Poi potremmo chiedere loro di descriverla, rintracciandovi 10 nomi di animale, 10 di cosa e 5 di persona (italiano). Quindi, un giorno potrebbero aggiungere cinque galline al pollaio, il giorno successivo ogni gallina potrebbe fare due uova e, trovato il totale dei volatili, i componenti della famiglia del bambino potrebbero dividerseli equamente (matematica, scienze). E, guardando il calendario, quanti pulcini c’erano la settimana scorsa (matematica, storia)? Non dovranno poi mancare gli imprevisti, come la cara zia londinese arrivata in visita, la quale chiederà ai bambini quali animali abitano la loro fattoria e che cosa mangiano (scienze), rigorosamente in inglese; questa stessa zia compirà persino gli anni e chiederà che le sia cantata una canzone di auguri (musica); dopodiché, vorrà che le sia preparato un dolce: chissà come se la cavano, i bambini, con un ricettario in lingua inglese!

Questo della fattoria è un esempio calato in una classe della scuola primaria; tuttavia, con i dovuti accorgimenti, un percorso tematico si può prestare a diventare un percorso interdisciplinare nella scuola di tutti gli ordini e gradi. Anche in questo senso, quindi, il progetto è intrinsecamente inclusivo: non solo perché, evidentemente, queste “scatole” possono essere facilmente personalizzate e individualizzate per il singolo; ma anche perché propongono un format pensato per i più piccoli, declinabile per i più grandi: inclusivo, quindi, di qualsiasi realtà.

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