Dire, fare, insegnare
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Il digitale fa bene alla didattica?

L’utilizzo delle tecnologie digitali per facilitare l’apprendimento, aumentare la motivazione e avvicinare l’attività didattica alla quotidianità degli studenti ha vissuto fasi alterne. L’utilizzo di queste tecnologie è efficace e quali competenze devono possedere gli insegnanti per sfruttarle? Ma la cosa più importante è però comprendere se l’utilizzo di queste tecnologie sia realmente efficace e quali competenze debbano possedere gli insegnanti per sfruttarle in modo adeguato.

Metodologie  Editoria 
23 luglio 2019 di: Giulia Guardavilla
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Dai primi anni 2000 il digitale è entrato nel mondo della scuola, spesso annunciato in pompa magna nella comunicazione degli editori di settore e sulle copertine dei manuali o nel profilo con icone e rimandi più o meno dettagliati: ogni libro di testo si è infatti dotato di strumenti digitali che ampliano le attività proposte attraverso esercizi, video, strumenti interattivi, etc. La scuola a sua volta si è dotata di apparecchiature digitali come computer, tablet, lavagne interattive multimediali che consentano di sfruttare le sempre più diffuse risorse digitali. Tale introduzione di strumenti digitali è stata inevitabile e necessaria perché il mondo della scuola non rimanesse troppo lontano dalla quotidianità degli studenti e perché gli strumenti digitali possono fornire buone opportunità di apprendimento se utilizzati in modo corretto.

Le ricerche (Hattie J., Apprendimento visibile, insegnamento efficace, Erickson, 2016) che sono state condotte sull’efficacia delle tecnologie digitali nell’apprendimento indicano però che non ci sono significativi miglioramenti nei risultati degli studenti che le utilizzano rispetto a quelli che apprendono attraverso strumenti tradizionali come il libro cartaceo. L’unico strumento che sembra essere efficace è il video interattivo, che consente di sfruttare diversi canali di apprendimento come audio e immagini, fornendo al tempo stesso anche la possibilità di agire in modo attivo esercitandosi sui contenuti appresi e interagendo con lo strumento digitale. Dunque non un semplice video a fruizione passiva, ma uno strumento capace di unire e bilanciare, anche temporalmente, la visione all’esercitazione.

I libri digitali sono presenti come allegato a tutti i libri di testo; offrono uno strumento importante per gli studenti con problemi di apprendimento, ma spesso sono di difficile fruizione e non vengono utilizzati anche da chi potrebbe beneficiarne. Secondo le ricerche sono due gli elementi importanti da tenere in considerazione per valutare l’efficacia di un libro digitale: la presenza di un numero di stimoli interattivi adeguato e la guida che l’insegnate offre per spiegare agli studenti come utilizzare il libro digitale stesso. Va anche considerato che un numero troppo alto di stimoli all’interno di un libro digitale favorisce la distrazione da parte degli studenti e aumenta il carico cognitivo, creando un ostacolo all’apprendimento invece che una facilitazione. Spesso infatti si pensa che i libri, soprattutto per la scuola primaria, debbano contenere molte immagini, colori e debbano essere il più possibile “giocosi”. In realtà gli stimoli contenuti in un libro, sia esso digitale o cartaceo, dovrebbero limitarsi a fornire un supporto all’apprendimento e non essere esornativi o meramente decorativi, cioè inseriti semplicemente perché sono gradevoli dal punto di vista estetico; molte volte si rischia un effetto di affollamento della pagina che peggiora la leggibilità, in particolare per studenti BES. 

Esistono alcuni studi anche sull’utilizzo delle lavagne interattive multimediali, ma non ci sono risultati univoci sulla loro efficacia nell’apprendimento: i dati raccolti sono per lo più qualitativi, provenienti da opinioni di insegnanti e studenti che si esprimono in modo positivo verso la LIM soprattutto perché questa sarebbe in grado di attirare maggiormente l’attenzione e aumentare la motivazione dei ragazzi; in generale la LIM sembra più utile nell’insegnamento della matematica e delle materie scientifiche.

Un elemento molto importante da tenere in considerazione nell’utilizzo delle tecnologie digitali a scuola è anche l’adeguatezza degli strumenti presenti all’interno della scuola e le capacità di utilizzo del docente: spesso infatti capita che gli strumenti tecnologici non funzionino o che la connessione a internet sia instabile o ancora che l’insegnante non abbia familiarità con il digitale. In questi casi l’utilizzo di simili strumenti diventa complicato e la sua efficacia diminuisce. 

Infine bisogna considerare che gli studenti difficilmente fanno uso degli allegati digitali al libro di testo se non guidati e motivati dall’insegnante, che mostra loro che uso farne e li inserisce a tutti gli effetti nell’attività didattica.

In conclusione si può dire che il digitale a scuola e serve se ben pensato, ben strutturato e ben inserito in una didattica attiva e coinvolgente da parte di insegnanti consapevoli.