Dire, fare, insegnare
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Il gioco come strumento educativo: la ludodidattica

Dire, fare, insegnare ha partecipato all’incontro di formazione sulla ludodidattica organizzato dalla ludoteca Just Play di Bologna.

Metodologie 
02 marzo di: Redazione
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Sabato 11 gennaio 2020 presso la Ludoteca Just Play di Bologna si è svolto un incontro di formazioni sulla ludodidattica dedicato a insegnanti ed educatori. L’incontro prevedeva una parte di introduzione teorica sul gioco e su come utilizzarlo in chiave didattica ed educativa a cura della nostra direttrice scientifica, Giulia Guardavilla, e una parte di esempi pratici di giochi che possono essere utilizzati in ambito scolastico ed educativo, curata dagli operatori della ludoteca.

Gli aspetti più importanti sottolineati nella parte teorica riguardano la progettazione delle attività di ludodidattica, la abilità che si mettono in campo e si esercitano e i risvolti emotivi e relazionali del gioco.

Il gioco può rappresentare un ottimo strumento didattico, ma è necessario che chi lo utilizza programmi in modo attento le attività da svolgere tenendo in considerazione alcuni elementi.Prima di tutto il gioco deve essere adatto all’età dei bambini o ragazzi ai quali sarà proposto: non deve essere né troppo facile perché questo lo renderebbe poco stimolante, né troppo difficile perché in questo caso i giocatori rinuncerebbero e perderebbero motivazione. È bene conoscere il gioco prima di proporlo e provarlo perché le età di riferimento presenti sulle scatole sono indicative e alcuni giochi possono essere adattati anche a gruppi di età differenti.

Un altro elemento fondamentale è stabilire gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso l’attività di ludodidattica: è importante che gli insegnanti siano consapevoli della meta verso la quale vogliono portare i loro studenti. Anche se si utilizza il gioco come strumento bisogna che l’attività sia strutturata. In base agli obiettivi che ci si pone si scelgono poi i giochi adatti a raggiungerli: è bene considerare in modo attento le capacità richieste da un gioco e metterle in relazione con le capacità del gruppo al quale si intende proporlo.

È necessario tenere in considerazione anche il contesto e l’ambiente all’interno del quale il gioco sarà proposto in modo da poter scegliere attività che siano adeguate e organizzare lo spazio in modo che sia funzionale all’attività scelta. All’interno di una classe si possono svolgere giochi dividendo i bambini in gruppi oppure scegliendo un gioco e proponendolo a tutta la classe, per esempio alla scuola secondaria se si vuole stimolare il dialogo e il confronto.

Non bisogna mai dimentica che il gioco deve mantenere le sue caratteristiche per essere motivante, quindi deve essere divertente e offrire la possibilità di una vittoria o di una sconfitta; è bene evitare di presentare come giochi attività didattiche che in realtà non ne possiedono le caratteristiche.

Le abilità che si possono potenziare attraverso il gioco sono abilità trasversali utili sia nell’apprendimento sia nei contesti di vita quotidiana come l’attenzione, la memoria, il problem solving, la pianificazione, le abilità logiche e linguistiche. Il potenziamento di queste abilità può avvenire sia con l’utilizzo di giochi in scatola sia con giochi organizzati dall’insegnante.

L’utilizzo del gioco permette anche di lavorare su aspetti emotivi, relazionali e di inclusione. Gli alunni, imparando attraverso il gioco, possono superare l’ansia legata al giudizio della loro prestazione perché è l’esito del gioco stesso che fornisce loro un’indicazione sulla loro prestazione.Il gioco pone davanti a vittorie e sconfitte e richiede cha siano gestite: si possono insegnare quindi abilità di autocontrollo e fornire modelli di comportamento adeguati per gestire questi momenti. Durante il gioco si possono creare momenti di conflitto e di frustrazione: anche in questo caso è importante guidare bambini e ragazzi in modo che riescano ad affrontare questi momenti in modo adeguato.

Il gioco può anche fornire un’occasione per mettere in pratica le capacità di cooperazione: in questo caso è bene scegliere un gioco cooperativo e non competitivo, un gioco quindi in cui tutti i giocatori debbano allearsi per sconfiggere il tabellone che rappresenta l’avversario.Il gioco rappresenta anche un’occasione per abituarsi al rispetto delle regole, che sono le stesse per ogni partecipante; le regole devono essere spiegate in modo chiaro prima dell’inizio della partita ed essere rispettate da tutti i partecipanti.

Quando si vuole utilizzare la ludodidattica a scopo inclusivo è bene tenere conto dei punti di forza degli studenti che hanno più difficoltà negli apprendimenti in modo da fornire loro un’occasione per sentirsi competenti e rovesciare il ruolo che ricoprono solitamente all’interno della scuola aumentando così la loro motivazione e autostima.

La giornata è proseguita con la presentazione di giochi che si possono utilizzare nei contesti educativi, divisi per fasce d’età, con la spiegazione dei meccanismi di gioco e delle abilità che possono potenziare. Prossimamente pubblicheremo anche un video dedicato a questa giornata di formazione: se siete interessati potete nel frattempo consultare il nostro speciale sulla ludodidattica.