Dire, fare, insegnare
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Imparare facendo: "Costruiamo un castello" con Milena Locati

Milena Locati ha condiviso con Dire Fare Insegnare un’attività laboratoriale rivolta alle classi prime della secondaria di primo grado per approfondire il fenomeno dell’incastellamento in Europa tra il IX e il X secolo.

Metodologie  Esperienze di insegnamento 
09 maggio di: Milena Locati
copertina

I secoli IX e X sono ricordati come il periodo delle grandi invasioni ad opera di Saraceni, Ungari e Normanni. Questi nuovi arrivi in Europa spinsero i signori feudali a costruire grandi castelli a scopo difensivo, innescando il cosiddetto fenomeno dell’incastellamento: molti signori locali erano preoccupati di proteggersi dagli attacchi degli invasori, ma volevano anche mostrare, attraverso la maestosità delle loro fortificazioni, il proprio potere e la propria influenza.

Milena Locati, docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado, ha proposto ai suoi studenti un’attività pratica laboratoriale per approfondire questo periodo storico. L’attività “Costruiamo un castello” va incontro a tutti quei ragazzi che prediligono uno stile di apprendimento cinestetico, ovvero preferiscono mettersi in azione in attività concrete. Molto spesso, infatti, l’esperienza diretta aiuta a elaborare e memorizzare le informazioni.

«I ragazzi si sono mostrati particolarmente interessati ad approfondire la struttura del castello» racconta la docente «Da questo è scaturita la proposta alla classe di cimentarsi a gruppi nella costruzione, mediante un'attività di laboratorio, di un castello medioevale realizzandone alcune strutture tipiche».

I castelli pur diversi, per struttura, ampiezza e materiali impiegati, erano tutti accomunati da una serie di caratteristiche che facevano di queste fortificazioni dei luoghi in grado di rispondere a una esigenza sia residenziale sia difensiva. Erano circondati da un fossato pieno d’acqua che era possibile superare solo attraversando il ponte levatoio, un ponte mobile che si poteva sollevare solo dall’interno e che rendeva il castello sicuro e inaccessibile. La porta d'ingresso era difesa inoltre facendo calare dall’alto delle saracinesche di ferro. La cinta muraria che circondava il castello era intervallata da torri fortificate e sulle mura si trovavano piccoli ripari rettangolari, chiamati merli, e fessure molto piccole, dette feritoie, da cui i soldati scagliavano le frecce verso i nemici rimanendo nascosti. All’interno delle mura si trovava il mastio; vi era poi un cortile su cui si affacciavano stalle, laboratori e gli appartamenti del signore. Nei sotterranei, invece, si trovavano le segrete, cioè le prigioni dove venivano rinchiusi i prigionieri.

Dopo aver formato i gruppi e aver approfondito la conoscenza delle parti del castello, gli alunni si sono organizzati per procurare il materiale necessario con cui mettere in opera la loro costruzione. Sono state dedicate a questa attività 4 ore totali di lezione a cui se ne sono aggiunte altre due nelle quali documentare attraverso una presentazione digitale l'attività svolta e i contenuti appresi. I vari gruppi si sono concentrati nella realizzazione delle mura esterne del castello, dei cammini di ronda, delle torri con le feritoie, del mastio, del ponte levatoio, degli stendardi, acquisendo attraverso il fare contenuti specifici.

L'attività si è inoltre prestata a mettere in campo skills fondamentali per le attività di cooperazione e a potenziare altresì le competenze digitali. La valutazione finale ha seguito una griglia utile a considerare non solo le conoscenze specifiche ma anche le competenze digitali e sociali.

Ecco le istruzioni per costruire un castello. Clicca qui per un tutorial su come costruire un castello a partire da una scatola di cartone.