Dire, fare, insegnare
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Insegnare matematica a San Francisco

Andrea Raccagni ci ha raccontato la sua esperienza di insegnante di matematica alla scuola primaria "La Scuola International School" di San Francisco.

Esperienze di insegnamento 
12 giugno di: Redazione
copertina

Abbiamo intervistato Andrea Raccagni, insegnante di matematica presso La Scuola International School di San Francisco, dove agli studenti si parla per il cinquanta per cento italiano.

Che cosa insegna negli Stati Uniti? In che ordine di scuole? Private o pubbliche? 

Insegno in fourth grade, ovvero in quarta elementareLa Scuola International School di San Francisco, che possiede tre diversi campus: uno preschool, corrispondente al nostro asilo, un campus di elementary e un campus di middle school. Insegno matematica, la stessa disciplina che insegnavo alle scuole medie in Italia, e anche italiano. Inoltre,  supporto una mia collega con le lezioni di indagine, di inquiry.

Quali sono i pro e i contro del sistema scolastico americano? 

Questa è una domanda non semplice, perché la nostra scuola è abbastanza atipica rispetto alle scuole americane che possiamo vedere nei film. Essendo una scuola internazionale, ha una struttura abbastanza "italiana". Nella scuola primaria, per esempio, ogni classe ha una propria aula e due o tre home room teacher. Le maggiori differenze rispetto al sistema italiano si notano alla middle school

C’è poi una grande differenza nell’approccio con i ragazzi, che sono meno “indottrinati”. Hanno meno conoscenze di quelli italiani ma possiedono sicuramente più competenze, cioè sono maggiormente in grado di districarsi in situazioni nuove e inusuali. Pur non avendo alle spalle una conoscenza che li supporti, hanno sviluppato delle skills che permettono loro di inventarsi cose nuove e trovare tools che gli permettono di risolvere problemi inusuali. I ragazzi, probabilmente per questo motivo, sembrano un po' più grandi.

Per quanto riguarda la gestione della scuola primaria - anche a livello di orario scolastico - è analoga a quella italiana: si entra a scuola alle 8, si esce alle 4 del pomeriggio, ci sono lezioni intervallate da ricreazioni, il pranzo... Diversa è invece la middle school, in cui sono i docenti ad avere la loro aula, e i ragazzi si spostano, lezione dopo lezione, in base al loro calendario. C’è un approccio molto più spostato sull’hands on, ovvero sul saper fare piuttosto che sul sapere.

Ha vissuto in prima persona le chiusure portate dalla crisi COVID? Come ha reagito la sua scuola?

Si, ho vissuto direttamente la chiusura della scuola in seguito alla diffusione del Covid. Abbiamo chiuso la scuola intorno alla metà di marzo - un venerdì - e dalla settimana successiva siamo partiti con le lezioni a distanza. La scuola, in questo senso, si è mossa bene anche perché siamo ben forniti di tecnologie informatiche ed è quindi è stato facile interagire con i ragazzi a distanza. Ci è voluto un po' di tempo per riassettarsi alla nuova routine, per noi insegnanti ma soprattutto per i ragazzi e per le famiglie. La scuola ha supportato le famiglie, ascoltando le varie voci e cercando di venire in contro alle esigenze dei singoli.

Come è stata svolta la didattica a distanza con bambini della scuola primaria?

Riguardo alla DaD, abbiamo la fortuna di avere la piattaforma GSuite già in uso nella scuola. Ci sono stati alcuni cambiamenti, perché nel primo periodo quasi tutto veniva svolto in modalità asincrona, a parte un'assemblea iniziale di prima mattina e una finale di confronto diretto con i bambini. Il resto della giornata era svolto in maniera asincrona: noi davamo gli assignment che i bambini dovevano svolgere e fornivamo supporto con chat e messaggi.

Pian piano abbiamo introdotto qualche ora di gruppo studio live, dove i ragazzi - se avevano bisogno di sostengo -potevano entrare nei meeting su Zoom. Alla fine, nell’ultimo periodo, abbiamo avviato dei corsi live per i course subject: organizzavamo alternativamente lezioni di italiano, matematica, inquiry, inglese e un giorno alla settimana era dedicato alle lezioni live degli specialist, ovvero arte, musica e enviromental studies.

Questa è la giornata standard: alle 8:30 iniziamo, fino alle 8:45 è prevista un'assemblea; dalle 9 cominciano le lezioni fino alle 10:00, poi è prevista un’ora di interruzione e dalle 11:00 alle 12:00 altre lezioni. Nel primo pomeriggio è previsto un check-in opzionale per i ragazzi, in caso avessero bisogno di supporto dai docenti.I ragazzi si districano tra lezioni live - modalità sincrona - e assignment - modalità asincrona. Abbiamo una schedule prestabilita: ogni giorno i ragazzi devono fare un assignment di inglese, uno di inquiry e uno di italiano. Il giorno successivo inglese, matematica più uno specialist al giorno (un giorno musica, un giorno arte, un giorno enviromental studies). 

Abbiamo usato moltissimi tools, e devo dire che gli americani dal punto di vista dell’e-learning sono davvero all’avanguardia. Ovviamente, però, insegnare a distanza non è facile: ogni famiglia ha diverse esigenze e diverse modalità di approcciarsi alla scuola ed accontentare tutti è stato molto complesso.