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La didattica a distanza con alunni BES: come facilitare l’apprendimento?

Giulia Guardavilla, psicologa psicoterapeuta esperta in età evolutiva e difficoltà scolastiche, risponde alle domande dei lettori della newsletter di Dire, fare, insegnare.

Metodologie 
11 maggio di: Giulia Guardavilla
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La nostra newsletter è ideata per offrire agli insegnanti strumenti e suggerimenti per l’organizzazione dell’attività didattica. Lo scorso aprile Giulia Guardavilla ci ha parlato di come facilitare l’apprendimento degli alunni con BES con l’utilizzo della didattica a distanza.

Gli iscritti alla nostra newsletter hanno sempre la possibilità di porre domande all'esperto che interviene. Ecco le risposte di Giulia Guardavilla alle domande dei nostri lettori.

Mi sembra, con la didattica a distanza, di perdere il rapporto con i miei studenti, soprattutto con quelli BES. Come posso mantenerlo vivo?

Sicuramente conservare il rapporto con gli studenti lavorando a distanza è più difficile rispetto a farlo in presenza, ma è l’obiettivo principale che ogni insegnante dovrebbe prefiggersi in questo momento perché è fondamentale che la scuola mantenga il ruolo di comunità educativa, soprattutto con gli alunni più in difficoltà. Il primo suggerimento per mantenere un collegamento è dedicare spazio nelle classi virtuali a domande che esulano dalle discipline di insegnamento, confrontarsi con gli studenti sugli aspetti positivi e negativi della situazione che stanno vivendo e domandare quali aspetti dell’insegnamento a distanza stiano funzionando e quali invece creino difficoltà. Il feedback degli studenti è sempre molto importante per l’insegnante e, in modo particolare, il feedback degli studenti che hanno maggiori difficoltà e consente di dare allo studente un ruolo attivo e consentire all'insegnante di capire quali aspetti devono essere modificati. Un altro suggerimento è quello di organizzare attività in piccoli gruppi in modo da poter avere un confronto più ravvicinato con gli studenti e permettere anche a quelli in difficoltà di avere un loro spazio che più difficilmente riescono a ritagliare quando sono presenti tutti i compagni. Il feedback sul lavoro che gli alunni fanno è un altro elemento che permette di mantenere una relazione con gli studenti, in particolare con quelli che hanno bisogni educativi specifici e hanno più bisogno di sapere se stanno svolgendo il lavoro assegnato in modo corretto. Quando ci si trova davanti ad alunni che appaiono particolarmente in difficoltà è possibile dedicare loro anche spazi individuali in modo che capiscano che l’insegnante è presente, anche se in modalità differente rispetto a prima.

L’idea del peer tutoring è molto interessante e vorrei metterla in pratica nella mia classe: ha qualche consiglio pratico in merito?

Il peer tutoring è efficace sia per l’alunno che ha il ruolo di tutor sia per l’alunno che deve imparare dal compagno. Un primo passo è scegliere in  modo accurato i tutor, che non sono necessariamente gli alunni con un profitto migliore, ma devono possedere alcune caratteristiche come avere pazienza, saper osservare e ascoltare, monitorare il percorso di apprendimento e saper dare feedback e gratificazioni. Dopo aver scelto i tutor bisogna formare le coppie, considerando in modo attento al storia del gruppo classe in modo da non unire alunni incompatibili. L’insegnante deve poi scegliere su quali obiettivi lavorare ricordandosi che non devono necessariamente coincidere con gli argomenti che si stanno affrontando in quel momento, ma può anche avere come obiettivo capacità alla base degli apprendimenti. L’insegnante dovrà stabilire con quale mezzo gli studenti interagiscono e fare una sorta di calendario degli incontri. L’insegnante deve poi monitorare il lavoro della coppia; si può chiedere agli studenti di registrare il loro lavoro e fornire loro feedback sugli incontri in modo da seguirli durante il percorso. L’organizzazione di un peer tutoring online richiede, rispetto a quella in presenza, l’assicurarsi che gli studenti che formano la coppia abbiano accesso ai dispositivi necessari negli orari stabiliti e comunichino attraverso il mezzo che per loro è più congeniale. Si può poi usare la registrazione e il video sia per monitorare l’attività degli studenti sia per fornire loro un feedback.

Come posso migliorare i miei feedback agli studenti della mia classe?   

Il feedback è un elemento fondamentale per l’efficacia dell’apprendimento perché fornisce agli studenti indicazioni su come procedere e gratificazione per il lavoro svolto in modo adeguato. Il feedback dovrebbe essere il più frequente possibile e riguardare ogni singolo studente ed è particolarmente importante per gli studenti con BES. Un modo per migliorare i feedback è di proporli sotto forma di audio o video, invece che attraverso commenti scritti; un modo può essere quello di scorrere il lavoro dello studente e sottolineare progressivamente punti di forza e di debolezza e suggerimenti su come modificare il lavoro. In questo modo l’apprendimento può consolidarsi e gli studenti possono avere la possibilità di correggere gli errori. Non è sempre possibile fornire feedback individuali, ma si possono anche dare indicazioni a tutti gli studenti durante una classe virtuale, per esempio correggendo insieme i compiti chiedendo a turno agli studenti di fornire le risposte. In questa fase in cui l’insegnamento avviene solo attraverso la didattica a distanza è particolarmente importante ricordare che gli studenti hanno più bisogno di feedback che forniscano loro indicazioni su cosa hanno sbagliato nei lavori svolti, rispetto ai classici voti, che possono essere assegnati in un secondo tempo.

La scuola probabilmente a settembre riprenderà in modalità a distanza: che tipo di compiti è meglio dare ai miei studenti BES per l’estate?

Questo anno scolastico ha avuto uno svolgimento particolare che non ha permesso l’organizzazione di un’attività didattica sempre lineare. Sarebbe importante, in particolare per gli studenti BES, che durante l’estate si riprendessero in modo preciso gli obiettivi di apprendimento principali dell’anno appena terminato. Gli insegnanti potrebbero fornire video tutorial che riguardino i procedimenti affrontati e brevi spiegazioni di riepilogo degli argomenti, in modo che gli studenti possano ripercorrere le tappe dell’anno scolastico. Per ciascuna parte del programma si potrebbero fornire esercizi che possano essere consegnabili anche se la ripresa dell’attività scolastica a settembre dovesse essere in modalità a distanza: si può chiedere agli studenti di svolgere compiti attraverso video, per esempio svolgere un semplice esperimento di scienze o registrarsi mentre spiegano un argomento come se dovessero assumere il ruolo di insegnanti oppure si può chiedere loro di mostrare un’operazione aritmetica attraverso oggetti concreti, ecc. L’obiettivo fondamentale è quello di far esercitare gli studenti sui procedimenti e di far loro assumere il più possibile un ruolo attivo nel loro apprendimento. Si possono anche assegnare compiti in cui gli alunni possano scegliere in modo autonomo un modo per documentare la loro attività, come fare foto, video, audio, ecc. Nell'assegnare i compiti agli studenti BES bisogna poi sempre ricordare le indicazioni presenti sul PDP o sul PEI riguardo alla quantità; quando lo studente ha diritto a una riduzione della quantità dei compiti questa deve essere mantenuta anche per l’assegnazione dei compiti delle vacanze estive.

Il video integrale dell'intervento di Giulia Guardavilla uscirà per tutti alla fine di questa settimana: nel frattempo è possibile iscriversi alla nostra newsletter a questo link. A giugno arriveranno nuovi contenuti esclusivi. 

Immagine: Education vector / freepik