Dire, fare, insegnare
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La formulazione degli obiettivi

La formulazione degli obiettivi costituisce una parte molto importante della programmazione didattica. Scegliere gli obiettivi in modo adeguato è il primo passo per renderli raggiungibili e progettare il percorso di apprendimento in modo adatto a ogni alunno.

Verifiche e valutazioni 
25 marzo 2019 di: Giulia Guardavilla
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La programmazione dell’attività didattica si basa sulla formulazione di obiettivi di apprendimento che dovranno essere raggiunti durante il percorso formativo degli studenti.

Gli obiettivi possono essere di tipo didattico, comportamentale o riguardare l l’acquisizione di competenze. È importante ricordare che, anche nel caso di alunni con Bisogni Educativi Speciali, gli obiettivi che si devono raggiungere sono gli stessi stabiliti per la classe, possono cambiare le modalità di presentazione dei contenuti e si può stabilire la possibilità di utilizzare strumenti compensativi e dispensativi.

Ci sono alcune indicazioni che possono essere seguite per formulare gli obiettivi in modo funzionale e facilitare il loro raggiungimento. Una prima indicazione è suddividere gli obiettivi a lungo termine in sotto obiettivi in modo che il traguardo da raggiungere non sia troppo lontano nel tempo e troppo complesso. Si possono stabilire obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Gli obiettivi devono essere raggiungibili per favorire la motivazione degli studenti: stabilire obiettivi che non possono essere raggiunti diminuisce la motivazione degli studenti e non contribuisce al loro raggiungimento.

Gli obiettivi dovrebbero essere condivisi con gli alunni in modo che sappiano qual è il loro punto di arrivo; può essere utile anche monitorare il percorso di apprendimento settimanalmente in modo che gli studenti siano consapevoli del loro avvicinamento al traguardo che si è stabilito. In relazione a questo è importante anche stabilire quale sia il criterio di raggiungimento di un obiettivo: il criterio maggiormente utilizzato è quello della correttezza della risposta, ma sarebbe importante anche tenere in considerazione, soprattutto per alcuni tipi di apprendimento, la velocità della risposta. Per esempio nella valutazione della lettura e delle procedure di calcolo la velocità costituisce un parametro per valutare l’automatizzazione dell’apprendimento.

Gli obiettivi dovrebbero essere formulati in modo chiaro e operativo perché in questo modo è possibile misurarne l’effettivo raggiungimento. Gli obiettivi formulati in modo vago e poco chiaro sono difficili da monitorare perché non ci sono parametri oggettivi per misurarne la progressione.

Il fatto che un alunno possa seguire l’avanzamento del suo percorso formativo lo aiuta a comprendere per quale ragione sta lavorando e favorisce la motivazione.

Quando si stabiliscono obiettivi comportamentali è importante che prima si osservi il comportamento dell’alunno per un periodo di tempo di almeno una settimana. In questo modo si possono individuare i comportamenti su cui è prioritario lavorare, che non dovrebbero essere più di tre contemporaneamente, e si riesce a capire qual è il punto di partenza dell’alunno. È importante che il comportamento sul quale si vuole lavorare sia già presente nel repertorio dello studente in modo che l’obiettivo sia effettivamente raggiungibile. L’obiettivo a breve termine non deve essere troppo distante dal comportamento che l’alunno mette già in atto, altrimenti può risultare impossibile raggiungerlo: per esempio se si vuole lavorare sull’aumentare il tempo in cui lo studente sta seduto al banco senza alzarsi e si osserva che mediamente riesce a stare seduto per 5 minuti, il primo obiettivo potrà essere stare seduto 10 minuti, non stare seduto per un’ora. Stare seduto per tutta l’ora potrebbe essere l’obiettivo a lungo termine al quale si arriva allungando progressivamente il tempo in cui lo studente non si alza dal banco. 

Il raggiungimento di obiettivi comportamentali è legato a una forma di premio del comportamento su cui si vuole lavorare perché gli alunni che presentano questo tipo di problematiche non sono intrinsecamente motivati a mettere in atto il comportamento richiesto, oppure presentano difficoltà che rendono loro difficile adeguarsi alle richieste. Per approfondire le forme di gestione del comportamento degli studenti in classe rimando agli articoli sul contratto comportamentale e le regole a scuola

Nel caso in cui un comportamento non sia presente nel repertorio dello studente, ma sia necessario acquisirlo, si può lavorare sul premiare i comportamenti che si avvicinano a quello richiesto, lavorando per approssimazioni successive, fino ad arrivare al raggiungimento dell’obiettivo.