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La guerra in Ucraina e il ruolo della Chiesa ortodossa: una prospettiva complementare

Michele Trabucco, docente di Religione alla secondaria di II grado, propone un approfondimento e un’idea di attività didattica per parlare in classe di Russia, Ucraina, Chiesa ortodossa e identità nazionale e religiosa.

Secondaria 
17 maggio di: Michele Trabucco
copertina

Il conflitto tra Russia e Ucraina scoppiato lo scorso 24 febbraio può essere letto e compreso da diversi punti di vista. La scuola è un luogo molto importante per offrire le chiavi di lettura di una situazione complessa e delicata allo stesso tempo. In questo articolo proponiamo alcune piste di approfondimento dell’evoluzione e delle caratteristiche della Chiesa ortodossa, che tanto ha contribuito alla storia e cultura dei popoli dell’Europa orientale e in particolare nei due Paesi oggi in conflitto: Russia e Ucraina.

Una premessa importante è tener presente che la religione cristiana ortodossa ha una forte concentrazione geografica, in quanto è presenta come religione ufficiale in modo quasi totale in Russia, Ucraina e Bielorussia, ed è molto presente in Bulgaria, Romania e nei Paesi Baltici. Parlare di questi Stati significa parlare anche del ruolo che nella storia, nella cultura, nella lingua, nell’architettura, nei valori e nella vita quotidiana ha avuto la Chiesa ortodossa, in quanto elemento essenziale dell’identità nazionale.

In particolare fin dal XVI secolo è presente l’idea che la Russia sia l’unica detentrice della fede vera: da qui è nato il mito della Santa Russia, entità che nella visione del popolo e dei leader politici e religiosi russi comprende gli attuali Stati della Russia e quelli della ex Unione Sovietica. Per comprendere meglio il ruolo della Chiesa ortodossa, vengono presentate alcune informazioni che possono diventare anche tracce di lavoro in classe:

1. Avviene nel X secolo a Kiev l’inizio della cosiddetta “culla” di ‘Rus: la realizzazione della prima unità delle tribù e popolazioni slave che fino ad allora erano sparse e autonome, distribuite nell’area dell’Europa nord-centro orientale. L’allora principe Vladimir crea il principato di ‘Rus con Kiev come città principale. Nel 988, per poter sposare la figlia del basileus di Costantinopoli, Vladimir decide di abbracciare la fede cristiana e in un battesimo di massa nel fiume Dnepr introduce in quel regno la religione cristiana di rito greco-bizantino (non ancora denominata ortodossa).

2. Da quel fatto inizia un millenario rapporto tra Stato e religione cristiana ortodossa che nel corso dei secoli vive alterne vicende, ma sempre nel solco di una costante e reciproca ‘collaborazione’ e sostegno. La Chiesa di ‘Rus resta dalle origini giuridicamente dipendente da Costantinopoli, tanto che fino al XV secoli i vescovi-metropoliti di Kiev erano di lingua greca, ma col tempo il regno di ‘Rus acquista sempre più ambizioni di grandezza e autonomia anche religiosa da Costantinopoli. Dopo l’invasione del XII da parte dei tartari con la distruzione di Kiev, il centro di potere sia politico che ecclesiale si sposta verso nord, prima a Novgorod e poi a Mosca, quindi a san Pietroburgo e infine nuovamente a Mosca, dov’è tutt’ora. Mosca diventa la capitale dell’impero russo e la Chiesa ortodossa si identifica sempre più con la nazione russa, staccandosi da Costantinopoli. Nel 1325 il metropolita Petr al titolo di “metropolita di Kiev” aggiunge per la prima volta anche “di tutta la ‘Rus”. Nasce anche il mito di Mosca come la “terza Roma”, vera erede della grandezza imperiale.

3. In questo percorso secolare è fondamentale e ancora attuale il concetto di sinfonia tra potere politico e Chiesa ortodossa. La cultura bizantina aveva maturato la dottrina per cui le due entità Stato e Chiesa erano considerate come manifestazione diverse di un’unica realtà: la loro azione era svolta “all’unisono” mirando allo stesso scopo. Ancora oggi è impensabile per un vero “bizantino” orientale scindere questi due aspetti. Le competenze e aree di intervento sono chiaramente delimitate ma mai divise né autonome tra loro.

4. Nella storia della cultura e civiltà russa e ortodossa ci sono almeno due personaggi storici fondamentali: il principe Aleksandr Nevskij, venerato come santo, che sconfisse gli svedesi (1240)e l’Ordine teutonico nella famosa battaglia sul ghiaccio del lago dei Ciudi (1242); e il principe Dmitrij Ivanovič, che nel XIV secolo sconfisse più volte i dominatori mongoli. Queste battaglie diventano l’emblema della lotta dei russi contro gli invasori, contro chi minaccia l’unità e l’identità della grande Russia. Altrettanto sarà con i nazisti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, tanto che lo stesso patriarca di Mosca, Sergeij, pur vivendo sotto le persecuzioni del regime ateo sovietico, nel 1942 non esita ad appoggiare Stalin pur di difendere il Paese dal nemico. Il suo sostegno diventa spirituale, inviando una lettera ai fedeli per incitarli alla lotta contro l’invasore, e materiale, organizzando una raccolta fondi per finanziare mezzi e munizioni per l’Armata Rossa, denominando una colonna di carri armata “Dmitrij Donskoj” e una squadriglia aerea “Nevskij”.

5. Fino al 2019 la Chiesa ortodossa in Ucraina dipendeva giuridicamente da Mosca, ma il metropolita Epifanij di Kiev, a seguito dell’invasione della Crimea e del Donbass nel 2014, decide di fare il passo verso l’autonomia e diventare chiesa autocefala, chiedendo al patriarca di Costantinopoli tale riconoscimento. Il patriarca Bartolomeo firma la dichiarazione di autonomia e indipendenza della Chiesa ucraina ortodossa. Questo fatto provoca la forte condanna del patriarca di Mosca, Kirill, che lo considera un affronto all’unità della Santa Russia, anche perché viene letta come un avvicinamento al “perfido” Occidente. Così oggi ci sono tre Chiese: Chiesa ortodossa fedele a Mosca, quella fedele a Kiev (e indirettamente all’Occidente) e Chiesa cattolica di rito greco-orientale, fedele al Papa.

6. Il rapporto secolare tra Stato e Chiesa in Russia trova un’esplicita descrizione nel testo I fondamenti della concezione sociale della chiesa ortodossa russa: «Il patriottismo del cristiano ortodosso deve essere efficace. Esso si manifesta nella difesa della patria dal nemico [...]. Il cristiano è chiamato a custodire e a sviluppare la cultura nazionale e l’autocoscienza del popolo.»

Proponete quindi alla classe di approfondire queste tematiche in un’attività didattica di circa 50 minuti, per comprendere gli intrecci della Chiesa ortodossa con gli Stati dell’Europa orientale e fare un po’ di luce sulle dinamiche georeligiose che sono venute drammaticamente in superficie con la guerra in Ucraina.

Dividete gli studenti in 4 gruppi, ognuno dei quali lavorerà su una di queste risorse:

  1. Ricerca sul sito https://orthodoxtimes.com (in inglese) le affermazioni di una parte della Chiesa ortodossa sulla situazione della guerra.
  2. Ricerca su https://www.vaticannews.va/it le parole e le azioni di papa Francesco e di altri esponenti della Chiesa cattolica.
  3. Guarda il video La crociata della Chiesa ortodossa.
  4. Guarda il reportage di Rai 3 Report Dio salvi la Russia.

Infine potete ripassare insieme la storia della Chiesa ortodossa con questo test su quizizz.

Bibliografia

  • A. Della Valle, L’internazionale ortodossa, religioni e conflitti nei Balcani, Ananke, Torino, 2000
  • T. Bremer, La croce e il Cremlino, breve storia della Chiesa ortodossa in Russia, Queriniana, Brescia, 2008
  • G. Codevilla, Chiesa e impero in Russia, dalla ‘Rus di Kiev alla Federazione Russa, Jaca Book, Milano, 2011
  • Russia’s war on Ukraine: The religious dimension, epthinktank.eu