Dire, fare, insegnare
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La metodologia CLIL

Introdotta nei primi Anni 90’ in diversi Stati europei, la metodologia CLIL è una strategia considerata particolarmente efficace per l’apprendimento doppio: infatti, essa unisce quello del contenuto disciplinare a quello di una lingua straniera.

Metodologie 
07 ottobre 2019 di: Marilù Bernardini
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Le lezioni CLIL (Content and Language Integrated Learning) risultano vantaggiose e proficue fin dalla Scuola Primaria in quanto gli alunni iniziano a mettere in gioco processi cognitivi molto complessi, poiché imparano contenuti disciplinari utilizzando una lingua che non è quella materna. 

È stato rilevato che nei bambini sorge spontaneamente il bisogno di esprimersi e comunicare in L2, anche senza un ruolo impositivo di noi docenti che, al contrario, dobbiamo assumere un ruolo di guida, avendo cura di non invadere la loro riflessione ed espressione. Quest’attitudine si rivela fondamentale nella riuscita di una lezione: infatti, è assai più auspicabile che i bambini imparino a interagire attivamente e sviluppino conoscenze di base, piuttosto che si concentrino sulle regole grammaticali in modo unilaterale. Risulta quindi importante evidenziare ai nostri alunni che, nel corso della lezione, non è richiesta una particolare cura grammaticale, anzi, qualora la lingua veicolare non fosse d’aiuto, incentiviamoli a esprimersi in italiano o a praticare il code-switching, cioè alternare le due lingue.

In questo modo, oltre all’assimilazione del lessico disciplinare e puramente linguistico i bambini, sviluppano una “curiosità linguistica” e acquisiscono competenze trasversali relative al lavoro di gruppo, alla gestione dello stress, alla capacità di comunicazione, allo spirito d’iniziativa.

D’altro canto, il profilo dell’insegnante CLIL nella Scuola Primaria viene a delinearsi in questo modo: sono indispensabili, naturalmente, le competenze in L2 (benché non risulti necessario aver condotto studi formali o aver conseguito una specifica certificazione linguistica) e sono da privilegiare la preparazione, l’esperienza e le competenze disciplinari, così come quelle didattico-metodologiche. Queste ultime si rivelano particolarmente utili, in quanto l’insegnamento CLIL richiede un alto grado di programmazione tra i docenti: l’elemento basilare è la cooperazione, affinché gli specialisti delle discipline e quelli linguistici possano misurarsi l’un l’altro e costruire un efficace percorso di didattica attiva.

Le materie che si prestano maggiormente alla pratica CLIL sono:

• Arte e Immagine per il triennio;

• Storia, Scienze, Geografia per il biennio.

Ad ogni modo, ciascun docente può ritenersi adatto alla programmazione, purché progetti e conduca lezioni stimolanti che coinvolgano attivamente i bambini. Proprio per privilegiare questo aspetto, se si opera con classi di livello basso, si può valutare di avviare un percorso più giocoso, che tocchi temi ritenuti più appassionanti dagli alunni. In questo senso, consigliamo di attingere dal programma di Cittadinanza e Costituzione e proporre attività ludiche che riguardino per esempio emozioni e sentimenti, cura di animali e piante, sport e giochi all'aria aperta, cucina e piatti tipici, tradizioni e culture lontane.

Per approfondire:

Daniele S. e Fossati M.L., La GuidAgenda CLIL- Percorso laboratoriale interdisciplinare di Storia, Geografia, Scienze, Gaia Edizioni

Previto I., CLIL PROJECTS – Cross-curricular activities for primary schools, Celtic Publishing

Papetti L. e Santandrea D., Let's start CLIL - Risorse didattiche per esplorare gli ambiti disciplinari in lingua inglese, Pearson Longman