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La pianificazione degli obiettivi nei PEI

Gli alunni con disabilità che usufruiscono delle legge 104/92 hanno diritto alla stesura di un Piano Educativo Individualizzato, ma all’interno delle stessa categoria sono presenti studenti con caratteristiche molto differenti. Come pianificare gli obiettivi individuali?

Inclusione  Problematiche scolastiche  Verifiche e valutazioni 
03 giugno 2019 di: Giulia Guardavilla
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La stesura di un PEI adeguato alle capacità di ciascuno studente è fondamentale per garantire la possibilità di sviluppare al massimo le potenzialità individuali e permettere un reale percorso di inclusione scolastica e sociale.

Il punto principale nella stesura di un PEI è la formulazione degli obiettivi che devono essere raggiungibili, ma allo stesso tempo consentire all’alunno di sviluppare al massimo le sue potenzialità. La scelta degli obiettivi influenza anche, nella scuola secondaria di secondo grado, la possibilità di ottenere un diploma equivalente a quello degli altri studenti o un semplice attestato di credito formativo che non ha legalmente lo stesso valore.

Il primo passo per formulare gli obiettivi in modo corretto all’ingresso della scuola secondaria di primo grado è considerare attentamente le informazioni fornite dalle insegnanti della scuola primaria di provenienza, dal Profilo Dinamico Funzionale dello studente e da eventuali specialisti che seguono l’alunno al di fuori della scuola. A questa raccolta di informazioni dovrebbe seguire un periodo di osservazione in cui gli insegnanti verificano le capacità dello studente. Dopo la raccolta e l’analisi di tutte queste informazioni l’insegnante stabilisce gli obiettivi individualizzati per lo studente che saranno monitorati nel corso dell’anno scolastico.

Al termine del ciclo di studi della scuola secondaria di primo grado gli alunni con PEI affronteranno l’Esame di Stato con la possibilità di utilizzare gli strumenti facilitanti previsti dal PEI e, quando è necessario, affrontando prove differenziate rispetto a quelle dei compagni, che saranno considerate equivalenti ai fini dell’ottenimento del diploma finale.

Nel caso in cui un alunno che beneficia della legge 104/92 non si presenti all’Esame di Stato, non otterrà il diploma, ma soltanto un attestato di credito formativo che permetterà di iscriversi alla secondaria di secondo grado con il solo fine del riconoscimento di ulteriore credito formativo. L’alunno in questo caso non potrà ottenere il diploma al termine del ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado.

All’inizio della scuola secondaria di secondo grado gli insegnanti, considerando tutte le informazioni a disposizione e dopo un periodo di osservazione, devono valutare se prevedere una programmazione basata sugli obiettivi minimi o su obiettivi differenziati; questa scelta dovrebbe essere condivisa anche con gli operatori dell’Asl di riferimento e con la famiglia dell’alunno. La famiglia può anche non acconsentire alla programmazione di obiettivi differenziati rispetto a quelli della classe.

La programmazione per obiettivi minimi si può fare quando l’alunno riesce a seguire la programmazione ministeriale prevista per la sua classe, anche se semplificata e adattata alle sue capacità. In questo caso non sono quindi previsti obiettivi differenziati, i contenuti saranno quelli proposti alla classe, ma ridotti come quantità e complessità in modo da essere accessibili all’alunno. In questo caso l’alunno lavorerà in classe per la maggior parte del tempo in modo da poter ascoltare le spiegazioni degli insegnanti delle diverse materie e parteciperà a eventuali laboratori e lavori di gruppo in modo da favorire l’inclusione.

Nel caso in cui sia possibile stabilire nel PEI una programmazione per obiettivi minimi, l’alunno al termine del ciclo di studi otterrà un diploma equivalente a quello dei compagni.

Nel caso in cui il consiglio di classe ritenga che l’alunno non possa riuscire a raggiungere gli obiettivi minimi previsti per la sua classe, proporrà una programmazione con obiettivi differenziati scelti in base a ciò che ritiene più formativo per l’alunno, anche in prospettiva futura. Questa scelta deve essere fatta in modo attento e motivata da reali necessità dello studente perché in questo caso, se all’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado si sarà mantenuta una programmazione per obiettivi differenziati, l’alunno non potrà ottenere un diploma, ma un attestato di credito formativo. La decisione deve essere condivisa e approvata dalla famiglia attraverso la firma del PEI; in questa sede è necessario spiegare alla famiglia quali sono le differenze tra i due tipi di programmazione e tra i titoli che si possono ottenere al termine del percorso formativo.

Nel caso in cui durante il percorso scolastico il consiglio di classe valuti che l’alunno è in grado di raggiungere gli obiettivi minimi anche se il PEI prevedeva una programmazione per obiettivi differenziati, gli obiettivi possono essere modificati in modo da consentire allo studente di sviluppare al massimo le sue potenzialità.

È importante che il Consiglio di classe valuti in modo accurato ogni singola situazione considerando il precedente percorso scolastico dello studente, le informazioni fornite dalla Asl e da eventuali specialisti e osservando l’alunno. La stessa diagnosi può includere ragazzi con capacità e bisogni educativi molto differenti ed è fondamentale considerare il percorso scolastico come parte del loro percorso di vita. Quando si propone una programmazione per obiettivi differenziati bisogna essere sicuri che sia adatta al singolo studente e considerare l’impatto che questo può avere sia sullo studente che sulla sua famiglia.