Dire, fare, insegnare
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La Rivista dei Ragazzi

Un progetto nato online durante il lockdown in cui illustratori, fumettisti e scrittori parlano direttamente a bambini e ragazzi attraverso le loro storie.

Metodologie  Editoria 
19 settembre di: Redazione
copertina

Durante il primo lockdown c’è chi ha pensato che le storie, fatte di parole e di immagini, fossero il modo migliore per arrivare a ragazzi e bambini, che in quel momento terribile avevano bisogno di spiegazioni e di compagnia, di qualcuno che parlasse loro evitando bugie rassicuranti ma sempre con un sorriso. Dall’idea di Giuseppe Iacobaci, inventore di storie e traduttore di libri per ragazzi, e Patrizia Comino, fumettista e colorista per importanti editori d’oltreoceano, è nata così la “Rivista dei Ragazzi”: un progetto che continua anche oggi e di cui ci hanno parlato in questa intervista.



1. Che cosè la “Rivista dei Ragazzi”?

La "Rivista dei Ragazzi" nasce dalla frustrazione di chi da anni vaga per le edicole e non trova più le pubblicazioni colorate, originali, curiose di una volta. Avevamo da tempo il sogno di donare alle nuove generazioni un oggetto fuori dal tempo e che aprisse nuovi spiragli alla fantasia, per dare spazio ai ragazzi, ascoltarli e interloquire con loro.

Durante il lockdown in tempi record Giuseppe Iacobaci, Patrizia Comino e Paola Patrizi hanno ideato il format di una rivista possibile, con rubriche e fumetti, da scaricare gratuitamente. Moltissimi artisti e redattori si sono prodigati per dare il loro contributo: disegnatori di lungo corso come Di Vita, Totaro, Carnevali, Peroni (grazie alla figlia Luisa che ci ha donato Gianconiglio!), oppure nomi tutti da scoprire e riscoprire come la stessa Patrizia Comino, Antonio Gemmi, Renato Ciavola. Oggi il gruppo redazionale è composto, oltre che da Iacobaci e Comino, dal fumettista Sergio Varbella e da Daniela Pascarelli.

Il risultato è stato sorprendente. Tantissimi genitori e educatori ci hanno inviato le foto dei ragazzi che la leggevano la "Rivista dei Ragazzi" chiusi in casa: migliaia di download e commenti positivi, spesso commoventi, anche da parte di tanti operatori culturali e addetti ai lavori. Continuare sull’onda di quell’entusiasmo è stato quasi obbligatorio. Tutti gli artisti volevano proseguire, tutti i ragazzi (e tanti adulti) volevano continuare a leggere le storie dei nostri nuovi personaggi.

2. A chi si rivolge la Rivista? Può essere di interesse anche per le scuole e i docenti?

La Rivista nasce per i ragazzi, solo per loro. L’obiettivo dichiarato è quello di tenere compagnia e essere loro complici, senza obiettivi pedagogici. Non vogliamo creare “storie per”: storie per diventare consapevoli, storie per imparare a vivere, storie per essere meno tristi... Le storie producono questi “effetti collaterali”, ma prima di tutto noi vogliamo prendere per mano i lettori e portarli altrove.

Ma forse proprio per questa leggerezza, che spontaneamente riesce a creare anche momenti di attenzione e profondità, siamo risultati particolarmente graditi ai docenti. Siamo una Rivista che guarda e parla direttamente ai ragazzi, in un modo che piace tantissimo anche ai genitori e agli educatori, che spesso ci raccontano di aver portato la rivista in classe con ottimi risultati. Stiamo quindi ampliando iniziative con le librerie e le scuole, gli spazi per ragazzi, con i nostri fumettisti e scrittori che raccontano il loro lavoro e spiegano come si costruisce e illustra un bel racconto. Stiamo lentamente creando una rete.

3. Quali sono le caratteristiche che rendono unica la "Rivista dei Ragazzi"?

Oltre al rapporto speciale che stringiamo con i giovani lettori, il segreto è che ciò che facciamo non è una rivista pubblicata in modo tradizionale, ma che viene autoprodotta: ogni autore, fumettista, scrittore o poeta che appare sulla "Rivista dei Ragazzi" contribuisce liberamente donando le sue opere per il gusto di trasmettere qualcosa di bello. Se gli editori in Italia non sempre sembrano avere il coraggio di realizzare progetti simili, noi siamo qui a dire: si può fare, e si può farlo molto bene.

La Rivista inoltre non è un periodico. Non pubblichiamo a cadenza regolare e non siamo quindi legati all’attualità, ma ogni numero monografico nasce lentamente ed è fatto per restare, per essere letto anche dopo anni. Tutte le uscite stanno diventando un piccolo catalogo di albi sfogliabili gratuitamente online sul sito www.larivistadeiragazzi.it, oppure da ricevere a casa nella forma di un bel cartaceo di alta qualità, da conservare e collezionare, pagando piccola cifra per i costi di stampa e spedizione.





4. Ci date qualche anticipazione sul prossimo numero?

Il prossimo numero, che esce in questi giorni, è ancora una volta un esperimento: il tema questa volta è quello della scrittura, con tante piccole dritte donateci da alcuni fra i più grandi scrittori italiani e internazionali. Abbiamo coinvolto autori del calibro di Roberto Piumini e Frances Hardinge, Davide Morosinotto (vincitore del premio Strega ragazzi 2021 e già nostro autore da tempo), lo scrittore sceneggiatore e cantautore Gianfranco Manfredi, e tantissimi altri scrittori, editor, redattori...

Il risultato è un vero e proprio manuale per scrivere storie, diviso in capitoli, con un approccio che crediamo originale e stimolante: un tuffo tra i vari aspetti di una buona storia, con pochissimi schemi e tanti consigli per rendere speciale un racconto. Il tutto all’interno di una cornice narrativa, con un suo prologo e un epilogo, che è essa stessa un racconto scritto secondo due stili diversi.

5. Come immaginate il futuro della "Rivista dei Ragazzi"?

Vogliamo continuare a inventare numeri curiosi su vari temi, trovare nuovi autori, diventare un trampolino di lancio per chi sa scrivere e disegnare e uno spazio di complicità e libera fantasia per i bambini. Ultimamente abbiamo ridotto le uscite per concentraci su progetti originali e ambiziosi, che sforano decisamente il “formato rivista” e che vedranno la luce nei prossimi mesi, alternati alle uscite normali.

Sarebbe bello trovare magari un giorno un editore disposto a investire sulla rivista e uscire dall’autoproduzione, diventando un periodico che i bambini possano aspettare da un mese all’altro, come un appuntamento fisso.

Per ora viviamo ogni numero come un tassello che si aggiunge alla fila, una serie di dispense senza scadenza che si aggiungono al nostro sito e che tutti i bambini potranno continuare a leggere gratis anche tra tanti anni, continuando a sognare con “Bea & Buk”, inventando monellerie con i “Sorelli Tiribili”, ridendo della paura con “Il Tristemostro”, riflettendo sulle difficoltà di essere ragazzi con “L’estraneo”. Con la nostra semplice presenza e il nostro ritmo lento vogliamo così dire ai ragazzi che volare con la fantasia è ancora possibile, e che essere diversi e speciali non è strano o sbagliato, ma non passa mai di moda.



Credits immagini: © Rivista dei Ragazzi