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Le Biblioteche di Antonio: il progetto Sinnos per il diritto di leggere

Con il progetto "Le Biblioteche di Antonio" la casa editrice Sinnos dona ogni anno una biblioteca a una scuola che si trova in zone svantaggiate, per garantire a tutti i bambini e i ragazzi il diritto di leggere e trovare il libro più adatto a loro.

Editoria 
14 giugno di: Redazione
copertina

Le Biblioteche di Antonio è un progetto di promozione alla lettura nato dalla casa editrice Sinnos, che ogni anno dal 2006 finanzia la costituzione o lo sviluppo di una biblioteca scolastica in zone particolarmente svantaggiate, attraverso la selezione e la donazione dei migliori libri per ragazzi. “L’iniziativa prende il nome dal fondatore Antonio Spinelli, che aveva immaginato Sinnos e ci aveva convinto a realizzarla nel maggio 1990”, racconta la direttrice editoriale Della Passarelli. “Libri per bambini e ragazzi erano, secondo lui, la strada per costruire un mondo migliore e formare persone libere e responsabili, dotate di ragione e sentimento.”

Il 13 ottobre 2005 Antonio viene all’improvviso a mancare. “Credeva nella ricerca e nello sviluppo di un progetto editoriale, che “lasciasse segni”, ma fece in tempo a vedere solo l’avvio di un progetto che si sarebbe staccato del tutto da una editoria di servizio, innovativa e apripista in quegli anni – libri ponte per far incontrare bambini e bambine italiani e stranieri nella nostra scuola – per approdare alla ricerca di letteratura e immagini di qualità che sono davvero motori di cambiamento di pensiero.”



“E allora come ricordare Antonio? Abbiamo deciso di farlo con i libri, portandoli nei luoghi dove bambini e bambine non hanno accesso alla varietà e alla bellezza della produzione italiana dei libri per l’infanzia e l’adolescenza. Portandoli a scuola: le scuole presenti sono in tutto il nostro territorio nazionale, al contrario di biblioteche e librerie. Avere una biblioteca in una scuola, una biblioteca vera non polverosa e antica, ma luogo vivo, fatto di relazioni, di scambio, di attività, significa “contagiare” tutto il territorio e creare occasioni per “inciampare” nei libri e quelli che più ci piacciono”.

Le scuole possono richiedere la fornitura dei libri delle Biblioteche di Antonio dimostrando di essere in un territorio senza libri e lettura (e purtroppo sono tanti in Italia) e di avere un progetto di biblioteca scolastica forte e innovativo. Una scuola l’anno riceve quindi tutto il catalogo Sinnos e i migliori libri degli altri editori. Continua la direttrice: “A volte possiamo contare – come è accaduto quest’anno per la Biblioteca assegnata all’Istituto Comprensivo M. Valgimigli di Mezzano (Ravenna)sudonazioni di libri di giurati a premi, o su donazioni da parte dei nostri autori che rinunciano a parte dei loro diritti. Ma la norma è selezione che viene fatta tutta da noi in Sinnos e l’acquisto, una modalità che secondo noi favorisce il riconoscimento del valore del libro scelto e portato nelle scuole.”



Finora sono ben 17 le Biblioteche create da Sinnos, con più di 4000 libri donati a bambini e ragazzi con l’obiettivo di dare loro la possibilità di esercitare il diritto di leggere. Quest’anno la scadenza per la presentazione dei progetti per la Biblioteca di Antonio è giugno 2022. Se una scuola sola all’anno sembra poco, Sinnos nel 2009 ha inventato anche l’iniziativa “I libri? Spediamoli a scuola!” che ha generato un circolo virtuoso tra scuole, librerie e cittadini che ha trasformato nel grande e importante progetto #ioleggoperché.

Sottolinea Passarelli: “C’è bisogno di libri, di lettura, ditempo e spazio per leggere per crescere persone capaci di partecipare, scegliere, pensare e immaginare ed “evitare catastrofi, almeno per se stessi”, citando Hanna Arendt. Prima di noi questo lo aveva pensato e realizzato Jella Lepman, che ha creato la più grande biblioteca internazionale per bambini e ragazzi a Monaco nel 1949 e nel 1953 ha fondato Ibby: l’International Board on Book for Young People che oggi conta 80 sezioni nazionali (con Sinnos parte attiva di Ibby Italia) e fa sì che tutti i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, abbiano buoni libri a disposizione e adulti formati perché questi circolino.”