Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare

Leggere e studiare: carta, audio, video

I diversi modi di leggere e studiare dei giovani (e non solo): su carta, audio e video.

Metodologie 
28 novembre 2022 di: Elefteria Morosini
copertina

Dopo il lungo periodo della pandemia, che ha portato in Italia a una accelerata diffusione della tecnologia digitale nella scuola e ha contribuito a diffondere la lettura su schermo, accentuando una tendenza che era già in atto, è sempre più urgente comprendere come funzionano i meccanismi sottesi ai diversi tipi di lettura. Soprattutto nella scuola è necessario utilizzare questi strumenti innovativi conconsapevolezzadelle loro potenzialità, ma anche delle possibili negatività, che si possono superare o mitigare. Ci può venire in aiuto il volume di una studiosa americana dei processi di lettura, Naomi S. Baron, che in Come leggere - Carta, schermo o audio? (Raffaello Cortina Editore, 2022) offre numerosi e utili punti di riflessione su come funziona la lettura per imparare effettuata su diversi supporti: carta, schermo e audio. Il suo studio giunge opportuno e stimolante in un momento assai delicato.

Dal suo libro si possono ricavare indicazioni concrete per migliorare il metodo di studio degli studenti e affinare la pratica didattica. L’attenzione di Baron si concentra sulla lettura per l’apprendimento e sull’uso che se ne fa nelle situazioni educative, dalla scuola dell’infanzia all’università. Le sue osservazioni si basano su ricerche empiriche (condotte soprattutto in USA) che hanno visto al centro gli studenti e le loro modalità di fruizione dei testi, comprese le aspettative di apprendimento connesse con i diversi modi di leggere e di studiare e il rapporto tra il lettore e il supporto che stanno usando, che non è neutro.

Leggere su carta, schermo o audio

Dalle ricerche emerge che leggere su carta, schermo o audio presenta differenze notevoli nel mezzo, negli usi, nelle intenzioni e nelle aspettative dei lettori: anche se le conclusioni non possono essere ancora considerate definitive, forniscono comunque suggerimenti utili per le applicazioni didattiche che ci interessano più direttamente. Il processo di diffusione della lettura su schermo e audio è in corso, vi siamo immersi e ne subiamo le conseguenze come cittadini, utenti, consumatori e in particolare come studenti, educatori, docenti. Siamo anche consapevoli delle disuguaglianze circa l’accesso alla rete e, di conseguenza, alla qualità e quantità dell’informazione cui si ha accesso. Per questo è urgente mettere in campo strategie efficaci, senza attendere ulteriori sviluppi. Gli schermi e l’audio sono ormai strumenti di lettura, informazione e apprendimento diffusi e riconosciuti, per cui dobbiamo riflettere su come aiutare i lettori a usarli in modo più consapevole.

Il fatto che a livello collettivo si associ la lettura profonda allo studio su carta influenza sia le modalità di lettura che i risultati di apprendimento, poiché dalle diverse ricerche empiriche emerge come gli studenti si approccino diversamente allo studio quando i contenuti vengono veicolati tramite supporti non cartacei, che vengono spontaneamente associati all’intrattenimento anche quando siano stati prodotti a scopo precipuamente didattico.

“Lettura profonda” e “iper-lettura”

Analizziamo la dicotomia tra “lettura profonda”, quella attraverso la quale si apprende, e “iper-lettura”, attraverso la quale si accede a una grande quantità di informazioni da utilizzare nell’immediato e dimenticare presto. La prima nasce con la civiltà della stampa, la seconda con la rivoluzione digitale. Ma prima del libro, che impone la lettura su pagine in successione scandita, altri erano i modi della lettura utilizzati dall’umanità nel corso della storia: dalla lettura su “rotoli” (si pensi alla Torah) si è arrivati ai libri da sfogliare, per passare ora a schermi da scorrere. Queste osservazioni vanno incrociate anche con i dati sull’alfabetizzazione, con cui interagiscono in modo complesso. Sappiamo che solo nell’ultimo secolo si è arrivati a un’alfabetizzazione di massa, resa comunque fragile da fenomeni come l’analfabetismo di ritorno e la scarsa propensione alla lettura.

La lettura profonda è connessa allo sviluppo della conoscenza critica, concetto che si rifà al “pensiero riflessivo” come «attiva, costante e diligente considerazione di una credenza o di una forma ipotetica di conoscenza alla luce delle prove che la sorreggono e delle ulteriori conclusioni alle quali essa tende», secondo la definizione data da John Dewey. Il pensiero critico inoltre è considerato una delle componenti essenziali per «essere cittadini competenti in una democrazia», secondo Edward Glaser. Come si insegna allora a pensare criticamente? La domanda è pertinente qualsiasi sia il supporto di cui si fa uso per veicolare la conoscenza. Tutto spinge verso un migliore uso dei diversi supporti, nella prospettiva di un’integrazione peraltro già anticipata dai fatti, poiché nella scuola di ogni ordine e grado gli stessi docenti danno sempre più spesso indicazioni di studio anche su testi digitali. Gli insegnanti devo essere consapevoli delle ricadute delle loro indicazioni di studio, non solo riguardo ai contenuti da acquisire ma anche rispetto ai supporti da utilizzare e alle attività didattiche proposte e adeguate ai diversi tipi di testi.

L’approccio degli studenti

Sono gli stessi studenti nelle varie ricerche a segnalare i pro e i contro relativi alle diverse modalità di lettura.In generale emerge una maggiore propensione per la lettura su schermo, considerata meno noiosa e impegnativa di quella su libro, ma i migliori risultati nei test relativi alle conoscenze acquisite sono connessi alla lettura su carta.

Numerose ricerche osservano come l’approccio degli stessi studenti alla lettura ne possa condizionare i risultati. Per i bambini in età prescolare si è osservato che una sinergia tra lettura su carta e su schermo può essere positiva e favorire l’apprendimento: la prima favorisce interazione sociale e comprensione del vocabolario, la seconda crea coinvolgimento e contribuisce all’arricchimento del lessico. I lettori in età scolare mettono invece in atto maggiore concentrazione nella lettura a stampa, leggono testi più lunghi e si applicano per una migliore memorizzazione, mentre accingendosi a leggere un testo su schermo gli studenti utilizzano strategie di lettura meno articolate, apprendendo meno e meno stabilmente. È importante allora rendersi conto di come l’atteggiamento mentale influisca sul modo in cui comprendiamo il testo digitale, per non scaricare sul supporto i limiti del metodo utilizzato dal lettore stesso.

Che cosa ci aspetta?

Il predominio del mezzo digitale favorisce processi di lettura veloci, orientati al multitasking, adatti a districarsi tra grandi volumi di informazioni secondo modalità che scoraggiano la lettura profonda. Questo processo, se non governato, soprattutto nei più giovani può rendere le funzioni cognitive e riflessive più lente e meno efficienti, compromettendo i processi di lettura profonda, indispensabili per lo sviluppo di una conoscenza critica.

Secondo Maryanne Woolf, neuroscienzata cognitivista e curatrice della prefazione del volume, il cervello umano è un organo plastico che si è formato alla lettura profonda attraverso il mezzo della stampa: avendo acquisito le sue capacità attraverso l’esercizio, potrebbe perderle se lasciate inattive. Tra le idee più stimolanti che concludono il percorso di Baron c’è la ripresa del modello di Maryanne Woolf sul “bilinguismo” per la lettura: come i bilingui passano da una lingua all’altra secondo quanto richiedono le circostanze, così i bambini dovrebbero essere resi capaci di passare da uno stile di lettura all’altro, secondo la situazione e gli scopi della lettura. Per i docenti e gli educatori, come spiega Woolf nel saggio Lettore vieni a casa (Vita e Pensiero), l’«obiettivo ultimo […] è lo sviluppo di un cervello davvero bi-alfabetizzato, capace di assegnare tempo e attenzione alle abilità di lettura profonda, a prescindere dal mezzo usato».

Per una lettura efficace, sia di testi singoli che di testi multipli, è dunque opportuno mettere in pratica strategie molto simili a quelle che si utilizzano studiando su testi a stampa: inserire note e sottolineature, prendere appunti, individuare parole chiave, sintetizzare in schemi. Oggi sono ancora numerosi i limiti della comprensione dopo l’ascolto, connessi in particolare con la mancanza di dispositivi di segnalazione (come neretto e corsivo, paragrafazione, ecc.) e di sintesi visive (tabelle e grafici) presenti nello scritto, nonché con la scarsa propensione a riascoltare rispetto a rileggere.

Qualsiasi supporto venga usato per apprendere, è necessario mettere in atto le modalità connesse con la lettura profonda. Gli stessi studenti possono contribuire, data la dimestichezza che hanno con la tecnologa digitale, a individuare metodi pratici e efficaci per segnare i concetti principali, porre domande al testo, leggere e rileggere (o ascoltare e riascoltare), fare sintesi e così via, indipendentemente dal tipo di supporto che si usa. Discenti e docenti possono collaborare nella ricerca e nell’applicazione, migliorando nel contempo sia la relazione educativa che i risultati di apprendimento.