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Ludodidattica a scuola: vantaggi e potenzialità didattiche

Andrea Ligabue è un esperto di giochi e docente a contratto al corso di Scienze della Formazione Primaria dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. In questa intervista ci racconta le potenzialità didattiche

Metodologie 
21 luglio di: Andrea Ligabue
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Andrea Ligabue si fa chiamare il Ludologo. È coordinatore della sezione Modenese del GAME Science Research Center e docente a contratto presso il corso di Scienze della Formazione Primaria per l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Esperto di giochi è membro della giuria dell'International Gamers Award e il Direttore Artistico di Play - Festival del Gioco. Si occupa di didattica ludica ed è consulente, sui temi del gioco, per il Centro Studi Erickson.


Ecco la sua intervista. 

Qual è la sua formazione e specializzazione professionale, e come si è avvicinato al mondo della ludodidattica?

Dopo avere conseguito la maturità classica mi sono laureato e poi dottorato in chimica. Ho lavorato nella ricerca nel campo della chimica teorica per diversi anni prima di approdare al mondo dell'informatica. Dal 2010 accanto al mio lavoro in Università sono libero professionista come consulente ludico. Ho lavorato per alcuni anni per LEGO e negli ultimi anni per il Centro Studi Erickson.
Dal 2010 in maniera continuativa m occupo di formazione agli insegnanti e di attività didattica nelle scuole utilizzando il gioco, da tavolo e di ruolo. Sono anche il direttore artistico di Play - Festival del Gioco e docente a contratto presso Scienze della Formazione Primaria dell'Università di Modena e Reggio Emilia, dove tengo un laboratorio sull'utilizzo del gioco da tavolo nella scuola. Sono coordinatore della sezione Unimore del Game Science Resarch Center, il primo centro Italiano interateneo dedicato alla ricerca sul gioco nato presso IMT di Lucca.

Mi sono avvicinato al mondo della ludodidattica come appassionato di giochi (in caso ho oltre 2000 giochi da tavolo): giocando, tanto, con i miei bambini mi sono accorto delle potenzialità dello strumento in gioco in termini di apprendimenti e ho iniziato quindi a studiare e documentarmi sul tema, in particolare sugli aspetti pedagogici e sulle potenzialità dell'attività ludica in termini di competenze e di allenamento delle funzioni esecutive. 

Purtroppo ad oggi non esiste un percorso di formazione strutturato per la ludodidattica anche se come Game Science Research Center stiamo valutando l'opportunità di fare un primo passo con la creazione di un corso di perfezionamento in Didattica Ludica.

Quali pensa che siano le principali potenzialità didattiche del gioco?

Sicuramente il gioco è uno strumento eccezionale per osservare e allenare le competenze di base, o life skills, che tra l'altro negli ultimi anni sono al centro degli obiettivi di formazione delle scuole.
Allenare la capacità di problem solving, lo spirito di iniziativa, il senso critico e la creatività; ma anche stimolare l'empatia, la capacità di relazionarsi con gli altri, di comunicare senza dimenticare quelle che sono le competenze di cittadinanza quali il rispetto degli altri e delle regole. Il gioco inoltre aiuta a sapere vincere e perdere in maniera corretta, a gestire le proprie emozioni, a competere e collaborare. Il gioco può essere anche veicolo di competenze specifiche: dalle discipline STEM (quasi tutti i giochi da tavolo moderni e di strategia hanno al loro interno sistemi matematici stimolanti ed evoluti) all'approfondimento di alcuni temi storici o scientifici fino allo sviluppo del linguaggio. È chiaro che le conoscenze specifiche che una attività ludica può veicolare sono, in un certo senso, limitate ma può essere lo strumento per generare nei ragazzi curiosità su un certo tema o per far emergere aspetti e dinamiche che difficilmente possono essere spiegate con una lezione frontale.
Ricordiamo che lo strumento gioco ha nell'apprendimento esperienziale uno dei suoi elementi forti,

In quale modo si potrebbe inserire il gioco all’interno delle attività scolastiche?

Il gioco dovrebbe diventare, a mio parere, una metodologia didattica in mano agli insegnanti. Prevedere, tanto nella scuola primaria quanto in quella secondaria, almeno un paio di ore ogni 10-15 giorni di attività ludica sarebbe davvero importante.
I collegi docenti dovrebbero ragionare sull'adozione di giochi, come fanno già per i libri di testo, che nel corso dell'anno possono essere proposti e utilizzati per stimolare ed allenare particolari conoscenze, tanto nel gruppo classe quanto con attività a piccolo gruppo. Ogni scuola dovrebbe, negli anni, dotarsi di una piccola ludoteca a uso tanto delle classi quanto delle famiglie, perché il gioco è un ottimo veicolo con cui l'alleanza scuola-famiglia potrebbe esprimere le sue potenzialità.
L'idea di fare giocare i ragazzi, con titoli appositamente scelti e selezionati, non deve essere vista come riempitivo o come premio ma come una vera e propria attività didattica strutturata e mirata allo sviluppo di competenze specifiche, da programmare. Il gioco poi potrebbe trovare anche dei momenti specifici in tutti i progetti di accoglienza e continuità educativa e nei progetti di peer-education.

In che modo gli insegnanti possono formarsi sull’utilizzo del gioco a scuola?

Come dicevo prima non esistono, ad oggi, corsi specifici anche se, spero presto, la situazione potrebbe cambiare. Nel mio libro Didattica Ludica: competenze in gioco ho cercato di riassumere dieci anni di esperienze in un testo che possa dare le basi teoriche e alcuni esempi pratici per mettere in condizione un insegnante di provare una metodologia didattica incentrata sul gioco.
Esistono poi convegni e corsi di formazione. Ho anche aperto, qualche anno fa, un gruppo Facebook dedicato, in cui gli insegnati possono cercare consigli, scambiarsi opinioni e buone prassi.

Può consigliarci due giochi che a suo parere sono particolarmente indicati per la scuola primaria e due per la scuola secondaria?

Quando si parla di scuola primaria, in termini di competenze, c'è un grosso divario tra i primi due anni e gli ultimi tre. Per la prima e la seconda posso senz'altro suggerire Stone Age Jr, un gioco che a mio parere sapientemente mescola un meccanismo alla "memory" con una prima rudimentale struttura di gestione risorse e pianificazione. Un prodotto davvero eccellente. Per le classi terze, quarte e quinte due titoli: Kingdomino e Jamaica.
Passando alla scuola secondaria senz'altro Ticket to Ride e Stone Age, due giochi che da anni utilizzo con grande soddisfazione tanto alla secondaria quanto all'ultimo anno della scuola primaria.

Buon gioco!