Dire, fare, insegnare
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M9 - Museo del '900: scardinare l'idea di museo

In questa intervista scopriamo di più su M9 - Museo del '900, un museo innovativo che offre alle scuole proposte didattiche interdisciplinari e stimolanti.

Esperienze di insegnamento 
10 febbraio di: Redazione
copertina

Nel dicembre 2018 ha aperto a Mestre (Venezia) M9 - Museo del ‘900, un innovativo museo che mette gli strumenti multimediali e interattivi al servizio della narrazione storica.

Abbiamo intervistato Michelangela Di Giacomo, Federica Zia e e Silvia Pellizzeri.

Quali sono le vostre iniziative rivolte a bambini e ragazzi e, in particolare, alle scuole?

M9– Museo del ’900 ha costruito per l’anno scolastico 2019-2020 un catalogo di proposte didattiche per ogni fascia di età, adatte a gruppi scolastici e non. Sono proposti undici percorsi di visita in museo e quattro laboratori erogati da operatori di M9 che permettono di esplorare la mostra permanente e di approfondirne le tematiche, oltre a quattro percorsi che partono in museo e si concludono con attività laboratoriali in M-Children, uno spazio multimediale interattivo rivolto alle scuole e alle famiglie che fa parte del distretto M9.

Queste attività non esauriscono però le opportunità che M9 – Museo del ’900 offre alle scuole – in particolare – per trasformare il museo in uno strumento al servizio della didattica curricolare: attraverso l’area dedicata agli insegnanti nel sito di M9 ciascun docente potrà trovare suggeriti percorsi tematici e kit didattici con materiali di approfondimento pre e post-visita, pensati per integrarsi con le indicazioni nazionali per ciascun curricolo.

Anche l’attività espositiva, che si svolge al terzo piano del Museo, offre l’occasione per sviluppare percorsi e laboratori didattici. Per esempio, in occasione dell’esposizione temporanea Lunar City. Vivi l’esperienza, visitabile fino al 3 maggio 2020, sono stati attivati i laboratori Space Travellers, consigliati per la fascia 8-15 anni e rivolti a scuole e famiglie, e nelle domeniche di marzo e aprile saranno attivati i laboratori Lunar Rover e, per i più grandi Robot Trainer, che permetteranno di progettare un rover.

Quali sono le metodologie didattiche che utilizzate?

Le attività didattiche di M9 si radicano nelle più recenti teorie sviluppate da pedagogisti e public historians sulla didattica della storia – e sul ruolo della disciplina – per il XXI secolo. Un elemento chiave dell’approccio di M9 consiste nell'esplorazione e nella valutazione del ruolo che la storia riveste nel mondo attuale. Spiegare ai giovani le radici più prossime dello stile di vita cui sono abituati e porli di fronte all’interrogativo di come sarebbe stata la loro vita in altre epoche è la porta d’accesso per trasformare la storia in un fatto concreto, tangibile e vicino. 

La natura interdisciplinare del museo permette di cercare i nessi tra argomenti spesso inseriti in discipline diverse, o lasciati ai margini dei programmi scolastici, e di ricollocarli nel proprio tempo, scoprendo così che tutto è storia. Il rapporto con il presente, il collegamento con altre discipline, la pratica del mestiere di storico come ricerca dell’inesplorato, l’educazione al dubbio insita della critica delle fonti, l’esercizio di empatia e comprensione, strumenti necessari allo storico, come strumento di analisi della realtà, l’accettazione dei concetti di complessità, profondità, relatività, l’osservazione di continuità e cambiamenti nei costrutti sociali, l’inserimento della storia personale, locale, nazionale all’interno del contesto globale e il rapporto con la memoria, la testimonianza, le generazioni sono i principi che guidano le attività didattiche. 

In cosa i vostri percorsi didattici sono diversi rispetto alle tradizionali visite guidate?

Rispettando il carattere di M9 come luogo che scardina l’idea consueta di museo, trasformando la visita in un’esperienza che ciascun visitatore costruisce adattandola alle proprie inclinazioni e curiosità, cercando in esso risposte alle proprie domande, anche i percorsi di visita non vogliono essere una sequenza di tappe fisse e narrate ex-cattedra. 

Ogni percorso si presenta come un’attività “accompagnata”, più che guidata, in cui i bambini e i ragazzi sono spinti a interagire autonomamente con le installazioni alla ricerca della risposta a interrogativi posti dall’operatore e ad interagire con i propri compagni, con cui confrontarsi in un’attività di apprendimento cooperativo e dal basso. Nei laboratori, le classi sono divise in gruppi più piccoli, ciascuno dei quali ha un compito assegnato da realizzare nel museo. Al termine di ciascuna attività, nella volontà di potenziare le capacità dell’uso del linguaggio e degli strumenti della narrazione, i ragazzi sono spronati a raccontare quanto appreso nella visita del museo (anche attraverso l’uso di tecnologie digitali e di canali social come Instagram) enfatizzando la scelta museologica di M9 di utilizzare in forme intelligenti linguaggi e strumenti propri delle nuove generazioni.

Quali sono i principali obiettivi educativi del museo?

M9 appartiene a una nuova generazione di musei: per la prima volta un museo racconta in modo avvincente il Novecento. Tecnologie avanzate e installazioni immersive sono infatti al servizio della narrazione, per far conoscere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.

Affiancandosi alle attività in classe, M9 offre ai docenti della scuola secondaria di I grado uno strumento per sviluppare le capacità degli alunni di informarsi in modo autonomo su fatti e problemi del presente, anche mediante l’uso di risorse digitali. Uno strumento utile per contribuire al raggiungimento dei traguardi propri del ciclo scolastico, in cui ogni alunno possa usare le proprie conoscenze e abilità per orientarsi nella complessità del presente, comprendere opinioni e culture diverse, capire i problemi fondamentali del mondo contemporaneo.

Del museo M9 Dire, fare, insegnare aveva già scritto in questo articolo.

Immagini: © Alvise Busetto/M9