Dire, fare, insegnare
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Pregrafismi: perché, quando e come proporli

Scrivere rappresenta un’attività complessa, le cui basi è importante vengano poste sin dalla scuola dell’infanzia.

Problematiche scolastiche 
23 luglio di: Cristina Mereu
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La lettura e la scrittura sono i primi processi di apprendimento per il bambino e la loro acquisizione ha una valenza motivazionale importante, oltre che sociale e culturale, in quanto rappresenta una delle prime sfide che, una volta superate, rimandano ad un’immagine di sé efficace. Ne consegue che, se il bambino giunge al primo anno della scuola primaria con un bagaglio di prerequisiti consolidati, l’apprendimento sarà indubbiamente facilitato. 

Per quanto riguarda la scrittura, i prerequisiti motori riguardano la motricità fine della mano, la coordinazione oculo-manuale e la coordinazione dinamica dell’arto superiore. In aggiunta, per scrivere, sono necessarie altre componenti, quali le abilità visuo-spaziali, di analisi visiva, di organizzazione spazio-temporale, di memoria, di attenzione e di linguaggio. Il termine pregrafismo si riferisce alle attività che sono alla base della scrittura le quali costituiscono un terreno fertile per lo sviluppo dei prerequisiti motori appena citati. Il periodo in cui dovrebbero esser proposti è la scuola dell’infanzia, in particolare l’ultimo anno anche se, purtroppo, non sempre viene data attenzione sufficiente a tale aspetto. Infatti, non è infrequente che il bambino giunga al primo anno della scuola primaria senza esser pronto a scrivere, con poca confidenza nell’uso della penna e ridotte occasioni di sperimentazione. D’altronde bisogna considerare anche l’impiego massivo dei dispositivi tecnologici che comporta, sin da piccolissimi, una preferenza verso tastiere e touch screen rispetto agli strumenti carta-matita. Qualunque sia la causa, la conseguenza è una maggior difficoltà nell’aspetto grafo-esecutivo e, quindi, nell’imparare a scrivere in modo fluido e sicuro, nonostante l’assenza di deficit o patologie.  Per questi motivi, potenziare le abilità pregrafiche è caldamente consigliato e trova riscontri positivi nella letteratura scientifica. Educare al gesto grafico assume un significato ampio, implica allenare al movimento, impostare un’impugnatura e una postura corretta, favorire la motricità fine, ma anche coinvolgere i sistemi attentivi e mnestici. Per insegnare bisogna coinvolgere, e con un po’ di fantasia si possono inventare numerose attività ludiche che, oltre a essere stimolanti, favoriscono l’apprendimento del gesto motorio. Si possono ideare percorsi, labirinti, tracciati da ripassare, puntini da unire, segni grafici da copiare, disegni da colorare entro i margini... Lo stesso vale per gli strumenti, ci si può sbizzarrire tra pittura, tempere, colori a dita, pastelli, le matite, pennarelli, sabbia, farina... L’obiettivo è allenare il movimento dal basso verso l’alto e da sinistra verso destra, promuovere la fluidità del movimento, una corretta postura ed impugnatura. Non bisogna dimenticare che, anche attività complementari come ritagliare, incollare, realizzare collage, giocare con il pongo etc fanno parte delle attività di pregrafismo in quanto rappresentano compiti utili allo sviluppo della motricità fine.Il consiglio è di farsi travolgere dalla creatività per stimolare la naturale inclinazione del bambino ad apprendere, così da costruire, in modo motivante, solide basi per affrontare le richieste del nuovo ciclo scolastico.