Dire, fare, insegnare
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Prerequisiti per la scuola primaria

La scuola dell’infanzia rappresenta l’inizio del percorso di formazione per molti bambini ed è importante che in questo periodo si sviluppino i prerequisiti per la scuola primaria.

Problematiche scolastiche 
13 settembre 2019 di: Giulia Guardavilla
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La scuola dell’infanzia rappresenta una parte molto importante del percorso formativo dei bambini ed è l’ordine di scuola in cui la programmazione è più flessibile e le insegnanti hanno maggiore autonomia nell’organizzazione delle attività.

La fascia d’età dei bambini della scuola dell’infanzia rende necessaria e formativa la presenza di molti momenti dedicati al gioco e ad attività organizzate dai bambini in modo autonomo, ma è importante che, anche attraverso il gioco, si inizino a sviluppare alcune abilità fondamentali per formare basi solide per l’apprendimento.

È utile conoscere quali siano le abilità fondamentali da sviluppare in questa fascia d’età e fare in modo che il percorso formativo della scuola dell’infanzia sia più omogeneo e strutturato.

Tra i prerequisiti ci sono quelli trasversali a ogni tipo di apprendimento e quelli che riguardano abilità più specifiche, come la scrittura, il calcolo, etc.

Le due abilità trasversali fondamentali per l’apprendimento sono attenzione e memoria; sempre più spesso le insegnanti evidenziano problemi legati all’incapacità dei loro studenti di mantenere l’attenzione per il tempo necessario e di memorizzare i contenuti. Si possono iniziare a esercitare queste due abilità a partire dalla scuola dell’infanzia, in modo da allungare progressivamente i tempi di attenzione dei bambini e migliorare la capacità di memorizzare informazioni.

Altre abilità trasversali sono quelle che riguardano il ragionamento logico: la seriazione, la categorizzazione, l’ordinamento di sequenze temporali, l’individuazione di nessi logici e causali e la capacità di risolvere piccoli problemi. Lo sviluppo delle abilità di ragionamento permette ai bambini di avere modi più funzionali di analizzare e memorizzare le informazioni che ricevono, migliorando anche la capacità di legare le nuove informazioni con quelle che già possiedono.

Le competenze linguistiche e metalinguistiche rappresentano un altro ambito di sviluppo fondamentale alla scuola dell’infanzia e un pilastro fondamentale per il successivo apprendimento della letto-scrittura. È importante che i bambini imparino a comprendere messaggi verbali sempre più complessi, arricchiscano il loro vocabolario e imparino ad articolare le parole in modo corretto. È molto importante che i bambini siano stimolati dal punto di vista linguistico e che le eventuali difficoltà riscontrate degli insegnanti siano comunicate ai genitori e approfondite con una valutazione logopedica.

Ci sono poi una serie di abilità che riguardano il pre-grafismo e la motricità fine che saranno poi la base per un corretto apprendimento della scrittura; è importante che i bambini imparino a impugnare in modo corretto il pennarello e i pastelli perché è più difficile modificare il modo di impugnare la penna quando iniziano a scrivere. L’impugnatura sbagliata della penna crea spesso difficoltà nella scrittura e una maggiore fatica che rende sgradita questa attività. È importante anche insegnare ai bambini a gestire lo spazio sul foglio e controllare il movimento della mano in modo sempre più accurato.

Altre abilità importanti sono quelle che riguardano il precalcolo: per prepararsi all’apprendimento della matematica i bambini hanno bisogno di alcuni prerequisiti di base come la capacità di stimare le quantità e fare un confronto distinguendo insieme più o meno numerosi, quantificare gli oggetti, riconoscere i simboli numerici e saperli associare a una quantità. Solitamente alla scuola dell’infanzia si insegna a contare e riconoscere i numeri fino al 10; questo rappresenta una base sufficiente per l’inizio della scuola primaria.

Alcune di queste abilità sono in relazione tra loro; l’attenzione in particolare è un prerequisito per ogni tipo di apprendimento perché se un bambino non presta attenzione a ciò che gli viene comunicato non riuscirà per esempio a comprendere un messaggio verbale o a seguire le indicazioni che gli vengono date dall’insegnante. È normale che i tempi di attenzione si allunghino con l’aumentare dell’età, ma questa capacità può essere allenata e migliorata anche con i bambini in età prescolare.

Esistono poi altre abilità più generali che però sono altrettanto importanti per creare una base solida per i successivi apprendimenti.

Una dimensione molto importante è quella emotiva che negli ultimi anni ha assunto una rilevanza maggiore anche all’interno dei programmi scolastici e inizia a essere riconosciuta come un elemento importante nei processi di apprendimento. La competenza emotiva si costruisce insegnando ai bambini a riconoscere le emozioni proprie e degli altri, partendo da quelle di base e inserendo poi quelle più complesse; alla scuola dell’infanzia è importante che i bambini conoscano le emozioni di base e le sappiano collegare a episodi ed eventi in modo adeguato. Le reazioni emotive dovrebbero diventare sempre più mediate dalla parola: se un bambino piccolo quando è arrabbiato può manifestarlo lanciando un oggetto, crescendo dovrebbe imparare a comunicare con le parole che è arrabbiato e perché. È importante che le emozioni siano riconosciute anche attraverso l’osservazione della mimica facciale e dei gesti delle altre persone. Queste abilità possono essere esercitate anche attraverso il gioco o la lettura di storie a complessità crescente.

L’orientamento nel tempo è un altro aspetto importante e che spesso e molto deficitario nei bambini che poi svilupperanno un disturbo dell’apprendimento. Alla scuola dell’infanzia un primo passo è quello di saper individuare le routine della giornata e metterle nella giusta sequenza temporale; in seguito i bambini dovrebbero essere in grado di orientarsi nel tempo in modo da riconoscere la differenza tra oggi, ieri e domani. È bene inserire anche nelle attività di inizio mattinata anche l’individuazione del giorno della settimana, del mese e della stagione in cui ci si trova in modo che i bambini inizino a individuarne la sequenza temporale. Sapersi orientare nel tempo è un prerequisito importante anche per l’apprendimento della matematica e lo sviluppo delle capacità logiche.

L’orientamento nello spazio ricopre un ruolo altrettanto importante e, anche in questo caso, è spesso deficitario nei bambini a rischio di sviluppo di un disturbo dell’apprendimento. Alla scuola dell’infanzia i bambini dovrebbero imparare i principali concetti topologici, come sopra/sotto, lontano/vicino etc. e la posizione nello spazio, iniziando con l’utilizzo di oggetti concreti che vengono posizionati nello spazio per poi passare alle immagini. La direzione è un altro aspetto importante, quindi i bambini dovrebbero imparare a distinguere tra destra e sinistra e anche orientare il tratto sul foglio, in modo da fornire una base per l’apprendimento della scrittura. L’organizzazione spaziale riguarda anche la capacità di utilizzare lo spazio sul foglio posizionando gli elementi del disegno in modo adeguato e imparando progressivamente a rappresentarli in modo proporzionato gli uni rispetto agli altri.

La capacità di orientarsi nello spazio può anche essere esercitata attraverso giochi motori che mettano in campo concetto topologici, direzionalità e organizzazione di percorsi.

Un’ultima abilità da prendere in considerazione è quella che riguarda lo schema corporeo, importante per la coordinazione e le capacità di motricità fine. I bambini dovrebbero imparare a nominare le parti del loro corpo e muoverle seguendo le indicazioni che vengono date dall’insegnante riconoscendo in modo corretto le varie parti del loro corpo. Un altro elemento è la rappresentazione grafica del corpo che dovrebbe diventare sempre più accurata per quanto riguarda il numero di parti rappresentate e la proporzione tra loro.

Gli insegnanti osservano i bambini per molte ore al giorno e sono in grado di identificare eventuali difficoltà mostrate da loro; è importante che quando si individuano delle difficoltà queste siano affrontate il prima possibile per potenziare le abilità deficitarie in modo da ridurre gli eventuali problemi di apprendimento che si potrebbero poi presentare alla scuola primaria.