Dire, fare, insegnare
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Scuola come luogo dell'anima: scoprire il proprio Elemento

In questo articolo rifletteremo sull'importanza di scoprire il proprio luogo d'apprendimento. L'Elemento, come lo definisce Ken Robinson, educatore e scrittore britannico, è il luogo dell'anima dove ciascuno di noi può esprimere appieno talento e creatività.

Metodologie 
05 dicembre 2022 di: Asteria Bramati
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La nostra esperienza del mondo e degli altri affinché sia piena ha bisogno di uno spazio nel quale esprimerci, ma, anche con cui confrontarci in quanto la nostra capacità di accrescere in noi l'umanità viene data anche da come modifichiamo gli spazi e da come ne siamo modificati. Lo spazio non è quindi una quinta teatrale davanti alla quale svolgiamo la nostra parte, ma, è il luogo umano del nostro vivere.

Non sempre gli spazi sono luoghi, nel senso che conservano la specificità di essere progettati in funzione della comune vocazione relazionale, sono asettiche forme, create in funzione del consumo e quindi senza alcuna finalità di crescita e di autonomia. Infatti i cosiddetti non luoghi, la cui definizione è stata resa celebre dall'antropologo Marc Augé, sono gli spazi dove'è azzerata la possibilità di socializzare, di costruire insieme forme simboliche di vita, di riconoscere la persistenza di legami tra di noi.

Confrontarsi con i luoghi (e i non-luoghi) e cosa per noi rappresentano è indispensabile per sapere dove siamo non solo fisicamente, ma, soprattutto mentalmente. Tra i luoghi che hanno inevitabilmente segnato la vita di ciascuno vi è oltre che la propria casa, anche, la scuola. Essa, “dovrebbe essere il posto più bello di ogni città, talmente bello, che la punizione per i bambini disobbedienti dovrebbe essere di impedirgli di andare a scuola il giorno seguente” (O. Wilde).

La pedagogia spesso si dimentica di riflettere sugli spazi scolastici e come, soprattutto, tramite una loro diversa organizzazione ciò possa fare la differenza in termini di apprendimento tra chi riesce a essere coinvolto nell'azione educativa e chi no.

Secondo l'educatore e scrittore britannico Ken Robinson, lo studente – per trovare il proprio luogo di apprendimento – deve sapere identificare il suo Elemento. Esiste un luogo in cui le cose che amiamo e quelle che siamo bravi a fare si ritrovano insieme. Questo luogo (dell'anima) è "l'Elemento". Ed è essenziale che ciascuno di noi nel corso della vita trovi il proprio, e riesca così a esprimere appieno talento e creatività.

Come trovare l'Elemento

Secondo Robinson bisogna porsi una serie di domande, la cui risposta, se autentica, ci permette di capire qual è l'Elemento.

La prima di queste domande riguarda l'intelligenza. “Ognuno di noi pensa di conoscere la risposta alla domanda: Quanto sei intelligente? “La vera risposta, è che la domanda stessa è quella sbagliata da porre. “Come sei intelligente? “Questa è invece la domanda giusta da porre […]. La differenza tra queste domande è profonda. La prima suggerisce che esiste un modo finito di misurare l'intelligenza e che si possa ridurre il valore dell'intelligenza di ogni individuo a una cifra o a un quoziente di qualche tipo. La seconda, riguarda una modo di essere che difficilmente si può quantificare”.

La seconda domanda riguarda la creatività. "L'immaginazione e creatività non sono la stessa cosa; solo la creatività porta il processo inventivo a un altro livello più alto. La creatività ci permette di avere idee originali che hanno valore. L'immaginazione può essere completamente interna”. Ci dice il pedagogista :“Potresti essere fantasioso tutto il giorno senza che nessuno se ne accorga. Per essere creativo devi davvero fare qualcosa. La creatività implica mettere l' immaginazione al lavoro per creare qualcosa di nuovo, per trovare nuove soluzioni ai problemi, anche per pensare a nuovi problemi o domande. La creatività la si può pensare come immaginazione applicata". Inoltre, le persone che lavorano in modo creativo di solito hanno qualcosa in comune: amano i media-artefatti con cui lavorano. “I musicisti amano i suoni che producono, gli scrittori amano le parole, i ballerini amano il movimento, i matematici amano i numeri, gli imprenditori amano fare affari, i grandi insegnanti amano insegnare. Questo è il motivo per cui le persone che fondamentalmente amano ciò che fanno non lo considerano un lavoro nel senso comune del termine. Lo fanno perché lo desiderano e perché quando lo fanno, sono nel loro Elemento ".

Una terza domanda riguarda l'energia. Secondo Robinson le attività che amiamo ci riempiono di energia anche quando siamo fisicamente esausti; invece quelle che non ci piacciono ci prosciugano in pochi minuti. Questa è la chiave dell'Elemento. Quando le persone si mettono in situazioni che gli permettono di vivere autenticamente se stesse e di trovare il proprio Elemento, attingono a una fonte primaria di energia. Sono letteralmente più vivi per questo motivo.

Inoltre, la gestione dell'energia è molto più importante della gestione del tempo. Molte persone sono convinte che il tempo sia lineare e non lasciano la possibilità di entrare a quella che lo scrittore chiama la Svolta. Il tempo non è lineare, bensì, ciclico, e lo spazio per il rinnovamento c’è sempre. Basta solo cogliere i segnali ed entrare in connessione con la propria interiorità.

Come realizzare il sogno

Secondo Robinson se si riesce a rispondere in modo autentico a queste domande é possibile realizzare quello che lui chiama il Dream. Ciò non significa che tutti possano fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento della vita, e aggiunge in modo ironico: “Se stai per compiere cento anni, è improbabile che riuscirai a interpretare il ruolo principale ne Il lago dei cigni, soprattutto se non hai precedenti di danza”. Ma se alcuni sogni sono davvero sogni impossibili, tuttavia, molti altri non lo sono. Se riesci a vedere le possibilità di realizzare un sogno, probabilmente si possono anche vedere i prossimi passi necessari che devi compiere per raggiungerlo.