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Sirkhane darkroom: la fotografia spiegata a bambini e adolescenti che vivono in contesti di guerra

Nato nel 2017, Sirkhane darkroom è un progetto didattico realizzato al confine tra Siria e Turchia che mira a fornire a bambini e adolescenti i rudimenti dell’arte fotografica, per aiutarli a scorgere la ricchezza dell’esistenza al di là della dolore della guerra.

Secondaria  Esperienze di insegnamento 
09 dicembre 2021 di: Redazione
copertina

Sirkhane darkroom è un progetto nato nel 2017 a Mardin, una città turca al confine con la Siria, grazie a cui bambini e adolescenti hanno appreso l’arte della fotografia analogica: le basi della composizione e della tecnica dell’immagine, lo sviluppo delle foto e i criteri di cui tener conto per scegliere le migliori. Hanno quindi imparato che ogni scatto è prezioso e che prima di eseguirlo è necessario un lungo momento di riflessione, la ricerca della giusta angolatura, del dettaglio in grado di veicolare un certo significato.

L’ideatore del progetto, Serbest Salih, un giovane fotografo sfuggito dalla guerra in Siria, è convinto che la fotografia sia un modo per guardare la realtà da diverse prospettive, per coglierne una ricchezza che i conflitti cercano di nascondere in tutti i modi, un prezioso strumento per comprendere ed elaborare il dolore, come a volte solo l’arte permette di fare. Ciò che queste foto mostrano non è morte e distruzione, ma la vita che, nonostante tutto, continua a sgomitare per farsi avanti: ci sono bambine che sorridono incorniciate da un hula hoop, ragazzini in un cortile che rincorrono galline starnazzanti, macchinine posizionate su una strada deserta pronte a partire per chissà quale destinazione.

Un centinaio di immagini sono state raccolte in un libro, I saw the air fly, edito da Mack: i proventi andranno a Her Yerde Sanat-Sirkhane, un’organizzazione no profit che si occupa di una scuola di circo, una scuola di musica e un festival artistico per bambine e bambini provenienti da zone di guerra. Nel 2019 Salih ha deciso di rendere questo progetto mobile e ha cominciato a spostarsi lungo il confine con la Siria, in modo tale da permettere a un numero sempre maggiore di ragazze e ragazzi non solo di acquisire delle competenze fotografiche, ma anche di sfruttarne il potere curativo grazie alla forza dell’immaginazione che queste alimentano.



Per far comprendere in classe la situazione siriana, e fornire quindi agli studenti una visione più chiara del contesto in cui si è sviluppato il progetto Sirkhane Darkroom, suggeriamo ai docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado la consultazione dell’enciclopedia online Treccani, in cui, tra le altre cose, viene descritta in maniera approfondita la situazione storico-politica della Siria, quella che, dalla primavera araba del 2011 (che ha visto il sorgere delle manifestazioni contro il regime del presidente Bashar al-Assad) ha aggravato i già precari equilibri politici, portando a una guerra civile che negli anni ha completamente distrutto il paese.

Questo articolo di Internazionale spiega in quali condizioni si trova la Siria (a oggi ancora nelle mani di Assad dopo le elezioni dello scorso maggio vinte con il 95,19% dei voti) dopo circa dieci anni di guerra: quasi 400000 morti, 6 milioni di profughi, di cui la maggior parte costretta a vivere in condizioni di povertà, e 2 milioni e mezzo di bambini che non hanno la possibilità di frequentare la scuola.

Anche il Post, in questo articolo, descrive la Siria a dieci anni dall’inizio del conflitto, fornendo anche una mappa del Paese in cui “ogni colore è un mondo a sé, ciascuno con uno stato straniero che lo protegge”:qui in particolaresi sottolinea come la Siria di oggi non sia solo quella di Assad, ma anche quella dei curdi della parte nord est del Paese, i quali sono riusciti a costruire un sistema di governo abbastanza funzionale e che ha ottenuto legittimità internazionale grazie alla lotta contro l’Isis a fianco degli Stati Uniti.

Quest’ultimo argomento può essere approfondito in maniera autonoma dai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado tramite la lettura di Kobane Calling (Bao Publishing), il reportage in forma di fumetto scritto dall’autore italiano Zerocalcare, che si è recato al confine tra Turchia e Siria, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, e ha testimoniato la vita dei difensori curdi del Rojava, che si opponevano allo stato islamico.

Per i più piccoli invece c'è il libro edito da Round Robin editrice Se chiudo gli occhi. La guerra in Siria nella voce dei bambini, scritto da Francesca Mannocchi e illustrato da Diala Brisly: quattro storie, raccontate da bambine e bambini, che parlano di un passato e un presente difficili da comprendere, ma che contengono comunque un invito alla pace e un importante messaggio di speranza.

Photo Credits: © Sirkhane darkroom. Foto in bianco e nero scattata da İbrahim (13 anni, Qamishli, Siria).