Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare
  • Home
  • Didattica
  • STEMintheCity, spunti didattici e gender gap. Intervista con Roberta Cocco

STEMintheCity, spunti didattici e gender gap. Intervista con Roberta Cocco

Abbiamo chiesto a Roberta Cocco, assessora del Comune di Milano di raccontarci l’iniziativa STEMintheCity.

Inclusione 
27 maggio di: Redazione
copertina

STEMintheCity è un'iniziativa del Comune di Milano dedicata alla lotta al gender gap in ambito scientifico, volta ad avvicinare le ragazze allo studio di materie STEM attraverso incontri, webinar, progetti e contenuti didattici. Abbiamo chiesto all'assessora Roberta Cocco, ideatrice dell'iniziativa di parlarci di com'è nata, dei suoi progetti e dei traguardi futuri.



Come è nata l’idea dell’iniziativa “STEMintheCity”?

STEMintheCity è nato nel 2017, a meno di un anno dall'inizio del mio mandato nella Giunta comunale di Milano. Già come manager del settore privato mi ero occupata di gender gap nel mondo del lavoro e della necessità di avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. È stato quasi naturale, quindi, immaginare un'iniziativa che vedesse l'Amministrazione comunale in prima linea su questi temi.

Quali sono i contenuti didattici proposti in questa edizione di “STEMintheCity” rivolti anche alle scuole? Vuole raccontarcene alcuni che ritiene particolarmente significativi?

La scuola è sempre stata il centro di “STEMintheCity”, che nasce proprio come un progetto di formazione. Quest’anno, abbiamo voluto porre l’attenzione al tema della sostenibilità, in particolare sostenibilità ambientale, un tema molto sentito dai ragazzi di tutto il mondo. Di conseguenza, i partner, le aziende, le istituzioni che hanno partecipato anche quest’anno all’iniziativa, hanno contribuito con diversi contenuti formativi focalizzati non solo sulle STEM e sull’importanza della loro diffusione, ma anche sulla sostenibilità. Penso, per esempio, al webinar “(E)missione zero: salva la Terra dal Game Over” in collaborazione con WeSchool, rivolto ai ragazzi della Scuola Secondaria di primo grado o al webinar sull’Intelligenza Artificiale proposto da Intel e Junior Achievement, rivolto alla Scuola Secondaria di primo e secondo grado o webinar di SheTech “SUSTAIN(ABLE) STEM” sull’interazione tra scienza, società e ambiente o al talk con Ayanna Howard, Preside della Facoltà di Ingegnerie alla Ohio University a cui gli studenti hanno avuto l’occasione di porre domande sulla relazione tra le STEM e le donne, sulle difficoltà e gli stereotipi che ancorano caratterizzano questo binomio. Anche quest’anno, quindi, nonostante sia stata un’altra edizione completamente digitale, siamo contenti di aver raggiunto con tanti contenuti diversi bambini, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori.

Il tema “Donne e STEM” oggi è molto dibattuto: dov’è l’ostacolo maggiore che le donne incontrano nel proprio percorso scientifico, soprattutto nella fase di accesso al mondo del lavoro?

“Donne e STEM” è sicuramente un tema molto dibattuto nel nostro Paese, in cui sono ancora poche le ragazze laureate nelle discipline STEM. Proprio per questo, è importante formare i giovani - in particolare le ragazze - e sostenerle nei percorsi di studio tecnico-scientifici, spingendole a raggiungere obiettivi ambiziosi. Abbiamo bisogno di donne ingegnere, donne scienziate, donne che studiano e interpretano la realtà attraverso la lente delle STEM. In questo settore le donne possono dare un contributo fondamentale per affrontare le sfide del futuro.

Cosa vorrebbe consigliare alle ragazze per ovviare questi ostacoli e persistere nel raggiungimento dei propri obiettivi?

Sicuramente di credere in se stesse e di avere la consapevolezza che “hanno i numeri”, abbiamo i numeri per cambiare e per scardinare certi stereotipi che ancora caratterizzano la nostra società, soprattutto quando ci interfacciamo con il mondo del lavoro. Le competenze che noi donne sappiamo mettere in campo hanno una forza strategica che può avere un impatto positivo e generare benefici per tutti, siamo un bacino di talento e creatività che può davvero fare la differenza.

Come potremmo sensibilizzare gli insegnanti a portare in classe il tema “donne e STEM”? Quali temi e quali strumenti?

Diffondere l’importanza delle STEM tra i giovani significa investire sul futuro di tutti, lo studio di queste discipline permette ai ragazzi di guardare il futuro in maniera aperta, dinamica e positiva. Molte volte però noi adulti commettiamo l’errore di consigliare, in particolare alle ragazze, di indirizzarsi verso corsi di studio più umanistici. Bisognerebbe invece che gli insegnanti, gli educatori e in generale noi adulti spingessimo le ragazze a osare di più e a credere che sono una risorsa fondamentale anche in questo settore. Attraverso le STEM anche le donne possono avere un ruolo chiave nel guidare il futuro.

Lei insegna “Storytelling to storybranding” presso Università LIUC. Pensa che lo Storytelling possa essere utilizzato per l’insegnamento delle STEM? Eventualmente, in che modo?

Sì, sono docente del corso di “Storytelling to Storybranding” e anche di “Brand Management” presso l’Università LIUC. Credo che lo Storytelling possa essere utilizzato per qualsiasi tipo di insegnamento, dopotutto - come ha affermato Reed Hastings - “Le storie hanno il potere di influenzare la vita delle persone ed è così che si cambia il mondo”.