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Storie sotto rete. Un progetto per la pratica sportiva nella scuola primaria

Un progetto dedicato alla pratica motoria e sportiva, promosso dal CSI CLAI Pallavolo Imola per favorire un miglioramento delle capacità psicofisiche e relazionali dei ragazzi attraverso l’attività sportiva.

Inclusione  Esperienze di insegnamento 
14 aprile di: Redazione
copertina

Lo scopo del progetto "Storie sotto rete", promosso dal CLAI di Imola, è quello di favorire la pratica motoria e sportiva dei bambini frequentanti prime, seconde e terze classi delle scuole primarie sul territorio imolese, in modo da diffondere l’idea che lo sport debba divenire una “sana consuetudine di vita” volta al miglioramento delle capacità psicofisiche e relazionali dei ragazzi della scuola dell’obbligo.

Per spiegare le intenzioni e lo svolgimento del progetto generale vi raccontiamo l'esperienza de "La tela di Carlotta". Il progetto si è articolato in due fasi principali: durante la prima fase sono state contattate e coinvolte moltissime scuole della provincia di Imola, dalla primaria alla secondaria. Dopo aver raccolto le adesioni a ciascuna scuola è stato assegnato un “tecnico” responsabile delle attività. In generale il progetto prevedeva quattro lezioni di un’ora per ogni classe, durante le quali sono state proposte delle attività ludico sportive propedeutiche alla pratica dello sport della pallavolo con uno “sfondo integratore” del romanzo “La tela di Carlotta”.

“La tela di Carlotta” è un libro per bambini scritto dallo statunitense Elwyn Brooks White e racconta dell'amicizia speciale tra il maialino Wilbur e il ragno Carlotta. Il romanzo risale al 1952 e con la storia di Carlotta e Wilbur affronta tematiche importanti, insegnando che i sentimenti come l’amicizia, la stima e l’amore vanno oltre la morte, se ben custoditi nel cuore.

Le classi coinvolte nel progetto sono state principalmente le 1°, le 2°e le 3° della scuola primaria, tuttavia in alcuni casi sono state coinvolte tutte le classi dalla 1° alla 5°. La realizzazione del progetto prevedeva:

1. l’affiancamento alle insegnanti di classe come strategia educativa durante le ore di educazione motoria, fermo restando la completa titolarità della scuola come principale agenzia del percorso educativo dei bambini da parte dei tecnici;

2. la documentazione attraverso un questionario di gradimento sottoposto alle insegnanti di classe tramite la compilazione di una scheda.

I feedback raccolti sulle attività hanno permesso di analizzare la percezione dei partecipanti e farne tesoro, trasformando gli input personali in preziose indicazioni da applicare nella progettazione, nella calibratura e nell’orientamento delle proposte didattiche.

La proposta didattica, infatti, nasce da due considerazioni fondamentali. La prima è che l’esperienza svolta nei modi appropriati alla condizione di “ciascuno” e nel pieno rispetto delle caratteristiche individuali, costituisce uno dei fondamenti dello sviluppo psicofisico in età evolutiva; la seconda è che la scuola costituisce l’ambiente ideale per offrire e garantire a ogni studente e studentessa le migliori possibilità per una crescita equilibrata della personalità attraverso un’educazione mirata a “sani stili di vita”.

Gli obiettivi generali del progetto, per quanto concerne i contenuti didattici, sono stati:

  • scoperta dello spazio fisico;
  • percezione consapevole del concetto di spazio;
  • percezione dell’uso del corpo nello spazio (conoscenza del sé);
  • percezione e consapevolezza dell’uso del corpo nello spazio (autocontrollo);
  • riconoscimento e condivisione di regole sociali;
  • sviluppo e mantenimento di: schemi motori di base e capacità coordinative;
  • capacità coordinative con particolare attenzione a quelle di base: capacità di controllo, ossia consapevolezza corporea (rieducare la propriocezione); capacità di apprendimento motorio, attenzione e concentrazione, memoria motoria; capacità di adattamento e trasformazione, ossia associazione per somiglianza e/o contiguità.

I tecnici hanno seguito percorsi uniformi, adeguandosi alle aspettative degli insegnanti attraverso l’uso di strumenti divertenti e coinvolgenti per i bambini inseriti in uno “sfondo integratore fiabesco”, come quello de “La tela di Carlotta”.

Alla fine del percorso ogni insegnante ha espresso la sua opinione sulla professionalità, passione e puntualità dei tecnici attraverso i questionari di gradimento. I tecnici hanno proposto gli stessi giochi di grande movimento con regole, come da schede preparate, modellandole personalmente sulle caratteristiche delle classi e hanno proposto dei prerequisiti di conoscenza della disciplina, esaltando la caratteristica delle collaborazioni.

Il risultato finale e lo svolgimento delle lezioni sono disponibili nel file allegato in coda.