Dire, fare, insegnare
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Una storia per… capovolgersi

Lupi bonaccioni, principesse insofferenti alle carinerie e streghe davvero toste: i racconti capovolti sono storie contro gli stereotipi, contrari al tutto bianco o tutto nero, per una pluralità di punti di vista e di opinioni. Continuano gli articoli sul progetto di educazione alla lettura «Una storia per».

Esperienze di insegnamento 
27 gennaio di: Viviana Grassi
copertina

Testa in giù e gambe in su: il terzo incontro di «Una storia per...» ha capovolto la seconda primaria così come Capovolto è il protagonista de I cinque malfatti (Alemagna). Un’immagine bellissima, quella del personaggio della Alemagna, che ha guidato la classe nell’esplorazione delle «cose che gli altri non vedono». Per presentare il tema ai bambini, la valigia di Paola ha consegnato loro un gioco di difficile interpretazione: una scheda raffigurante il Capovolto che può essere letta solo cambiando prospettiva, girandola, osservandola allo specchio, e comunque leggibile sempre solo in parte; solo considerando tutti i punti di vista nel loro insieme, infatti, possiamo sperare di comprendere i suoi molteplici significati

Una bella metafora, quindi, per avviare una riflessione intorno agli stereotipi, le diversità e le pluralità. Ancora una volta, con l’aiuto della bella letteratura per l’infanzia

Estremamente divertenti e profondamente attuali, le storie capovolte sono protagoniste di numerosissimi albi illustrati. I tre piccoli lupi e il maiale cattivo (Trivizas e Oxenbury), Attenti alle ragazze (Blundell), Lucy l’oca (Baker e Curnick) e La principessa e il drago (Munsch, Martchenko) sono stati scelti per la lettura ad alta voce di Paola in mezzo a una bibliografia vastissima, prontamente consigliata alle famiglie per rinnovare le più tradizionali letture della buonanotte e subito accolta nella biblioteca di classe

I bambini le hanno amate. Divertiti da un principe poco principesco, sorpresi da una audace Cappuccetto Rosso, trovatisi a tifare per un lupo malcapitato, i bambini hanno richiesto nei giorni successivi altre fiabe capovolte, senza tacere, peraltro, spontanee riflessioni sui pregiudizi, sul guardare oltre, sull’esprimere se stessi.

E se con Paola hanno letto fiabe capovolte, nell’ora di Fantastica le hanno scritte, o meglio, recitate

Introducendo i tre elementi più basilari della fiaba — protagonistaantagonista e oggetto del desiderio — abbiamo ridotto ai minimi termini alcune fiabe classiche, per poi rovesciarle metterle in scena: la strega gentile è rimasta senza casa, tutta mangiucchiata dai prepotenti Hansel e Gretel; la sorellastra di Cenerentola s’è vista rubare il fidanzato; i tre porcellini sono un tormento per quel lupo che cerca solo un po’ di pace. 

Calatisi nelle parti, i bambini si sono divertiti a raccontare e a sperimentarsi: suggerita in Grammatica della fantasia (Rodari), l’attività non ha deluso le aspettative.

Riproposta infine come compito a casa, la scrittura di Cappuccetto Rosso capovolta ha portato alla luce idee brillanti: una Cappuccetto Rosso che, uscita dalla pancia del lupo, s’è trovata con il cappuccio sgualcito e, pertanto, intende conquistarsi una nuova pelliccia lupina; un’altra Cappuccetto Rosso che, complice la nonna, è ghiotta di arrosti di lupo; un lupo che va cogliendo fiori nel bosco, e una Cappuccetto Rosso che lo prende in giro per i suoi tratti gentili. Ma, soprattutto, è entusiasmante scoprire quanto i bambini vogliano condividere i propri scritti con i compagni, traendone profonda gratificazione e intraprendendo, al tempo stesso, ulteriori percorsi narrativi.

È ancora presto per trarre delle conclusioni rispetto al progetto. Tuttavia, ripensando agli obiettivi che ci si era posti, il progetto sembra dare buoni frutti: i bambini sono ben coinvolti, aspettano con impazienza gli incontri di Fantastica e la biblioteca rotante di classe, nata con il progetto, è particolarmente amata. Proprio la biblioteca rotante è, per altro, importante fonte di osservazione: sembra che tutti, chi più e chi meno, siano diventati agili «spizzicatori» di albi illustrati. Non manca certo qualche criticità, in particolare nella gestione del tempo. Nonostante la costanza e l’impegno di tutti, infatti, quello non basta mai. Chissà che, un giorno, non si incrementi l’orario di Fantastica e, magari, lo si trovi tra gli insegnamenti curricolari!

Bibliografia:

  • Alemagna, Beatrice, I cinque malfatti, Topipittori, Milano, 2014.
  • Baker, Danny e Curnick, Pippa, Lucy l’oca, Emme, Trieste, 2019.
  • Blundell, Tony, Attenti alle ragazze, Emme, Trieste, 2002.
  • Munsch, Robert e Martchenko, Michael La principessa e il drago, Giralangolo, Torino, 2014.
  • Propp, Vladimir Jakolevic, Morfologia della fiaba, Einaudi, Torino, 2000. 
  • Rodari, Gianni, Grammatica della fantasia, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2010.
  • Trivizas, Eugene e Oxenbury, Helen, I tre piccoli lupi e il maiale cattivo, Castalia, Torino, 1994.

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Schede didattiche e immagini: © Viviana Grassi