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Verifiche facilitate: come costruirle?

Gli alunni con BES hanno bisogno di un adattamento del materiale di studio che comprende anche la facilitazione delle verifiche. È importante che la complessità della richiesta non cambi, ma si modifichino le modalità di presentazione del compito facilitando lo studente.

Verifiche e valutazioni 
04 marzo 2019 di: Giulia Guardavilla
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La costruzione delle verifiche per gli alunni con BES che seguono la stessa programmazione della classe può essere difficile perché è necessario mantenere la stessa complessità nella richiesta, ma modificando le modalità di presentazione del compito in modo da facilitarlo per lo studente.

Nel caso in cui lo studente abbia degli obiettivi individuali, specificati nel PEI, le verifiche sono semplificate, quindi si riduce la complessità delle richieste che vengono poste all’alunno.

Le modalità di facilitazione delle verifiche devono essere stabilite nel PDP in modo che siano adeguate alle problematiche dell’alunno e gli consentano il più possibile una compensazione delle difficoltà specifiche che presenta. È importante ricordare che in questo modo non si avvantaggia lo studente rispetto ai compagni, ma lo si mette in condizione di partire, per quanto possibile, a livello degli altri.

Le modalità di facilitazione comprendono anche l’utilizzo di strumenti compensativi, come la calcolatrice, mappe e schemi, che devono essere indicati nel PDP.

Spesso le relazioni cliniche indicano la necessità di fornire maggiore tempo per lo svolgimento di una verifica o diminuire la quantità della richiesta. Questo avviene perché in generale gli alunni con problemi di apprendimento sono più lenti nello svolgimento degli esercizi dal momento che non automatizzano tutte le operazioni cognitive necessarie per portarli a termine.

Il primo elemento da tenere in considerazione nella costruzione di una verifica facilitata è la leggibilità: un testo leggibile facilita gli studenti con BES, ma in generale tutto gli studenti. Se il testo è leggibile le risorse cognitive utilizzate per la decodifica sono minori, quindi possono essere impiegate per lo svolgimento del compito. In generale è importante che la font sia “senza grazie”, come Verdana e la dimensione del carattere sia adeguata (minimo 14 punti) con un’interlinea di 1,5. Il testo dovrebbe essere allineato a sinistra e non centrato o giustificato per consentire una leggibilità massima.

La consegna deve essere chiara e sintetica in modo che sia facilmente comprensibile cosa richieda di fare l’esercizio.

Un altro elemento da tenere in considerazione sono le difficoltà di memorizzazione: spesso gli studenti con BES faticano a ricordare termini specifici, nomi e date. In questo caso per facilitare il compito si possono presentare alternative di risposta tra cui scegliere in modo che lo studente, invece di dover richiamare dalla memoria il termine o nome possa individuare quello corretto. In alcuni casi si possono utilizzare schemi per facilitare il compito: per esempio nell’analisi grammaticale o logica si può presentare uno schema in cui inserire le varie parti della frase o i complementi. In questo modo si verifica se lo studente riesce a distinguere e classificare i diversi elementi grammaticali senza sovraccaricare la sua memoria. È importante ricordare che un compito presentato in questo modo ha lo stesso grado di difficoltà per un alunno con BES rispetto al compito presentato nella maniera tradizionale per un alunno senza problematiche di apprendimento. Il grado e le modalità di facilitazione più adeguate devono essere scelte a seconda dei bisogni specifici di ogni studente con BES.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è che spesso è presente una difficoltà di organizzazione del testo scritto o delle informazioni presenti in un brano di comprensione. Per facilitare il compito possono essere utilizzati schemi che indichino allo studente come organizzare le informazioni in un testo scritto e come seguire una sequenza logica e temporale corretta. 

Nel caso della comprensione del testo si possono fornire schemi che facilitino il compito, per esempio individuare già i protagonisti e poi chiedere allo studente di descriverli, anche con il supporto di una tabella.

Quando si inseriscono esercizi di completamento è bene che sia presente l’elenco delle parole da inserire e, nel caso di testi lunghi, si può dividere il testo in due parti, ognuna con il proprio elenco di parole. In questo modo si alleggerisce il compito di decodifica del testo scritto che può essere molto faticoso per esempio per un alunno con dislessia. Nel caso in cui lo studente debba inserire parole o frasi bisogna sempre assicurarsi che lo spazio sia sufficiente in modo che non si aggiunga la difficoltà di far stare il testo in uno spazio tropo piccolo.

Se il PDP prevede che sia diminuita la quantità degli esercizi nelle verifiche è bene mantenere le stesse tipologie di esercizi, riducendone la lunghezza invece che diminuire il numero di esercizi proposti. In questo modo le richieste sono varie come nel compito degli altri studenti, ma la minore quantità consente un adattamento ai tempi dello studente con BES.

Quando si costruisce una verifica facilitata bisogna ricordare cosa si vuole valutare; l’obiettivo di apprendimento deve essere lo stesso, ma le modalità di richiesta cambiano per adattarsi ai bisogni dell’alunno.

È fondamentale ricordare che la facilitazione non costituisce un aiuto, ma una compensazione delle difficoltà dell’alunno quindi i criteri di valutazione devono essere uniformi a quelli della classe. Il tema della valutazione per li studenti BES è trattato in questo articolo: "Valutazione, come comportarsi con gli alunni BES".