Dire, fare, insegnare
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Dire, fare, insegnare

Così vicini, così lontani: conoscere e comprendere la cultura dei più giovani

Capirsi fra generazioni diverse non è mai facile, per questo è nata LFG - Lessons For Grownups, la rubrica video di Dire, fare, insegnare che parla agli "adulti" del mondo dei ragazzi.

Dire, fare, insegnare TV 
14 ottobre di: Redazione
copertina

Durante l’estate, sul canale YouTube  di Dire, fare, insegnare, è stato pubblicato un video dal titolo LFG - Meme, entità misteriosa. L’obiettivo di questo video – e degli altri due della serie – è quello di provare a presentare alcuni aspetti della cultura dei ragazzi più giovani tentando di renderla digeribile a chi non ne ha esperienza diretta.

Il filo rosso che collega questi tre video è una duplice consapevolezza: a generazioni diverse appartengono contesti culturali diversi e, tra questi contesti, è senza dubbio possibile una comprensione reciproca. Se però gli studenti sono continuamente immersi nella cultura scolastica e, per estensione, nella cultura propria della generazione dei loro insegnanti, è molto più raro che questi ultimi siano esposti direttamente agli usi, ai costumi e al lessico dei loro studenti.

A guidare la scelta dei temi trattati è stata proprio la speranza di provare a ridurre la distanza tra insegnanti e studenti: il primo video, non a caso, parla di meme. Questa forma di comunicazione, relativamente nuova, si è diffusa grazie a Internet ed è stata assimilata nel linguaggio di chi naviga online, diventando oggi onnipresente sui social. Nel video, dopo aver spiegato l’origine del termine, si parla dell’idea di meme come idea contagiosa: i meme, infatti, sono un nuovo mezzo per comunicare concetti e sensazioni in maniera sintetica ed efficiente ma, allo stesso tempo, si rivelano quasi inaccessibili per chi non possiede l’alfabeto necessario per decifrarli. L’invito è quello di cogliere ogni occasione possibile, in classe e no, per imparare questo nuovo alfabeto e non limitarsi a considerarlo un fenomeno passeggero.



Il secondo video affronta il tema delle loot boxes, un argomento complesso e controverso: le loot boxes sono considerate, senza mezzi termini, gioco d’azzardo. Disponibili all’interno dei videogiochi, queste “scatole” contengono oggetti utili per abbellire o potenziare il proprio personaggio e si possono acquistare solo utilizzando “soldi veri”.



Il terzo video ha un approccio più generale e si concentra sul tema dei “classici”. La discussione sempre attuale su cosa renda un certo film o canzone un must diventa un’opportunità per riflettere su come a generazioni diverse appartengano riferimenti culturali diversi. In questo caso l’invito è quello di non dare per scontato che gli studenti conoscano un determinato libro o riferimento culturale e, allo stesso tempo, accogliere con interesse le proposte degli studenti.



L’obiettivo di fondo di questi video, quindi, è di invitare a una riflessione sulla diversità – o, meglio, specificità - nell’ottica di un comune avvicinamento.