Dire, fare, insegnare
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Il progetto Inventio porta la filosofia negli istituti tecnici e professionali

L’associazione Filò - Il filo del pensiero, in collaborazione con il Gruppo di Ricerca AIÓN - Filosofia e Didattica dell’Università di Bologna, propone un percorso di pratiche filosofiche per gli istituti tecnici e professionali, per lo sviluppo di competenze filosofiche, dialogiche e di pensiero critico.

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30 giugno di: Redazione

Lo scopo del progetto Inventio. La Filosofia nell’istruzione tecnica e professionale, è quello di promuovere l’innovazione didattica costruendo una rete nazionale di scuole tecniche e professionali che vogliono introdurre in via sperimentale un curricolo di filosofia, declinandone adeguatamente specifici contenuti, pratiche e metodologie all’interno della formazione tecnica e professionale.Il progetto è pensato e coordinato dall’Associazione Filò - Il filo del pensiero e dal Gruppo di Ricerca ΑΙΩΝ / AIÓN - Filosofia e Didattica del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna. Il 15 luglio è il termine ultimo per le scuole per presentare una manifestazione di interesse per aderire alla rete per il prossimo anno scolastico 2022/2023.



Il Professore Enrico Liverani, Coordinatore dell’Associazione Filò e del progetto Inventio, ha raccontato a Dire, fare, insegnare in cosa consiste questo Curricolo di filosofia integrato al contesto della formazione tecnica e professionale.

  • Quali obiettivi persegue il progetto e che metodologie utilizza?

All’origine del progetto riflettemmo sui traguardi in uscita che avremmo voluto far raggiungere agli studenti per mezzo della pratica filosofica e individuammo 3 aree: competenze squisitamente filosofiche, come la conoscenza di un linguaggio di base e la capacità di condurre un’indagine filosofica, competenze critico-argomentative e competenze di tipo dialogico, intendendo il dialogo come il momento più significativo della relazione tra gli esseri umani. Questi sono gli obiettivi educativi del progetto, che in realtà vuole rispondere anche ad altri due problemi sistemici: la resistenza della scuola italiana a superare il paradigma pedagogico trasmissivo, ancora molto diffuso, e la questione dell’orientamento in terza media, quando, cioè, gli studenti si trovano a dover gestire una scelta decisiva senza strumenti di riflessione adeguati.

Così, abbiamo pensato che solo un intero percorso fondato sulla pratica filosofica da introdurre in orario curricolare dalla 1^ alla 5^ a cui si aggiungerà l’ultimo anno del 1° ciclo potesse rispondere a questi obiettivi e avere un impatto profondo sugli studenti e sul sistema scuola. La metodologia principale che utilizziamo è il dialogo filosofico, attraverso cui i partecipanti, di solito a partire da uno stimolo, cercano di formulare risposte a domande di natura esistenziale, morale, metafisica, ecc., di giustificarle razionalmente e di provare, in modo cooperativo, a trovare delle soluzioni. Il processo è guidato da una figura esperta, esterna alla scuola, che progetta i laboratori in collaborazione con l’insegnante. Ad integrazione del dialogo, vengono proposte attività di tipo induttivo (dalla pratica alla regola) per introdurre ai contenuti, spesso molto complessi, di pensiero critico: individuazione delle premesse e della conclusione di un argomento, concettualizzazione...

  • Come si declina il curricolo per gli specifici indirizzi?

Il Curricolo, che prevede 24 ore all’anno e che comincerà nelle classi prime, è strutturato in 3 assi: alcuni grandi temi della tradizione filosofica, la cui trattazione e discussione vuole rispondere soprattutto al bisogno dei ragazzi di riflettere sulle domande esistenziali; alcuni temi più legati all’indirizzo scolastico (ad esempio la questione dell’ibridazione tra essere umano e macchina in un indirizzo biomedico); infine, un asse focalizzato sul pensiero critico.

Nonostante questa struttura generale, tuttavia, non c’è un Curricolo già scritto per ogni indirizzo. Si tratta piuttosto di un complesso di indicazioni e suggerimenti a cui docenti ed esperti possono ispirarsi per formulare delle proposte che, dal punto di vista dei contenuti, vanno costruite passo a passo, a seconda dei loro interessi, di quelli della classe e del contesto in cui si interverrà. Se i temi dei dialoghi filosofici, dunque, sono scelti in modo autonomo e flessibile per tutti e cinque gli anni, un po’ più vincolanti sono invece i contenuti di pensiero critico, che seguono un percorso di difficoltà graduale.

  • Come è nato il progetto e quali sono le possibilità di sviluppo future?

La prima matrice è l’esperienza sul campo dell'Associazione Filò che, avendo lavorato negli ultimi anni in più di cinquanta scuole di ogni ordine e grado, tra cui istituti tecnici e professionali, ha raccolto un bisogno profondo di rinnovamento metodologico e soprattutto di spazi di discussione libera, aperta, profonda in cui gli studenti potessero esprimere se stessi. La seconda è il lavoro di ricerca che Aión ha portato avanti sui temi delle pratiche filosofiche

A queste va aggiunto il ruolo che ha giocato il modello del Curricolo della Philosophy for Children, il primo grande tentativo di introdurre la pratica del dialogo filosofico in un sistema scolastico. Infine, devo aggiungere la mia personale esperienza di insegnante in un istituto professionale, che mi ha suggerito con una certa chiarezza cosa servisse per intervenire sull’offerta formativa dell’istruzione tecnica e professionale.

Per manifestare l’interesse a entrare nella rete nazionale Inventio le scuole hanno tempo fino al 15 luglio, dopodiché la decisione se aderire formalmente dovrà essere presa dagli organi scolastici entro la fine di settembre. Le scuole contribuiranno con una quota annuale che coprirà un quinto dell’intero costo; il resto sarà coperto da risorse che stiamo reperendo presso enti esterni che credono nella validità e originalità del progetto.