Dire, fare, insegnare
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Insegnare alla primaria con lo storytelling

Elena Dipierro, docente di scuola primaria, ci propone una metodologia didattica che integra all’insegnamento delle materie scientifiche lo storytelling, in modo da aiutare gli alunni nella comprensione e nella memorizzazione di concetti complessi.

Metodologie 
26 ottobre di: Redazione
copertina



L’insegnamento delle materie scientifiche alla scuola primaria è particolarmente complesso: spesso queste materie, infatti, vengono percepite dagli alunni come ostili, come una serie di formule e regole da memorizzare. A questo si aggiunge una certa paura dell’errore, generata dall’intrinseca “serietà” di questi argomenti.

Per uscire da questa visione Elena Dipierro, docente della primaria, ha sviluppato una nuova metodologia didattica per aiutare i suoi studenti (nello specifico gli studenti di una classe terza primaria) nell’apprendimento delle misure di peso. Il metodo in questione è quello dello storytelling, e prevede l’utilizzo di storie di impianto fiabesco – nella struttura proposta da Vladimir Propp – per facilitare l’assimilazione di informazioni e concetti.

La scelta della fiaba che, come vedremo in seguito, viene raccontata attraverso un teatrino kamishibai, è dettata da tre motivazioni. Prima di tutto aiuta a eliminare quella percepita “serietà” delle materie scientifiche e permette agli alunni di sviluppare un atteggiamento positivo nei confronti di queste materie. Il medium della storia narrata contribuisce inoltre a sviluppare le capacità di ascolto e concentrazione degli studenti e, cosa da non sottovalutare, risulta più piacevole della tradizionale lezione frontale.

L’attenzione degli studenti viene ottenuta grazie all’utilizzo di un linguaggio semplice, ma sono in particolare i personaggi che popolano queste storie a renderle così efficaci. I personaggi, infatti, sono ideati in modo da essere memorabili per le loro caratteristiche fisiche e per il loro carattere, in modo da essere identificati velocemente dagli studenti. Inserire in queste storie concetti e informazioni calati direttamente nella trama della narrazione permette agli studenti di assorbire conoscenze in maniera organica. Grazie all’utilizzo di personaggi disegnati, gli alunni possono associare una particolare informazione a un contesto visivo, che permette un accesso più semplice a concetti complessi e ne facilita la memorizzazione.

Nel caso della storia che vi presentiamo in questo articolo, i concetti che si vogliono veicolare agli studenti sono quelli delle unità di misura di peso e quello di moltiplicazione, che vengono calati quindi nella struttura proppiana della fiaba:

- EQUILIBRIO INIZIALE: Re Chilogrammo e i suoi sudditi felici nel castello (hg, dag, g). ​

- ROTTURA DELL’EQULIBRIO INIZIALE: arrivo della banda “Chi è più kg di noi” (Mg, h di kg, da di kg).

- PERIPEZIE DELL’EROE: Re Chilogrammo sfida a “Zampa di ferro” il suo temibile avversario Ippo Megagrammo.

- RISTABILIMENTO DELL’EQUILIBRIO (CONCLUSIONE): Re Chilogrammo, grazie alla pozione “Moltiplicando”, è alla pari del suo avversario che fugge con la coda tra le gambe.

Questi eventi vengono raccontati attraverso il medium del teatrino kamishibai, una tecnica di narrazione giapponese, considerata un’antenata del fumetto, che consiste nel racconto orale di una storia dove le varie scene sono accompagnate da un pannello disegnato che le raffigura. Nel caso dell’esempio che vi proponiamo ogni scena è definita dalla presenza o assenza di certi personaggi.