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Ragazze per l'ambiente. Intervista con Vichi De Marchi e Roberta Fulci

Vichi De Marchi e Roberta Fulci, autrici di "Ragazze per l’ambiente. Storie di scienziate e di ecologia" (Editoriale Scienza), ci hanno raccontato come è nato il loro libro e perché è importante riscoprire il contributo delle donne alla ricerca scientifica e i loro studi sull’ambiente e l’ecologia.

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25 novembre di: Vichi De Marchi, Roberta Fulci

Un libro scritto a quattro mani per raccontare il ruolo, spesso sconosciuto o sottostimato, che hanno avuto le donne nel campo della ricerca scientifica sui temi ambientali: in Ragazze per l’ambiente. Storie di scienziate e di ecologia Vichi De Marchi, scrittrice e giornalista, e Roberta Fulci, scrittrice e redattrice con un master in Comunicazione della scienza, presentano dieci biografie di scienziate, accompagnate dalle illustrazioni di Giulia Sagramola.

Il libro, che prosegue dopo Ragazze per i numeri la collana di Editoriale Scienza dedicata al contributo delle donne alla scienza, parla di clima ma anche di geologia, fisica e chimica, con uno sguardo ampio sulle discipline e sui profili delle scienziate scelte: come Susan Solomon, che negli anni Ottanta fu la prima ad andare in Antartide per studiare da vicino le cause del buco dell’ozono e che continua oggi a occuparsi di crisi climatica e ambiente; o Eva Crane, la fisica inglese che durante la Seconda guerra mondiale si appassionò agli studi sulle api e divenne un’esperta di questi animali, fondamentali per il nostro ecosistema.

Alla fine di ogni storia si può passare a quella successiva, oppure seguire strade alternative e collegarsi, attraverso i consigli e i richiami indicati, alle altre biografie, scoprendo così la connessione profonda tra tutti gli aspetti che compongono lo studio dell’ambiente. Roberta Fulci sottolinea anche l’importanza di migliorare la didattica delle STEM creando percorsi multidisciplinari e ponti con le materie umanistiche.

Infine Vichi De Marchi, che cura l’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, ricorda come per le bambine la possibilità di studiare e proseguire i loro percorsi formativi, soprattutto in zone del mondo colpite da povertà e conflitti, sono molto inferiori in confronto a quelle dei maschi, e che questa discriminazione va ad aggiungersi ad altre forme di deprivazione che bisogna conoscere e combattere insieme.