Dire, fare, insegnare
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Fare giornalismo con gli studenti: l'iniziativa Giovani Reporter

Matilde Dell'Orto insegna lettere nella scuola secondaria di primo grado ma, per i suoi alunni, è la profyoutuber. In questa intervista ci racconta i tanti suoi progetti e in particolare l'iniziativa Teendigital JFK News - Il quaran-team di Giovani Reporter.

Grandi insegnanti 
15 giugno di: Matilde Dell'Orto
copertina

Che cos’è il progetto Giovani Reporter? 

Il progetto Teendigital JFK News - Il quaran-team di Giovani Reporter è un telegiornale online in cui i ragazzi, con  differenti strumenti, creano le puntate di un telegiornale rivolto a ragazzi della loro età. Gli argomenti sono vari, possono partire dai loro interessi, da stimoli ricevuti durante l’attività didattica, dalla loro vita. 

Perché ha deciso di metterlo in piedi?

L’idea è nata appena è stata chiusa la scuola per l’emergenza legata al Coronavirus. Mi sono chiesta come poter spiegare ai miei alunni il senso di quello che stava accadendo, come potevano sentirsi loro, in un momento così difficile, che impatto potesse avere sulla loro vita. Durante una lezione online, in cui abbiamo chiacchierato di ciò stava accadendo, abbiamo cercato di capire che senso avesse la “scuola”, come potesse essere ancorata alla vita, a ciò che stava succedendo. Così, nel rispondere a queste domande, abbiamo scoperto insieme che tutto quanto studiato era profondamente legato alla realtà, che la scuola non è un altro mondo nel mondo, ma è una parte del mondo

Abbiamo anche scoperto che loro stavano vivendo un momento della Storia, con la S maiuscola, che le generazioni future avrebbero studiato, così come loro oggi studiano quello che è accaduto alle generazioni passate. I loro sono sguardi si sono illuminati: come se si fosse svelato un grande segreto, si sono sentiti importanti, protagonisti. Questa “scoperta" ci ha spinti a voler condividere con altri ciò che avevamo capito, perché anche questo è un punto forte del lavoro con loro: la piena consapevolezza che la condivisione è ricchezza, non privazione.

Ma come condividere? Da anni utilizzo le nuove - nuove per modo di dire - tecnologie nella didattica, ho un canale YouTube didattico, e così abbiamo pensato: quale strumento migliore per raggiungere facilmente più persone se non un video? E così è nato il nostro telegiornale! Con tanto di comitato di redazione ed esperti dei diversi settori.

Perché pensa che sia importante per i ragazzi approcciarsi al mestiere del giornalista? 

Mai come oggi, che siamo sommersi e immersi nelle notizie, vere, false, più o meno tendenziose e di parte, saper trovare informazioni, saperle analizzare, verificare e comunicare è una competenza fondamentale per orientarsi nella vita e fare scelte consapevoli. Sapere come lavora un giornalista e poi provare a mettersi nei suoi panni è il modo più vero e utile per sviluppare competenze di questo tipo.

Quali sono le tre cose che ha imparato portando avanti questo progetto? 

Ho imparato anch’io meglio cosa vuol dire fare giornalismo, anche se non professionale. Ho imparato ancora di più a dialogare e collaborare con i miei ragazzi, e a farlo con modalità differenti. Ho infine avuto l’ennesima conferma: questo lavoro mi piace, molto! E mi piace farlo così: per loro e con loro.

Che cosa ha imparato dai suoi studenti o sui suoi studenti grazie a questo progetto?

Domanda complessa: imparo sempre dai miei alunni e ogni attività che facciamo fa crescere loro quanto me. L’ascolto reciproco - la relazione - sono fondamentali, così come il rispetto. L’entusiasmo che hanno mostrato nel fare questa attività è stato enorme, ma, in generale, mi hanno stupito per la modalità con cui hanno affrontato tutto questo periodo.  Noi adulti possiamo solo immaginare quanto sia difficile rispettare le regole, e così severe e limitanti, per dei ragazzi che sono nella fase della vita in cui la costruzione della loro personalità passa anche attraverso la ribellione. Non solo, il loro mondo dovrebbe essere fuori, con gli amici, non in casa. E loro, invece, hanno rispettato tutte le regole imposte, anche quelle che non capivano, perché hanno compreso a fondo che era la cosa giusta da fare per la loro sicurezza e per quella degli altri, e perché essere cittadini consapevoli voleva dire comportarsi così. Non solo, sono stati sempre presenti a lezione e attivi, anzi alcuni hanno trovato un modo di esprimersi personale. Non sto inneggiando a questa modalità di fare scuola, ma posso dire che i miei alunni, in questa circostanza, sono stati un modello esemplare, anche per il mondo adulto, hanno saputo trovare nella difficoltà, una grande opportunità per crescere.Si parla tanto di compiti di realtà: ma la loro vita in questo periodo, la capacità di affrontare quanto è accaduto e tuttora sta accadendo, non è un vero e proprio compito di realtà?  Per i miei alunni di terza, questi mesi sono stati il loro vero esame.

Oltre a questo progetto ne segue moltissimi altri, vuole raccontarceli in breve? 

La mia didattica è cambiata tanti anni fa, quando ho fatto un master al Politecnico di Milano sull’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito didattico. Ho cominciato ad usare diversi strumenti, poi l’aggiornamento continuo mi ha spinto a rinnovarmi sempre.Il mio canale YouTube è didattico, creo e pubblico videolezioni per gli alunni, ma anche videtutorial per colleghi, faccio formazione a docenti e collaboro con una casa editrice.Utilizzo la didattica capovolta, attività cooperative con strumenti informatici, ma - quando la scuola era aperta - in modalità cooperativa e collaborativa in classe anche con mezzi più tradizionali, per esempio abbiamo creato dei lapbook per fare la recensione di libri o per illustrare Stati dell’Europa.

Nelle mie classi ho attivato laboratori di lettura e scrittura, con alcune colleghe abbiamo rinnovato e arricchito la biblioteca della scuola, con un catalogo online e la piattaforma gratuita Qloud; abbiamo partecipato ad eventi come #ioleggoperchè e la giornata della lettura, abbiamo creato con gli alunni un blog dei ragazzi della scuola, con una delle mie classi abbiamo partecipato e vinto il concorso per la creazione del logo delle farmacie comunali della nostra città…insomma tanti sono i progetti, e tanti sono in costruzione. Come dicono i miei alunni: la profyoutuber non si ferma mai… le pensa di notte e le condivide di giorno!