Dire, fare, insegnare
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Insegnare lingue alla scuola primaria

Nadia Zanarini insegna alla scuola primaria. L'abbiamo intervistata, chiedendole come si è trovata con la didattica a distanza lei che, per sua ammissione, non è nativa digitale.

Esperienze di insegnamento 
09 luglio di: Nadia Zanarini
copertina

Nadia Zanarini insegna lingue straniere a Bologna nella scuola primaria. In questa intervista ci racconta quale è stato il suo approccio da non nativa digitale alla Didattica a Distanza e ci presenta alcune delle esperienze di insegnamento più significative che ha messo in atto durante la sua carriera. 

Che cosa insegna e in quale istituto?

Sono docente di scuola primaria presso l’IC17 di Bologna. Insegno lingua straniera e sono referente dei progetti facenti capo all’argomento: oltre all’insegnamento curricolare della lingua inglese, mi occupo di CLIL, di certificazioni linguistiche e di progetti di seconda lingua straniera. Sono stata una delle prime specialiste di lingua inglese quando, nel 1992, questa figura professionale è stata introdotta ufficialmente.

Com'è cambiato il suo modo di insegnare con la DaD?

Premetto che non sono nativa digitale e che le mie conoscenze di informatica sono molto elementari, ma mi ritengo una persona molto interessata a scoprire nuovi modi di insegnare. Quando si è prospettato di continuare l’anno scolastico con la DaD, da una parte temevo di non essere in grado di dare il mio contributo, ma dall’altro ero molto motivata a provare. Ho seguito tanti corsi di formazione in passato, ma ritengo che la pratica in questo campo sia la cosa più importante. Quindi ho cercato informazioni sulle piattaforme usate dalla scuola tramite i corsi proposti dall’istituto con formatori sia interni che esterni e tramite la partecipazione come uditrice ad alcune videolezioni dei colleghi. Mi sono così resa conto di come avrei potuto adattare il mio modo di insegnare a queste tecnologie e che cosa queste tecnologie avrebbero potuto aggiungere al mio modo di insegnare. 

La prima cosa che è cambiata è che - dopo tanti anni di servizio - ho avuto, di fatto, bisogno di tutor: quando sono partita sapevo a malapena entrare nella videolezione e per un paio di settimane sono stata in compresenza con una collega più esperta, che interveniva tutte le volte che sorgeva un problema dato dalla mia inesperienza. Poi, man mano sono diventata più padrona dello strumento, ho cominciato a scoprire le sue potenzialità e ho trovato il modo di riproporre quasi tutte le attività che proponevo in presenza, anche quelle che mi parevano più difficoltose.L’ho fatto usando risorse onlinePowerPoint, documenti Word e i moduli Google per alcune esercitazioni, che in presenza usavo meno, ma che sono gli strumenti informatici che conosco meglio, anche se sempre a livello molto elementare. Ho dovuto usare meno la lavagna, che invece in presenza usavo moltissimo – anche se talvolta ho utilizzato il PowerPoint come lavagna - e ho dovuto usare in modo diverso il libro di testo.Ho utilizzato in particolare le funzioni di GSuite e, al termine dell’anno scolastico, mi sono resa conto di aver costruito lezioni ed esercizi che con gesso e lavagna non avrei potuto proporre in modo altrettanto efficace. Insomma, ho imparato molto più in questa emergenza che in tutte le formazioni svolte in precedenza messe insieme.

La DaD comporta anche un modo di rapportarsi alla classe completamente diverso e allo stesso tempo una maggiore responsabilizzazione da parte degli alunni e delle famiglie, a cui in quel momento spetta la vigilanza del bambino. Non si ha in toto il controllo della classe come in presenza: possono esserci problemi di connessione oppure di microfono, per cui qualcuno non riesce a sentire oppure a parlare o entrambe le cose; inoltre non c’è il controllo dell’attenzione di tutti, perchè non si riesce a vedere tutta la classe, soprattutto se contemporaneamente si deve condividere lo schermo per mostrare un documento. 

Che cosa si auspica per il futuro?

Abbiamo attuato la DaD per non lasciare gli alunni senza scuola per un quadrimestre a causa di un’emergenza ed è stata fondamentale in questo contesto, ma per il futuro auspico che si ritorni - appena possibile - in presenza, perché a mio parere quest’ultima resta la modalità più adeguata per gli alunni di scuola primaria. 

Sono riuscita, per esempio, a proporre agli alunni di quinta la visita guidata al museo in inglese, che per il progetto CLIL che seguo è ormai diventata una tradizione della nostra scuola. Tuttavia mi sono resa conto che questo percorso, ideato per essere svolto in giro per la città, non è stato altrettanto efficace in modalità virtuale. Vorrei, però, continuare ad usare le risorse della DaD in affiancamento agli strumenti tradizionali della didattica in presenza, per integrare le potenzialità di entrambe. 

Ha una esperienza didattica specifica che vuole condividere con noi?

In presenza sono abituata a far svolgere dei lavori di gruppo da unire in modo da ottenere un prodotto della classe (libro, documento digitale, ecc). Mi sono chiesta come avrei potuto fare qualcosa di simile con la DaD, poi una mia alunna di quarta mi ha mandato un PowerPoint dove aveva messo insieme alcune descrizioni di sport – che erano l’argomento delle lezioni in quel momento – con le relative immagini. Questo mi ha dato lo spunto che cercavo: al termine del percorso CLIL, iniziato con la visita virtuale al museo, ho proposto agli alunni di quinta di fare una slide oppure una serie di slide su uno degli argomenti trattati, prendendo spunto dalle mie slide e dalle frasi da loro proposte durante le lezioni. L’attività poteva essere svolta da soli oppure a coppie/gruppi. 

La proposta ha suscitato da subito un grande entusiasmo. Rispetto all’analoga attività svolta in presenza il loro contributo dal punto di vista linguistico è stato soprattutto di rielaborazione piuttosto che di proposizione, mentre il contributo dal punto di vista grafico è stato molto più creativo. Comunque quasi tutti gli alunni che hanno svolto l’attività hanno poi saputo raccontare il loro lavoro ai compagni.Dato il successo, ho proposto un’attività analoga alle quarte - descrizione di un dio egizio - e il risultato è stato simile. È stato un bellissimo modo di finire un anno scolastico così complicato.