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La resilienza durante la didattica a distanza

Maria Rosaria Maresca, docente di Italiano e Storia nella scuola secondaria, ha condiviso con noi le sue riflessioni sul tema della resilienza nella didattica a distanza.

Esperienze di insegnamento  Grandi insegnanti 
22 aprile di: Maria Rosaria Maresca
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La pandemia da Coronavirus e il conseguente lockdown mondiale hanno reinventato il mondo. Volendo essere positiva, non mi piace sostenere – come in molti fanno – che il mondo si è fermato; voglio piuttosto guardare avanti e sostenere con fermezza che il mondo si sia reinventato: basti pensare alle innumerevoli categorie di lavoratori che hanno ridefinito il loro lavoro riadattandolo con lo smartworking. In modalità smart è stata messa anche la scuola.

Era il marzo 2020 quando la scuola dalle innumerevoli risorse, la scuola delle didattiche innovative e inclusive, è stata portata nelle case, con la creazione di una sigla praticamente inedita: didattica a distanza. E così, da quel momento, migliaia di docenti – dai più ai meno giovani, dai più avvezzi alle nuove tecnologie a quelli meno esperti – si sono trovati a fare lezione su piattaforme nuove, lontane dalla didattica usuale, come Teams o Meet, con Classroom – una classe virtuale fatta di sorrisi reali – o G-suite for education, contribuendo in modo significativo alla quarta rivoluzione industriale. Noi docenti, infatti, stiamo contribuendo in modo significativo ad alimentare le competenze digitali richieste ai nostri studenti, sia attraverso le lezioni in sincrono sia, probabilmente in modo più significativo, con le lezioni in asincrono e da remoto.

Il passaggio obbligato alla didattica a distanza non è stato certamente facile, né per gli studenti né per i docenti, soprattutto durante le prime settimane, quando metà classe docente italiana era, tra lezioni in sincrono e correzioni in asincrono, tutto il giorno connessa e pronta a rispondere rapidamente ai dubbi degli studenti. Tra le notizie poco confortanti sulla la pandemia e la situazione di iper-connettività e di lontananza fisica dagli studenti – seppur entrando nelle loro case attraverso le video-lezioni – si sono verificati sempre più fenomeni di burnout. Il burnout è una risposta di forte stress psico-fisico percepito da corpo e mente a fronte di una situazione lavorativa logorante. Lavorare da casa, essere costantemente connessi, doversi confrontarsi con le difficoltà degli studenti – dai più banali problemi di connessione a difficoltà strutturali, in particolare per le fasce più fragili – ha impattato enormemente sullo stato psico-fisico e morale sia dei docenti che dei discenti.

Dunque, a distanza di circa un anno dall'inizio della pandemia, si fa sempre più viva una parola – citata spesso anche del BettFest2021– la resilienza. Che cos'è la resilienza? In psicologia rappresenta la capacità da parte di un individuo di affrontare un trauma o un periodo difficile e di superarlo. Più in generale la resilienza rappresenta la capacità di piegarsi senza spezzarsi, ciò che ha fatto la nostra scuola.

Il docente resiliente è quel docente che ha affrontato questo enorme cambiamento con positività e autostima, sempre pronto a rispondere ai bisogni educativi e formativi dei propri discenti, modificando la propria didattica con l’ausilio delle nuove tecnologie. Il docente resiliente è la guida emotiva ed educativa per migliaia di studenti che si sono visti allontanare dalle aule fisiche e catapultati in aule virtuali, è quel docente sempre disponibile nel rispondere alle mille difficoltà degli studenti, che hanno poca dimestichezza e scarse capacità digitali. Il docente resiliente è il docente di sostegno che, ancora una volta, ha abbattuto le barriere e ha ricreato una rete di inclusione per gli studenti in difficoltà. Il docente resiliente ha fatto tutto questo: ha spostato libri e quaderni su un supporto digitale ed è passato dalla classe alla Classroom.

Ma come vivere concretamente la resilienza durante la Dad? È possibile utilizzare tantissimi applicativi e siti utili per le nostre lezioni, sfruttando a 360 gradi il web e G-suite. Vediamo, nello specifico, alcuni spunti per le discipline umanistiche.

Durante la video-lezione è secondo me importante salutare sempre con gioia e affetto gli studenti, in modo da ripristinare quel contatto umano che, per forza di cose, la didattica a distanza ha interrotto. Subito dopo trovo utile condurre un veloce brainstorming, in modo da avere un feedback sull'andamento didattico e per appurare che non vi siano difficoltà sulla lezione del giorno.

La video-lezione in sincrono dovrebbe ricalcare la lezione in presenza, con il controllo degli esercizi da svolgere a casa, le letture con la comprensione del testo, la spiegazione dei nuovi argomenti e il ripasso degli stessi da parte degli studenti, per sincerarsi che abbiano compreso e per farli esercitare con l'esposizione orale. Durante la lezione è utile svolgere esercizi di grammatica, utilizzando applicativi come la lavagna multimediale o semplicemente condividendo lo schermo.

A mio avviso, inoltre, le potenzialità del web per la Dad emergono soprattutto durante tutto il lavoro che svolgiamo noi docenti offline, in asincrono. Ogni spiegazione in video-lezione dovrebbe infatti essere supportata da un vastissimo ventaglio di materiale aggiuntivo e di approfondimento, per stimolare la curiositas dei nostri discenti. Questo aspetto non è da trascurare in quanto lo studio individuale mediato dalla tecnologia – indubbiamente molto vicino agli studenti, nativi digitali – li induce a leggere di più e a visualizzare molti siti diversi.

Sul sito della casa editrice Zanichelli è possibile trovare tantissimo materiale di approfondimento, corredato da riferimenti bibliografici, immagini e collegamenti interdisciplinari. Hubscuola, di Mondadori Education e Rizzoli Education è un portale con una sezione dedicata ai docenti e una agli studenti, collegato al relativo canale YouTube che offre video molto interessanti – in particolare di storia e di grammatica – schedari, esercizi e prove Invalsi. Sul sito della casa editrice Il Capitello, inoltre, è possibile trovare molto materiale pensato per una didattica inclusiva. Sul sito è possibile reperire esercizi e prove di verifica, ma anche schede riassuntive sui diversi argomenti e mappe concettuali, che possono essere importate sulle proprie Classroom ed essere utilizzate come supporto allo studio degli studenti, in particolare quelli con BES.

A proposito di questo: non bisognerebbe mai trascurare l'importanza della produzione di mappe concettuali per cloud di parole, utili per gli studenti sia in fase di studio che di ripasso. E per non rischiare che con la Dad i nostri studenti ne dimentichino l'utilità, sarebbe opportuno ricordarglielo spesso, condividendo questi schemi e invogliandoli a produrne di personali, utilizzando un color-code e scegliendo il loro “stile”.

Internet apre quindi agli insegnanti un mondo nuovo, con centinaia di siti e risorse utili sia ai docenti che agli studenti. E quindi, tirando le fila, come vivere la resilienza in Dad? Credo che la scuola sia già una scuola resiliente, eppure questa nuova modalità didattica andrà riportata anche tra i banchi di scuola, quando si ritornerà in presenza, continuando a condividere con i nostri studenti link, siti web e approfondimenti che stimolino lo studio a tutti, alimentandone le competenze digitali.

Essere resilienti in Dad equivale a creare la scuola del domani.