Dire, fare, insegnare
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La seconda parte dell'intervista con Ranjitsinh Disale, vincitore del "Global Teacher Prize 2020"

È ora disponibile la seconda parte dell'intervista esclusiva con Ranjitsinh Disale, il miglior maestro del mondo nel 2020.

Esperienze di insegnamento  Grandi insegnanti 
04 febbraio di: Ranjitsinh Disale
copertina

Dopo averci raccontato dell'inizio del suo percorso come docente e del rapporto creato con le famiglie nella prima parte dell'intervista, Ranjitsinh Disale ci parla del suo lavoro di mediazione linguistica e delle innovazioni tecnologiche che lo hanno portato a vincere il "Global Teacher Prize" di quest'anno.

Nel suo lavoro, la mediazione linguistica con i suoi studenti si è rivelata di primaria importanza per comunicare con i ragazzi. Vuole condividere con noi alcune buone pratiche per superare i vincoli legati ai gap linguistici?

Certo, allora, io parlo Marathi e anche i libri di testo sono in Marathi. I miei studenti però parlano Kannada e questo causa delle difficoltà nell’insegnamento come può immaginare. Per questo ho deciso di tradurre in Kannada i libri di testo e affiancarli a dei video in cui leggo ad alta voce i contenuti. Questo è stato possibile anche grazie all’aiuto di alcuni miei colleghi, anche perché non sono fluente in Kannada.

Inoltre la scelta di tradurre i libri di testo nasce anche da una volontà di non imporre la mia lingua: se i miei studenti parlano Kannada, i loro genitori parlano Kannada e così via, penso che sarebbe ingiusto costringerli a imparare un’altra lingua per avere accesso all’istruzione. In classe parlo e scrivo in Marathi spesso ovviamente, ma sono convinto che per gli studenti, potersi interfacciare con l’apprendimento nella loro madrelingua sia più vantaggioso. Dal mio punto di vista l’istruzione dovrebbe andare incontro alle necessità delle comunità, e non pretendere che siano le comunità ad adattarsi a standard imposti dall’esterno. In questo caso la necessità degli studenti era quella di imparare nella loro madrelingua e credo che i risultati ottenuti siano una prova del fatto che questo approccio sia valido.

Lei ha usato i codici QR nei libri dei suoi alunni. In che modo questo metodo ha aiutato l’accesso alla didattica e all’apprendimento? In che modo le sue conoscenze scientifiche le hanno fornito strumenti per migliorare la didattica alla scuola primaria?

Aggiungere i codici QR per me significa puntare a personalizzare l’esperienza dell’apprendimento. Per intenderci, nella mia classe ci sono 27 studenti, e ognuno di loro ha uno stile di apprendimento diverso e anche dei tempi diversi nell’assorbire i concetti. L’aggiunta dei codici QR permette agli studenti di approcciarsi allo studio nel rispetto dei tempi e dei modi di ognuno. Per esempio, alcuni preferiscono studiare a casa piuttosto che a scuola.

Il contenuto dei codici QR è una collezione di materiali e attività che ho curato personalmente per andare incontro alle necessità dei singoli studenti.

Le risorse digitali sono uno strumento di apprendimento molto utile; ma i vantaggi sono limitati se proponiamo a tutti gli studenti gli stessi contenuti: per un bambino può risultare utile un video o un audio; per un altro risulta più efficace una presentazione PowerPoint o un PDF. Ovviamente anche con materiali diversi gli studenti affronteranno quasi sempre le stesse verifiche, ma dai risultati di queste verifiche si possono raccogliere dati sull’efficacia dei materiali che gli sono stati forniti e poi modificarli di conseguenza.

Qui entra in gioco anche la comodità dei codici QR che possono essere facilmente modificati: basta sostituire i contenuti collegati al codice; così, scansionando lo stesso codice, lo studente accede ai materiali modificati. Grazie ai codici QR il mio insegnamento è molto migliorato: adesso tutti gli studenti possono studiare in maniera produttiva perché i materiali che usano sono adatti al loro stile di apprendimento, pur avendo lo stesso libro di testo. Trovo che questo sia un modo efficace per incontrare sia le necessità individuali degli studenti (materiali di studio diversi attraverso i codici QR) sia le necessità dei docenti di fornire a tutti lo stesso libro di testo. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie all’aiuto che abbiamo ricevuto da organizzazioni benefiche, come per esempio il Rotary Club, che ci ha aiutato ad acquistare i device per gli studenti.