Dire, fare, insegnare
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Quando gli Alberi erano Azzurri. Intervista con Mussi Bollini

Mussi Bollini, vice direttrice Rai Ragazzi, ci racconta in questa intervista podcast i segreti di un programma per bambini di qualità come L’Albero Azzurro, la cui lunga storia sarà protagonista di un evento dedicato al Salone del Libro di Torino.

Infanzia 
14 ottobre di: Mussi Bollini
copertina

Lo scorso anno la storica trasmissione Rai “L’Albero Azzurro” ha compiuto 30 anni: in occasione del Salone del Libro di Torino, che parte oggi a capienza completa con l'edizione 2021, verrà festeggiato questo importante traguardo con un incontro moderato da Maria Mussi Bollini, vice direttrice di Rai Ragazzi, e con gli autori e i curatori del programma.

Mussi Bollini ha ripercorso per Dire, Fare, Insegnare il lungo percorso dell’Albero Azzurro, nato dalla volontà dei dirigenti Rai Franco Iseppi e Renzo Salvi di creare per la prima volta un programma che si rivolgesse specificamente ai più piccoli, e risultato dal lavoro di autori esperti nella comunicazione per i bambini come Bruno Tognolini, Roberto Piumini e Tinin Mantegazza. Nonostante i cambiamenti avvenuti negli anni, in particolare il restyling completo portato a termine nel 2011, il programma ha mantenuto costanti le caratteristiche pedagogiche che ne hanno fatto un prodotto longevo e di qualità.

Si tratta in primo luogo del sistema dei personaggi, semplice ma efficace. Il pupazzo Dodò e i due conduttori adulti, che il bambino può interpretare come genitori, insegnanti o altre figure di riferimento, hanno una relazione ludica, perché giocano insieme, cantano, vivono storie fantastiche; ma anche educativa, perché gli adulti accompagnano e aiutano Dodò a superare i suoi piccoli problemi. La seconda caratteristica fondamentale è una rappresentazione chiara e coinvolgente, sia a livello di scrittura delle storie sia per quanto riguarda gli elementi scenografici, per educare i bambini al bello attraverso le immagini e i colori.

Sono questi parametri di qualità che, anche se i tempi e i modi della fruizione dei programmi per bambini sono cambiati, rimangono indicazioni valide per chi si dedica alla creazione di prodotti video per i più piccoli. Mussi Bollini ci ha infine spiegato che bambini e ragazzi sono un target di riferimento che permette una grande creatività e sperimentazione di linguaggi e modalità di comunicazione: l’importante è avere un progetto chiaro e ben strutturato, con storie e caratteri ben riconoscibili, per una rappresentazione avvolgente e coinvolgente che faccia sentire ascoltato il giovane pubblico.

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