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Scuola, Università e Impresa: parte dal Sannio la vera innovazione

L’Istituto “Lucarelli” di Benevento e l’Università degli Studi del Sannio hanno collaborato per sviluppare tre progetti nati all’interno del programma “Impresa in Azione”, dedicato all’educazione economico-imprenditoriale.

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31 maggio di: Redazione
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Il percorso Scuola-Università-Impresa, che potrebbe sembrare naturale, spesso necessita di una spinta, di azioni in sinergia che creano i giusti presupposti per finalizzare un viaggio centrato sulla cultura di impresa. È con queste premesse che, per il secondo anno, l’ITI “Lucarelli” di Benevento e l’Università degli Studi del Sannio hanno reso accessibile il confronto e il dialogo tra diplomandi e laureandi, tra competenze e soft skill maturate all’interno della scuola e insegnamenti di alta formazione presenti nei corsi di laurea di Ateneo.

Il perno di tutto è stato il programma “Impresa in Azione” di Junior Achievement (JA), la più vasta organizzazione no profit al mondo dedicata all'educazione economico-imprenditoriale nella scuola, quest’anno candidata al Premio Nobel per la Pace per il suo impegno nel garantire l’emancipazione economica ai giovani su larga scala attraverso l’educazione all’imprenditorialità e per la sua capacità di trovare unità nella diversità.

L’Istituto “Lucarelli” di Benevento negli ultimi anni si è sempre distinto nelle competizioni di JA, raggiungendo risultati importantissimi, a testimonianza dell’impegno e della passione del prof. Carlo Mazzone, unico italiano nella top 10 dei migliori docenti al mondo secondo la Varkey Foundation, che ha saputo coinvolgere giovani imprenditori locali per affiancare le nascenti startup e dare subito maggiore concretezza realizzativa alle idee nate tra i banchi di scuola. È così che si sviluppa sempre più il “Vivariumware”, termine coniato da Mazzone, che racchiude il fine di queste iniziative: investire su giovani menti, letteralmente “materiale (ware) da vivaio (vivarium)". Quest’anno 3 classi con indirizzo informatico hanno lavorato i tre “Dream Coach” Mariano Carpentieri, Erminio Panella e Antonio Domenico Ialeggio per trasformare un problema in un’opportunità di business.



Completato il lavoro di analisi e progettazione dell’idea imprenditoriale, servono le risorse e competenze per poterlo realizzare. È così che si esce dall’aula del Lucarelli (ecco il concetto di “Scuola Fuori”, altro termine caro al Prof. Mazzone) e si entra nell’Unisannio, accolti dalla prof.ssa Annachiara Palmieri che, all’interno del suo corso “Gestione ed Innovazione dei Progetti”, insegna a comprendere le variabili che influenzano la gestione dei processi di innovazione tecnologica, con un focus sulle metodologie per affrontare le diverse fasi del processo di sviluppo di nuovi prodotti/servizi.

Sono quindi stati portati avanti tre progetti diversi, con in comune lo stadio di sviluppo e il settore digitale: idee nate da esigenze e problematiche vissute in prima persona dagli studenti dell’Istituto e che sono state approcciate in aula, dalla loro genesi, come vere e proprie startup, con le tre classi coinvolte invitate a presentare i loro progetti in aula all’Università. Alla presentazione è seguita la suddivisione dei laureandi che hanno partecipato all’iniziativa in 6 gruppi di lavoro, ognuno dei quali ha scelto su quale idea dare il proprio contributo durante il project work assegnato e seguito dalla prof.ssa Palmieri.

È sempre il confronto e la critica costruttiva che garantiscono il successo o meno di un’iniziativa: aver dato la possibilità a studenti diplomandi di raccontare il proprio progetto e ricevere una consulenza sul livello di innovazione e sulle scelte tecnologiche da utilizzare è stata un’esperienza altamente formativa, per tutti. Il 27 maggio è toccato agli studenti dell’Unisannio ripresentare le tre idee, analizzate partendo dall'analisi SWOT e dal Business Model e quindi profilando i Clienti, rappresentando l’esperienza dell’Utente e ipotizzando fonti di ricavi e costi, ma soprattutto apportando il loro contributo sotto l’aspetto tecnico-realizzativo del progetto per applicare concretamente le nozioni apprese e la loro formazione Universitaria.

Il risultato più grande è stata la dimostrazione che ci sono tutte le competenze e il supporto necessario per concretizzare l’idea seguita in sinergia da studenti universitari e dell’Istituto. Sono collaborazioni e opportunità come queste che devono allora essere replicate e implementate. Ci sono già tutti gli strumenti necessari: dai percorsi scolastici per l’acquisizione di competenze trasversali (PCTO) a quelli universitari di inserimento nel mondo del lavoro (project work, stage, tirocini, tesi); ci sono le competenze e le professionalità dei docenti, scolastici e universitari; c’è un territorio che inizia a dialogare, nell’interesse delle future generazioni (e non solo!).

Si pensa quindi già al prossimo passo: stimolare e validare idee a Scuola, svilupparle e progettarle all’Università, supportarle fino alla concreta realizzazione facendo leva sul tessuto imprenditoriale locale, che inizia a dare i primi segnali di interesse e partecipazione attiva, come testimoniano le prime startup nate tra i banchi di scuola.