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Martin Luther King vs FBI

Sam Pollard

Nel docu-film di Sam Pollard si ricostruisce il rapporto difficile tra Martin Luther King, impegnato nella lotta per i diritti civili dei neri, e il potere, rappresentato dall’FBI e dal suo direttore Hoover.

18 febbraio di: Elefteria Morosini
Recensione

Nel docu-film Martin Luther King vs FBI, premiato come Miglior Documentario d’Archivio al Critics’ Choice Documentary Awards 2020 e nominato nella short list degli Oscar 2021, il regista Sam Pollard esplora l’accanimento del governo statunitense contro Martin Luther King, il grande leader non violento afroamericano, per diffamarlo e ostacolare la sua battaglia per i diritti civili dei neri.

Pollard ricostruisce il tentativo dell’FBI di screditare King, condotto dal 1955 al 1968 (anno della sua uccisione) registrando i suoi tradimenti della moglie e le sue conversazioni con l’obiettivo di rovinarne la reputazione. Ma non è solo su questi documenti che è costruito il film, che si interroga piuttosto sul rapporto tra il famoso leader politico e spirituale, insignito anche del premio Nobel per la pace nel 1964, e il potere, che lo adulava e lo combatteva nello tempo stesso.

Nel film vediamo John Edgar Hoover, direttore dell’FBI, che fa disseminare di cimici le stanze d’albergo dove alloggia King, intercetta telefoni, usa investigatori privati, corrompe giornalisti… Per lui Martin Luther King è un’ossessione: è «il negro più pericoloso d’America», «il più grande bugiardo d’America» e una minaccia, soprattutto per via dei rapporti con Stanley Levison, avvocato ebreo bianco negli anni ’50 vicino agli ambienti comunisti. Siamo infatti nel periodo della Guerra fredda, e questo clima condiziona anche John e Robert Kennedy e Lyndon Johnson, inizialmente alleati di King.

Tutto ciò è emerso dalla desecretazione di documenti conservati negli Archivi Nazionali e resi accessibili grazie al Freedom of Information Act. Le informazioni su King e Hoover sono state raccolte da David J. Garrow nel libro The FBI and Martin Luther King Jr.: From ‘Solo’ to Memphis, che insieme a importanti testimonianze come quella dell’ex direttore dell’FBI James Comey sono alla base del docu-film di Pollard.

Materiali d’archivio, testimonianze d'epoca, fotografie, documenti, registrazioni e ricostruzioni raccontano la vicenda del pastore che con la non violenza è riuscito a mobiliare i neri d’America e a vincere una dopo l’altra le sue battaglie, dall’Alabama a Montgomery fino a Washington. Le immagini della marea dei manifestanti che ascoltano il suo discorso più famoso, I have a dream, sono emozionanti ancora oggi.

La visione del docu-film, consigliato per gli studenti della secondaria di II grado, permette di scoprire una figura cruciale della storia degli Stati Uniti attraverso una ricostruzione accurata che intreccia fatti storici e aspetti privati della vita di King. All’inizio del film alcuni storici si chiedono se parlare della vita intima del grande leader possa sminuire la sua figura pubblica o se le sue debolezze lo rendano più umano: tuttavia, come emerge dal lavoro di Pollard, non sono forse i documenti svelati a poter dare la risposta definitiva a questa domanda.

Autore: Sam Pollard

Voto:

4