Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare
Dire, fare, insegnare

Per questo mi chiamo Giovanni

Luigi Garlando

In occasione del XXX anniversario delle stragi di Via Capaci e Via d’Amelio, Dire Fare Insegnare propone uno spunto di lettura sul tema della mafia per la scuola primaria e secondaria di primo grado.

29 aprile di: Redazione
Recensione

Giovanni è un bambino di Palermo: per il suo decimo compleanno il papà gli regala una giornata padre-figlio a spasso tra le vie della città e decide di svelargli il segreto che sta dietro alla scelta del suo nome, “Giovanni”.

Giovanni apprende di chiamarsi così in onore di un Giovanni Falcone, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita a combattere la mafia «un mostro dalle mille facce che ha più tentacoli di un polipo». Nel corso della giornata scopre la sua vita e le sue battaglie, le vittorie e le sconfitte – portate avanti sempre nel nome della verità e per il bene della sua terra – ma soprattutto ne impara fino in fondo la lezione di coraggio e di giustizia.

Il papà insegna a Giovanni che il grande mostro invisibile della mafia si nutre di gesti piccoli e concreti – come le piccole prepotenze quotidiane che ogni giorno succedono a scuola – ed per questo motivo che è anche suo, come di tutti noi, il compito di far sentire la propria voce e denunciare alla «legge giusta» ogni sopraffazione.

Il libro di Luigi Garlando si rivolge ai bambini dagli otto anni in su, e parla loro con un linguaggio accessibile ma incisivo, in grado di coinvolgere far acquisire consapevolezza sui temi trattati. Se, come diceva il Giudice Falcone, “Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”, allora una lettura come questa è a tutti gli effetti uno strumento prezioso affinché le idee di verità e giustizia possano accompagnare anche più piccoli in ogni loro gesto quotidiano.

Autore: Luigi Garlando

Voto:

5