Dire, fare, insegnare
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L'asilo sul tetto: il Fuji Kindergarten di Tokyo

La forma dell'asilo costruito da Takaharu Tezuka è pensata per lasciare bambini e bambine liberi di esplorare, secondo un'idea educativa supportata dall'architettura.

Infanzia  Scuole nel mondo 
12 febbraio di: Redazione
copertina

Per imparare attraverso la libera scoperta di quello che ci circonda, l’architettura degli edifici scolastici è un fattore essenziale. Correre, giocare e fare attività all’aria aperta, arrampicarsi e anche farsi male: è l’idea alla base dei progetti dell’architetto giapponese Takaharu Tezuka, che nel 2007 a Tokyo ha costruito il Fuji Kindergarten proprio per far crescere bambini e bambine anche senza giocattoli e schermi, ma lasciandoli liberi di esplorare.

Un’idea riassunta nel concetto di “futuro nostalgico” e che Tezuka ha raccontato anche in un discorso tenuto nel 2014 a TEDxKyoto. La struttura del Fuji Kindergarten, un asilo che segue il Metodo Montessori e che ospita circa 600 allievi tra i 2 e i 6 anni, ha una forma peculiare: è un ovale che si alza dal suolo di circa 2 metri, formando un tetto che è anche una lunga corsia di legno dove correre in sicurezza, mentre la parte inferiore ospita spazi al coperto ma con grandi porte scorrevoli per restare a contatto con l’esterno durante le belle giornate.

Il tetto ovale è attraversato dai tronchi di alcuni alberi, che formano sia punti da cui entra la luce naturale negli spazi sottostanti, sia occasioni di divertimento per i bambini, che possono arrampicarsi sui rami e sulle reti di corda che li circondano. Perché i piccoli, ricorda Tezuka, hanno bisogno di muoversi, cadere e imparare ad aiutarsi per affrontare il mondo, non di essere controllati e protetti a ogni costo.

Ogni dettaglio dell’edificio è pensato in questa prospettiva: gli spazi comunicanti permettono di uscire dalle classi quando si vuole, le fontane con piccoli tubi flessibili servono per lavarsi, ma anche per bagnarsi e scherzare. Non ci sono confini nemmeno tra gli ambienti interni, non ci sono quindi nemmeno barriere acustiche. Il risultato è un continuo e allegro vociare di sottofondo, ma non è il silenzio quello che serve ai bambini per rilassarsi e imparare in un contesto che lo mette a loro agio.

Quello che cercano di fare Tezuka e il suo studio, più volte premiati per i loro progetti, è semplice e rivoluzionario al tempo stesso: credere che l’architettura abbia una potenzialità trasformativa enorme nei contesti sociali, che possa cambiare il modo in cui vivono grandi e piccoli e come percepiamo gli ambienti, le relazioni e il nostro futuro. Anche con un asilo che è un tetto su cui continuare a correre.



Photo: © Flickr