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Area Primaria

Non solo di carta. Si possono usare gli e-book per incentivare la lettura?

Lauretta Belardelli racconta la sua esperienza di uso degli e-book per incentivare la lettura nella Scuola Primaria.

Tempo di lettura: 4 minuti

Lauretta Belardelli
bambina con kindle

E-book per incentivare la lettura in classe

È un dato di fatto: per la maggior parte degli alunni e delle alunne della Scuola Primaria la lettura spontanea non sempre rientra nelle attività ricorrenti. Non basta sostenere che chi legge con costanza sia agevolato nella produzione scritta. Come insegna Gianni Rodari, obbligare alla lettura significa alimentare un crescente disinteresse. Mi sono quindi chiesta cosa fare per, invece, destare un’efficace curiosità?

L’uso del kindle per incentivare la lettura

Considerando la forte familiarità con i linguaggi digitali, ho scelto di canalizzare l’attrattiva tecnologica verso scopi prettamente educativi e letterari, introducendo lo strumento dell’e-reading come alternativa e integrazione al libro cartaceo. Quindi non una sostituzione ma un affiancamento. Gli obiettivi didattici e formativi volevano:

  • incentivare il piacere della lettura spontanea, libera e autonoma;
  • sperimentare modalità “altre” di fruizione del testo scritto;
  • sviluppare il senso di responsabilità e cura nei confronti di un bene non di proprietà;
  • favorire la collaborazione e la sinergia tra scuola e famiglia.
bambino con kindle
Immagine fornita dall’autrice

Il progetto in pratica

Il progetto si è svolto durante il primo quadrimestre (da ottobre a gennaio). Ho messo a disposizione della classe (20 bambini, di cui 13 femmine e 7 maschi) un dispositivo Kindle di mia proprietà, sul quale ho creato una biblioteca di circa cento racconti di vario genere (narrativo, descrittivo, storico, realistico, fantasy), al fine di intercettare i diversi gusti degli alunni. Il dispositivo è stato assegnato a rotazione a ciascun alunno con una cadenza sistematica di due giorni. Nella parte interna della cover ho incollato, dopo averle stampate e plastificate, le sue regole di utilizzo presentate alla classe il giorno della prima consegna. Nella fase iniziale del progetto, ho esplicitamente richiesto l’affiancamento dei genitori per monitorare l’uso corretto e supportare i bambini nell’approccio al device.

bambino con kindle
Immagine fornita dall’autrice

La lettura “libera”

Non ho richiesto report scritti, schede di lettura o riassunti: l’obiettivo era infatti trasmettere ai bambini la mia totale fiducia nei loro confronti, un aspetto che in seguito mi hanno confidato di aver molto apprezzato. Il mio monitoraggio è stato dunque silente, condotto tramite feedback verbali, periodici e informali, focalizzati su autonomia d’uso, gestione del dispositivo e condivisione spontanea dei titoli scelti eventualmente da consigliare ai compagni.

Tiriamo le somme

L’esperienza è stata valutata attraverso la somministrazione di due distinti questionari di gradimento (uno per gli alunni e uno per le famiglie), strutturati con dieci domande chiuse e un’unica domanda aperta finale volta a raccogliere proposte di miglioramento.

Per quanto riguarda gli alunni, l’indice di gradimento è stato straordinariamente alto, manifestando  entusiasmo e divertimento. Solo un bambino, pur riconoscendo la praticità del mezzo, ha espresso per il libro “di carta” la sua preferenza esclusiva.

Le famiglie hanno risposto positivamente, supportando attivamente e fin da subito l’iniziativa. Il progetto è stato definito “incentivante” e visto come un’importante occasione “di crescita” e responsabilizzazione per i propri figli. Tra le opzioni di miglioramento, sono stati indicati l’inserimento di titoli classici della letteratura per ragazzi e la possibilità di utilizzare un device a colori.

E poi?

La tecnologia, se inserita in un quadro di regole chiare e finalità precise, non distrae dalla lettura ma può diventarne una interessante incentivazione. Il device non deve essere inteso come un sostituto in assoluto del testo cartaceo, bensì come uno strumento complementare. L’obiettivo a lungo termine non è dunque l’evasione dal formato tradizionale, ma l’affiancamento di due modalità che, utilizzate in sinergia, amplificano l’esperienza di lettura. In più, l’assenza di consegne formali (schede di lettura, riassunti, ecc.) ha permesso a bambini e bambine di focalizzarsi sul puro piacere della fruizione delle storie per uno spontaneo apprendimento, comunque di qualità.

31 Agosto 2026

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