Nel mio intervento a Didacta parlerò di un tema che considero molto importante sia per gli insegnanti, sia per le famiglie e i bambini a cui viene diagnosticato un DSA. Nella mia esperienza quotidiana i risultati migliori a livello di apprendimento, motivazione e benessere a scuola si ottengono quando tutte le figure educative che si occupano a vario titolo del bambino si muovono in modo coerente e in accordo tra loro.
Nella maggior parte dei casi sono gli insegnanti a rilevare la presenza di difficoltà di apprendimento all’inizio del percorso scolastico. In molti casi, se la famiglia si rivolge a specialisti, si può avviare un percorso di riabilitazione e, se le difficoltà permangono, si arriva a una diagnosi.
Dopo la consegna della diagnosi alla scuola, un primo passo importante per gli insegnanti è mettersi in contatto con gli specialisti che hanno svolto i test e diagnosticato il problema, in modo da avere informazioni precise sulle caratteristiche del bambino e da sapere quali informazioni siano state date ai genitori e in quale modo abbiano eventualmente comunicato la diagnosi al bambino. Questi sono elementi fondamentali per capire come affrontare con il bambino la probabile introduzione di strumenti compensativi e come presentarlo alla classe.
I genitori non sempre sono informati in modo adeguato su cosa succederà e cosa cambierà a scuola. E’ importante accertarsi che il genitore abbia tutte le informazioninecessarie, in modo che non abbia aspettative errate e che si riescano a impostare in modo positivo fin dall’inizio la comunicazione e la condivisione degli obiettivi di apprendimento.
Gli insegnanti dovranno poi compilare un PDP, strumento operativo molto importante per la programmazione didattica, e si potranno basare sul confronto con gli specialisti e sulle informazioni contenute nella diagnosi. La diagnosi contiene elementi molto importanti per la formulazione degli obiettivi, la scelta di strategie di apprendimento e di strumenti adatti all’alunno. È importante che gli insegnanti siano a conoscenza di eventuali percorsi di riabilitazione svolti dal bambino oltre l’orario scolastico, anche per poter ridurre, quando necessario, il carico dei compiti a casa.
L’organizzazione di un lavoro in rete non è sempre facile perché alcune delle persone coinvolte possono essere poco collaborative,ma impostare la comunicazione in modo chiaro ed efficace, rendere partecipe la famiglia dell’organizzazione delle attività a scuola e tenere contatti regolari con i professionisti che si occupano del bambino sono buoni presupposti per la realizzazione di un percorso di apprendimento positivo ed efficace.
Giulia Guardavilla
Silvia Piscione
Nicole Marcellini
Redazione
Maria Julia Chan Chuc
Roberto Castaldo - DFI Books