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Didattica a moduli, ambiente domestico e risorse digitali. Spunti e consigli pratici di Letizia Mazzanti

È andato in onda ieri il nuovo appuntamento del ciclo di webinar del Gruppo Editoriale La Scuola SEI in collaborazione con Dire, fare insegnare.

Tempo di lettura: 9 minuti

letizia mazzantiLetizia Mazzanti
Letizia Mazzanti

È andato in onda ieri sul sito web di Gruppo Editoriale La Scuola SEI il nuovo appuntamento del ciclo di webinar in co-branding con Dire, fare, insegnare. La videolezione, tenuta dalla prof. Letizia Mazzanti, si è concentrata sul tema della didattica a moduli e dell’uso di strumenti digitali per il blended learning

La didattica a moduli

La didattica a moduli è un approccio didattico che consente di alternare diversi livelli di apprendimento, compatibile con il blended learning, un “apprendimento misto” che permette di apprendere anche da remoto, sfruttando piattaforme di e-learning. La tecnica del blended learning è usata spesso per insegnare agli adulti, tuttavia è applicabile anche alla scuola secondaria perché dà la possibilità di sfruttare pienamente le nuove tecnologie e di passare facilmente da un ambiente di apprendimento all’altro.

All’interno dell’approccio blended e della didattica a moduli, infatti, si possono proporre diversi ambienti di apprendimento, come le lezioni tradizionali in presenza e quelle a distanza; si può scegliere fra modalità di apprendimento sincrone o asincrone e sfruttare diversamente il lavoro domestico. L’ambiente digitale poi non rimane necessariamente legato alla dimensione asincrona e autonoma, ma anche a scuola ci sono ambienti digitali (laboratorio, sale computer, ecc.) che spesso non vengono sfruttati al massimo delle loro potenzialità e che potrebbero essere inseriti più facilmente nelle dinamiche della didattica mista. Infine un apprendimento blended consente di usare anche una metodologia BYOD (Bring Your Own Device), che prevede l’uso del dispositivo personale dei ragazzi; spesso questa modalità aiuta a semplificare l’approccio dei ragazzi con il digitale, poiché possono usare un dispositivo che conoscono già molto bene.

Apprendimento blended

Uno dei principali strumenti dell’apprendimento blended, oltre alle lezioni, in presenza e online, ai compiti, che possono essere tradizionali – ossia svolti a casa e su carta – ma anche interattivi, è il momento del feedback, che può consistere in un momento di dialogo diretto, di confronto tramite strumenti digitali, quali i moduli Google, o di verifica delle conoscenze. All’interno di questa metodologia sono fondamentali anche i compiti collaborativi, che sollecitano la dimensione sociale e solidale, che spesso viene a mancare a distanza. Un altro vantaggio del blended learning consiste nella possibilità di inserire all’interno dei contenuti digitali link, quindi immagini, testi, contenuti web e audio, per arricchire i materiali didattici. Infine uno strumento fondamentale è l’ascolto, che dà al docente l’immediata percezione della partecipazione e del livello di apprendimento della classe.

Blended Learning

Il maggior vantaggio della metodologia blended è la sua flessibilità e la conseguente possibilità di personalizzare l’apprendimento, adattarlo a diversi docenti e discipline e, ciò che è più importante, a diversi discenti. Si tratta infatti di un metodo trasversale calabile in ogni comunità di classe, che permette di alternare momenti online e offline e si adatta particolarmente bene alla situazione contemporanea. Questa tecnica inoltre è particolarmente proficua in ambienti e sedi di apprendimento particolari, come per esempio il carcere.

Per organizzare efficacemente il lavoro della didattica a distanza a moduli bisogna partire da alcune considerazioni preliminari: in primo luogo è opportuno considerare l’ordine di scuola a cui ci si rivolge; in seguito occorre considerare la disponibilità di strumenti, i device in uso a casa e a scuola e le piattaforme disponibili; infine è necessario considerare anche la flessibilità dello stesso docente. La capacità del docente di affrontare nuovi contesti e mettersi in gioco del resto è centrale per impostare e sfruttare pienamente i nuovi metodi, che richiedono di modificare le proprie abitudini.

La pianificazione del modulo didattico è fondamentale per la buona riuscita del metodo di apprendimento. Il primo punto da considerare è la creazione e la condivisione con gli studenti di un programma settimanale. Tale programma dovrebbe sintetizzare gli argomenti, gli “appuntamenti”, ossia i momenti di incontro, studio e attività autonomo previsti, e le consegne. Il programma di lavoro è essenziale sia per gli studenti sia per i docenti stessi. I momenti successivi della pianificazione, invece, riguardano le attività da svolgere durante le lezioni: dopo una prima fase di videolezione e i successivi compiti da svolgere a casa, si passa a un appuntamento interattivo su Meet o su altre piattaforme per aprire un dialogo sui contenuti appresi; all’interno di questa fase si verifica un primo confronto e la correzione dei compiti svolti. Il momento successivo può essere un momento di approfondimento su alcuni aspetti dei contenuti di apprendimento della settimana, ma anche di consolidamento con altri compiti da svolgere. Un ulteriore momento può essere costituito da una fase di approfondimento autonomo dei ragazzi divisi in gruppi. Infine nella pianificazione si deve includere il fondamentale momento di feedback, che può essere ancora una volta realizzato tramite compiti tradizionali, verifiche, un dialogo diretto, l’uso di moduli Google o l’assegnazione di compiti di realtà.

Per realizzare efficacemente una didattica blended in moduli possono venirci in aiuto i “Tips” di Cathlin Tucker, docente e formatrice, che da anni usa e diffonde questa metodologia. È fondamentale infatti adottare alcuni accorgimenti, quali pensare al gruppo classe come se ci si trovasse realmente in aula; inviare i materiali didattici necessari all’inizio di ogni settimana, così da favorire l’apprendimento asincrono e autonomo; dare assoluta priorità alla comunicazione e alla collaborazione con gli studenti; infine stabilire orari destinati al confronto e alle domande degli studenti, una sorta di sportello di ascolto per chiedere chiarimenti al docente.

Per sfruttare pienamente le modalità di apprendimento da remoto è molto importante considerare ulteriori aspetti quali la composizione della classe e i device di cui essa dispone, ma anche la condivisione di un codice di comportamento che regoli momenti e strumenti delle lezionionline, come gli interventi e la chat. Inoltre è molto importante iniziare la lezione a distanza con un momento informale e disteso, poiché per molti studenti non è facile relazionarsi con docenti e compagni esclusivamente attraverso le modalità online.

Home teaching

Infine è assolutamente fondamentale prevedere diverse tipologie di feedback e di verifica che si adatteranno alle diverse tipologie di studenti. Da questo punto di vista ci sono numerose risorse di grande valore, fra queste si evidenziano le domande e feedback diretti degli allievi, ma anche l’uso di moduli Google che sono particolarmente utili a distanza e per l’apprendimento asincrono e autonomo. Oltre ai compiti tradizionali, particolarmente utili sono i compiti di realtà, che favoriscono il coinvolgimento dello studente e i compiti collaborativi, che favoriscono invece la dimensione sociale. Un altro strumento utile è rappresentato dall’autovalutazione, che spinge gli studenti a compiere una riflessione metacognitiva e può essere realizzata anche con un semplice questionario scritto.

La seconda parte del webinar si è concentrata invece sulla disamina di alcuni strumenti digitali, applicazioni e programmi gratuiti utili per creare una lezione interattiva e coinvolgente, nonché sfruttabili nelle diverse fasi della didattica a moduli.

La prima delle risorse considerate è stata Adobe Spark, una risorsa gratuita della suite Adobe che permette di creare presentazioni, infografiche e video; le presentazioni in particolare si caratterizzano per la grande versatilità dal punto di vista grafico e l’estetica gradevole. Il programma inoltre lavora in cloud, dunque non è necessario scaricarlo e non occupa la memoria interna del computer, si lavora online e tutti i materiali rimangono salvati in rete. È uno strumento semplice e intuitivo che i ragazzi imparano a usare in fretta ed è dunque indicato anche per ampliare le loro competenze digitali.

Un’altra risorsa particolarmente utile è costituita dalla G-suite di Google, una piattaforma che consente anche di creare un’aula virtuale, attraverso la quale comunicare e condividere contenuti e materiali. Altre piattaforme utili sono Nearpod, attraverso la quale è possibile creare lezioni interattive, complete di esercizi, e Genial.ly, che invece dà la possibilità di creare anche immagini interattive in cui inserire ipertesti digitali e contenuti di varia natura (audio, video, testi e immagini); funzioni analoghe presentano per esempio Thinglink e in parte Padlet, un foglio di lavoro digitale e condiviso in cui è possibile inserire contenuti diversi.

Esistono poi numerose risorse online, magari non progettate direttamente per il mondo della scuola, che possono costituire un supporto per l’attività didattica. Fra queste annoveriamo, per esempio, GoogleEarth e GoogleMaps, ma anche Geacron, un atlante interattivo che si modifica mostrando l’assetto politico del periodo storico selezionato, mostrando ai ragazzi i cambiamenti geopolitici dei territori presi in considerazione. Si tratta di una risorsa efficace non solo nell’ambito delle discipline storiche e geografiche ma anche in quello della letteratura e delle lingue. Infine, è particolarmente utile per lo studio delle discipline artistiche GoogleArt and Culture che permette di creare dei tour virtuali di musei, palazzi e collezioni d’arte.

Una menzione a parta merita infine la Gamification, ossia quella branca sempre più diffusa e seguita della didattica che mira a integrare il più possibile la dimensione ludica nelle dinamiche di apprendimento. L’uso di esercizi la cui struttura esterna rimanda al mondo dei videogames o del gioco in generale può essere utilissima in alcuni contesti: si rivela efficace per gli studenti BES e DSA ma in generale per l’intera classe quando il docente non vuole appesantirla con eccessivi compiti. Fra le più usate e conosciute si evidenzia Kahoot che permette di creare un quiz interattivo “live” a cui i ragazzi possono partecipare contemporaneamente a squadre o singolarmente tramite il proprio dispositivo. Altre risorse come Quizzis e SocrativeWordwall presentano funzionalità analoghe, ma esistono anche applicativi come Learning Apps che permette di creare diverse e numerose tipologie di giochi didattici, non solo quiz.

In questo tour de force di novità e strumenti digitali non dobbiamo dimenticare che il ruolo del docente resta sempre centrale. Egli rimane il punto di riferimento dei ragazzi e il progettista delle attività didattiche; gli strumenti digitali da soli non possono garantire l’apprendimento dei contenuti e delle competenze, ma offrono senza dubbio immense possibilità da sfruttare per aiutare i ragazzi a raggiungere gli obiettivi.

2 Dicembre 2020

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