Negli ultimi anni le neuroscienze hanno dato molti nuovi spunti agli insegnanti che –grazie alla ricerca – riescono a comprendere sempre meglio come il cervello degli studenti cambia e cresce durante un percorso di apprendimento.
Negli Stati Uniti l’Haskins Global Literacy Hub, un laboratorio associato con l’Universitàdi Yale, ha da qualche tempo iniziato una collaborazione con due istituti scolastici: gli insegnanti, con l’aiuto degli scienziati, analizzeranno il cervello degli studenti per diversi anni, mentre imparano a leggere.
Durante questo esperimento gli insegnanti, che si occupano anche di studenti con problemi di apprendimento legati al linguaggio, non ricevono solo dei feedback dagli scienziati ma imparano in prima persona a leggere l’attività cerebrale dei loro studenti e a identificare i marker neurologici che identificano possibili problemi o progressi nell’apprendimento.
I monitoraggi, che avvengono con il consenso di studenti e genitori, si svolgono due volte l’anno, con un insegnante che guida lo studente in circa un’ora di esercizi sulla percezione del parlato e del testo, sulla lettura e persino sulla comprensione di spezzoni di film.
«Riusciamo a vedere in tempo reale la plasticità del cervello e come i collegamenti neuronali cambino man mano che gli studenti imparano a leggere meglio» racconta Danielle Scorrano, insegnante di terza media alla Windward School. «È molto stimolante per me, come insegnante, sapere che usando questi metodi basati sulla ricerca i miei studenti leggono meglio».
Il progetto, a seconda dei fondi disponibili, continuerà per altri tre anni o cinque anni e già in primavera verranno rilasciati i primi dati.
Fonte: Education Week.
Redazione
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