L’Educazione civica: un’esperienza viva
Come rendere l’Educazione civica un’esperienza viva, capace di parlare davvero agli studenti? È da questa domanda, più implicita che dichiarata, che ha preso forma l’incontro tra Marta Cartabia e gli studenti e le studentesse del triennio dei Licei Malpighi di Bologna, svoltosi il 2 febbraio presso il Cinema Arlecchino.
La professoressa Cartabia, ordinario di Diritto costituzionale all’Università Bocconi di Milano, già Ministro della Giustizia e Presidente emerita della Corte costituzionale, è intervenuta sul tema “Alle origini della democrazia costituzionale italiana”, offrendo ai ragazzi non una lezione frontale tradizionale, ma un’occasione di dialogo e riflessione condivisa sul significato delle istituzioni repubblicane.

L’iniziativa si è collocata all’interno del progetto “Bocconi in Your School”, frutto della collaborazione tra i Licei Malpighi e l’Università Bocconi, e ha inaugurato la Settimana di Educazione Civica della scuola: un percorso strutturato di incontri con docenti universitari ed esperti italiani e internazionali, pensato per dare concretezza all’insegnamento dell’educazione civica attraverso il confronto diretto con testimoni qualificati.
Il limite nell’esercizio del potere
Nel suo intervento, Cartabia ha insistito su un nodo centrale per la didattica costituzionale: il valore del limite nell’esercizio del potere. In un contesto culturale e geopolitico segnato da forme di dominio e arbitrio, la Costituzione italiana – ha ricordato – nasce dall’esperienza storica delle tragedie del Novecento e afferma con forza che anche il potere democraticamente eletto deve esercitarsi entro confini precisi. Un tema che, secondo la giurista, diventa particolarmente urgente quando si parla alle giovani generazioni.

Dal punto di vista educativo, l’incontro ha rappresentato anche un modello di scuola aperta al dialogo con il mondo accademico e istituzionale. Offrire agli studenti la possibilità di confrontarsi con una figura come Marta Cartabia, infatti, ha significato accompagnarli a comprendere in modo vivo e critico le radici della nostra democrazia. La Settimana di Educazione Civica, del resto, nasce proprio per educare attraverso l’incontro, mostrando come la Costituzione non sia un oggetto di studio astratto, ma una responsabilità concreta per il presente e per il futuro.
Un dialogo educativo con le istituzioni
Una ricaduta didattica colta anche dai docenti coinvolti: al termine dell’incontro, il professore di Storia Giacomo Bettini ha evidenziato come l’esperienza abbia restituito agli studenti e alle studentesse un’immagine diversa delle istituzioni: non strutture lontane e impersonali, ma realtà abitate da storie, volti e parole. «Forse l’Educazione civica dovrebbe partire da questo», ha osservato, «dalla possibilità di interrogare l’architettura del nostro Paese e di immaginarsi protagonisti al suo interno, non abitanti inerti ma cittadini consapevoli».
Un’esperienza che mostra come l’Educazione civica, quando intreccia contenuti disciplinari, testimonianza autorevole e dialogo educativo, possa diventare uno spazio privilegiato di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile.
Marco Ferrari
Rosaria Trisolino
Cristian Ruggieri
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