Luca ha mani grandi come padelle e braccia come tronchi d’albero, è un uomo grande e forte, fa anche un po’ paura, è il meccanico perfetto, il più bravo della città! Non c’è messo di trasporto che abbia segreto per Luca: sistema una moto, una macchina e persino una bici in un batter d’occhio: nessuno sa trattare i motori meglio di lui… eppure non sono i meccanismi dei motori a far battere il suo cuore.
Chi è davvero Luca quando toglie la tuta da lavoro ed esce dalla sua officina?
Attende tutta la giornata l’incontro con il suo amico Giovanni che gli consegna qualcosa di piccolo ma, per Luca, di incommensurabilmente prezioso… un piccolo, dolce, delicato e soave carillon.
Il rozzo meccanico Luca diventa prudente e premuroso quando si tratta di aggiustare i meccanismi fragili dei carillon, la sua vera passione. Quelle melodie gentili portano la mente di Luca in palazzi principeschi, feste regali con invitati eleganti, abiti incantevoli e balli da fiaba.
Ma perché Luca nasconde questa sua passione? Perché non condivide con il mondo il suo animo delicato e gentile, affascinato dalle musiche da ballo e dai colori delle feste in danza?
Perché Luca è un uomo grande e forte, un meccanico dall’aspetto duro e che fa paura a non pochi avventori… non può certo mostrarsi interessato a balletti e merletti! Ha una reputazione da far rispettare!
Ma chi lo ha deciso? Chi ha detto che un meccanico, un uomo, un signore così forte e dall’aspetto spaventevole non può amare qualcosa di delicato, gentile e considerato “femminile”?
Non sono quindi solo le ragazze e le bambine, come altri titoli che abbiamo proposto su Dire, fare, insegnare, e dover fare i conti con gli stereotipi di genere e con le aspettative della società, anche uomini, ragazzi e bambini si trovano spesso a dover corrispondere a un modello di “maschio” in cui non si riconoscono.
Ecco che Il segreto di Luca, edito da Clichy, diventa non solo l’occasione per sfogliare un albo dalle illustrazioni sgargianti e stupefacenti, ma anche un modo per proporre in classe il tema degli stereotipi di genere da un’altra prospettiva: quella dei maschi.
Come ci si sente quando si vuole fare qualcosa che non viene considerato abbastanza “maschile”? Lo si evita? Si cerca di “fare i duri” per far vedere che si è abbastanza maschi? Quali problemi può creare questa soppressione delle proprie emozioni, dei propri desideri, dei propri pensieri?
Il racconto di Elena Levi del tentativo di Luca di affrancarsi dall’immagine del “meccanico rozzo” per essere se stesso, è un punto di partenza importante in una società che ha caricato i maschi del peso di una continua performance.
La lettura di questo albo è un modo delicato per porre l’attenzione di bambine e bambini sui rischi che i paletti del genere possono creare, su quanto sia pericoloso imporre ai maschi di comportarsi sempre e solo in maniera “forte”, considerando solo appannaggio delle “femmine” la delicatezza, l’attenzione, la cura.
Redazione
Roberto Castaldo - DFI Books