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Area Secondaria II grado

DeAgostini: Annalisa Strada, Gianluigi Spini

La casa del male

Un romanzo sui luoghi in cui il fascismo ha provato a zittire la resistenza vista attraverso gli occhi di chi ha conosciuto il male.

30 Gennaio 2026

logo redazioneRedazione
La acsa del male

Arturo ha 15 anni, che nel 1944 significa che è già adulto. Vive a Milano e lavora nell’officina di Ottavio riparando biciclette e imparando il mestiere; gli sarebbe piaciuto studiare, ma la sua famiglia non poteva permetterselo.

Poco importa, perché anche i rammarichi di Arturo spariscono quando vede Liliana, la ragazza di cui è innamorato e alla quale prova a più riprese, goffamente, a dichiararsi.

La guerra spezza la città di Milano, ma la vita di Arturo sembra proseguire per la sua strada, come rassegnata a quello sfondo di distruzione. 

Ogni tanto qualche sprazzo di paura entra nella routine: Arturo sa che in via Paolo Uccello c’è una villa occupata dai nazifascisti, sa che basta una parola sbagliata o un’antipatia per finire nei seminterrati di quella casa. Al piano di sopra festini e cene elegantinelle fondamenta tortura e orrore. Ma, come la maggior parte delle persone, anche Arturo non dice nulla; così anche le divergenze tra l’amico Vittorio, convinto fascista, e Luciano, che frequenta il liceo classico e con il fascismo non simpatizza affatto, vengono derubricate a differenze di pensiero e poco più.

La Storia entra però in modo violento e inatteso nella vita del protagonista: Luciano non si presenta a un appuntamento, e il caso vuole che in quello stesso luogo Artuto incontri Vittorio; nessuno sa dove sia Luciano, nemmeno la sua famiglia ha qualche idea, e Arturo comincia a capire che la sua vita sta per accartocciarsi.

È l’inizio del cuore del romanzo che porta Arturo tra le mura di quella Villa che guardava a testa bassa e nelle cui viscere vengono ingoiati tutti coloro che provano a opporsi alla violenza e alla brutalità insensata del regime.

Per scrivere la storia di La casa del male Annalisa Strada e Gianluigi Spini si sono affidati a ricerche storiche e fatti accaduti, alcuni dei personaggi menzionati sono infatti realmente esistiti e a loro è dedicata un’appendice di approfondimento, accompagnata da un capitolo che fornisce una panoramica storica.

Le pagine di questo romanzo non sono molte, i capitoli sono brevi e la narrazione chiara, precisa, a volte quasi distaccata. Ma proprio in questa limpidezza, che nemmeno nelle parti più crude cede il passo a censura o morbidezza, sta l’efficacia comunicativa di questo libro.

Le Ville Tristi sono una pagina della storia della Resistenza italiana al nazifascismo, una storia di cui spesso le nostre città portano muta memoria: passiamo davanti a questi edifici, ci stupiamo del loro aspetto elegante ma non sempre sappiamo tutto di chi è passato tra le loro mura. 

La lettura di La casa del male Ã¨ indicata per ragazze e ragazzi della Scuola secondaria di secondo grado, è un’opera completa e interessante anche per gli approfondimenti storici che la corredano. 

Gli spunti di riflessione non mancano: a partire dalle storie dei protagonisti si può riflettere sul senso di giustizia, sullo sconvolgimento che la guerra e il sostenere o meno il regime ha portato nella vita di persone che erano amici, famigliari, vicini di casa. Si può riflettere sulla paura e sull’impunità delle violenze, su come tanti meccanismi non si siano esauriti e si ripresentino quasi identici nell’attualità.

E se ci si trova in una città in cui questa triste parte di storia ha lasciato il suo segno, la lettura potrebbe essere la preparazione a una visita in presenza in uno di questi luoghi che conservano tutta la disumanità, e la forza del resistere. 

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